GREGUERÍAS

Greguerías

Greguerías y otros textos - Un clamore confuso, un vociare di voci sovrapposte.

In un giorno del 1910 al primo piano destra della casa numero 11 di calle de la Puebla a Madrid, un giorno di scetticismo e stanchezza, Ramon mise in atto un esperimento alchemico: disse di aver preso tutti gli ingredienti del suo laboratorio, flacone per flacone, di averli mescolati, e dal precipitato — dalla depurazione e dalla dissoluzione radicale — sorse la greguería. Da allora, aggiungeva, essa era per lui "il fiore di tutto ciò che resta", ciò che sopravvive al disincanto.
Ramon raccontava di aver messo la mano nel grande bombo (l'urna) delle parole e di aver estratto a caso una pallina — era "greguería", ancora al singolare; lui piantò quella pallina e ne ebbe un giardino. Il caso, diceva, dev'essere il battezzatore delle scoperte migliori.
Ramon disse di aver tenuto quella parola per l'eufonia e per i segreti che nasconde. E dava la definizione del vecchio dizionario — algarabía, gritería confusa — con la chiosa scherzosa che è il cuore della favola: nei dizionari precedenti, scriveva, significava lo strillo dei maialini quando corrono dietro alla loro mamma. A cui aggiungeva la glossa poetica: è ciò che gli esseri gridano confusamente dalla loro incoscienza, ciò che gridano le cose.

  1. 39. Capita a volte di sentirsi appartenere a luoghi che non avevamo mai visto, e nei quali non ci fermeremmo mai, e per nessuna ragione al mondo. Genova · 2025
  2. 13. La sua moto era stata rapita da una guarnizione fallace Torino · 2025
  3. 2. Il coefficiente di imbruttimento generale, va sempre moltiplicato per i kilometri di distanza dal centro. Torino · 2025
  4. 43. Quando nemmeno le grandi inaugurazioni emozionano più, l'unico modo di tirarsi su è quello di andare a giocare come bambini Torino · 2025
  5. 21. Per quale motivo misterioso era stato scelto come padre di due figli eccezionali. Torino · 2025
  6. 36. Non capiremo mai il senso degli enormi faccioni che la gente si appende in casa. Torino · 2025
  7. 192. La percentuale di omosessuali, lesbiche, obesi di entrambi i sessi, donne praticamente nude; è maggiore a Barcellona che in qualsiasi altra città che io abbia mai visitato. Barcellona · 2026
  8. 48. Quando tutti gli sembravano idioti finiva per deprimersi, unica soluzione che aveva trovato era quella di entrare in un locale a caso della sua zona fingendo di essere membro di un'associazione di quartiere. Scambiare due chiacchere con i vicini gli faceva bene. Torino · 2025
  9. 6. Madri sposate e spossate, crescono figli che le schifano. Torino · 2025
  10. 176. In Italia è allo studio un nuovo partito trasversale, si chiamerà Forza Italia Viva Torino · 2026
  11. 24. Nelle birrerie a gestione familiare si può apprezzare la bellezza delle bariste che sfiorisce inesorabilmente ad ogni inizio di campionato. Torino · 2025
  12. 7. Solo da giovani la morte viene considerata come la peggiore delle ipotesi. Torino · 2025
  13. 11. Quelle due petulanti di Musica e Pittura, ridondano di continuo sul dato di fatto che tutta la bellezza disponibile sia stata esurita tra il 1400 e il 1700, tra Paolo Ucello e Franz Schubert. Torino · 2025
  14. 16. Si può afferamere che il PIL e la buona salute, siano fattori inversamente proporzionali in un sistema ri-tardo capitalista come il nostro. Torino · 2025
  15. 54. Nei convitti dell'upper class locale
    non manca mai una bellissima ragazzina di colore
    adottata.

    Torino · 2025
  16. 41. Finisce in lacrime ogni sogno d’amore, da oggi anche dall’altra parte della strada. Torino · 2025
  17. 185. Si mangia per noia, viaggiando posso digiunare per giorni. Madrid · 2026
  18. 193. Invidiamo i giovani perché di norma non hanno ancora grandi sensi di colpa, non hanno abbandonato figli, tradito amici, fatto naufragare grandi amori. Alassio · 2026
  19. 18. A 25 anni avrebbe voluto viaggiare in paesi di mare, avere molti soldi e possedere una casa con un gineceo molto affollato. Torino · 2025
  20. 47. Camminando a caso
    solo seguendo i culi delle sconosciute dinnanzi a se
    notava infine che attorno a certe ragazze si formavano bolle di elettricità statica
    Torino · 2025
  21. 15. Il problema delle persone che hanno la fobia per la pulizia, è quello di dover fare i conti anche con le proprie stesse viscere e deiezioni. Torino · 2025
  22. 29. Di alcune donne che erano belle, sono rimasti solo i tatuaggi Torino · 2025
  23. 17. La maggior parte delle donne islamiche nord africane, se le si immagina senza il velo, si trasformano in donne calabresi. Torino · 2025
  24. 1. L'impeccaminosa, impeccabile e peccaminosa, afferiva nello specifico alla sfera del sogno. Torino · 2025
  25. 27. La purezza è quasi più negativa della coerenza. Piacenza · 2025
  26. 188. La maggior parte delle madri pesa il triplo delle loro figlie. Barcellona · 2026
  27. 178. Percorrendo la strada statale ci si rende conto che i paesini tra Lyon e Paris sono fatti con il copia-incolla. Paris · 2026
  28. 38. Ci sono periodi in cui si può essere felici con un buon libro, un buon vino, incenso di mirra e solitudine. Alassio · 2025
  29. 173. In una selva oscura sbagliando strada per recuperare la moto, si alzano da un albero un gruppo numeroso di piccole rondini, formano una specie di cerchio nel cielo e si dividono in due, un gruppo va verso est e uno verso ovest, seguo quello che va verso ovest e incrocio lo sguardo di un piccione che mi guarda perplesso dai fili della luce. Bordeaux · 2026
  30. 46. La buona poesia neccesita di povertà, mancanza, disgrazia e bestemmie
    Milano · 2025
  31. 14. I padri cinquantenni di figlie femmine amerebbero vivere in un mondo dove tutte le giovani ragazze fossero vogliose di sesso con gli adulti, ad eccezzione delle loro figlie. Torino · 2025
  32. 34. Ci si riferisce normalmente all'Accademia come luogo nel quale si insegna l'Arte o l'Arte della guerra. L'artista combatte. Torino · 2025
  33. 51. La celicolocalcolatrice computava la maligna malvagità del mondo tutto.
    Inviava i totali al centro di computazione dati della lega dei pianeti uniti.
    Torino · 2025
  34. 40. Viaggiare serve a scompigliare i pensieri, un tempo anche i capelli, mischiare gli atomi del sentire, il viaggio tersa, spazza, ravviva, limpidizza il tutto.
    Per scrivere dovremmo essere sempre in un qualche tipo di viaggio.
    Imperia · 2025
  35. 183. La fortuna di Goya è stata quella di dipingere per primo il pelo pubLico. Madrid · 2026
  36. 9. Il lavoro del poetare, deve fallire inevitabilmente, il poeta deve rimanere sconosciuto, inutile, altrimenti non si tratta di buona poesia. Torino · 2025
  37. 86. Come sarebbe bello se voi rimaneste giovani per sempre
    e io invece no
    per sempre
    Venezia · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  38. 187. Mentre viaggiamo, iniziamo a pensare ai prossimi viaggi Barcellona · 2026
  39. 194. Nei locali sembra di incontrare gente conosciuta, ma sono solo peronse con facce stereotipate da gente che sembra di \conoscere Alassio · 2026
  40. 31. Quando la vita fa schifo, i colori dei quadri tendono ad accendersi. Torino · 2025
  41. 186. La quantità di tempo impiegata nelle vicissitudini degli amori romantici è tragicamente enorme. Barcellona · 2026
  42. 182. In tutte le grandi città che visito: i cantonieri sono negri, le donne con le borse della spesa sono grasse, i vecchi ricchi davanti agli alberghi di lusso sono insieme a bellissime puttane. Madrid · 2026
  43. 175. Sulla T-shirt della bella ragazza che mi veniva in contro era scritto "Sesso droga e Winnie the Pooh" Barcellona · 2026
  44. 195. Madri e figli schiamazzano al tavolo, ma quando parla lui tutti tacciono. L'unico potere del padre che dispensa sganascioni Alassio · 2026
  45. 49. Durante i viaggi siamo più creativi, gli atomi si mischiano.
    Viaggiare chiarisce, sposta le nubi dai pensieri, limpidizza, ravvia, spazza.
    Torino · 2025
  46. 8. Il rumore che emetteva durante la frenata, era quello di denti umani che mordevano la rotaia. Torino · 2025
  47. 57. Chi desidera vede qualcosa che gli altri non possono vedere.
    La bellezza non è mai né morale né giusta.
    La bellezza è una colpa condivisa
    tra chi guarda
    e chi viene guardato
    entrambi sempre nudi e senza difese.
    Torino · 2026
  48. 52. Chi ama il mondo e la vita viaggia, e vive meglio da profugo che da congiunto Roma · 2025
  49. 19. Ogni suo gesto o parola, sembravano voler chiedere scusa. Torino · 2025
  50. 198. Di alcune donne ci si riesce ad innamorare solo delle scarpe Torino · 2026
  51. 3. Sul bus parlano urlando per rompere il silenzio, ripetono ossessivamente la stessa frase, parlando altre lingue. Torino · 2025
  52. 184. Tutta l'arte del mondo che mi piace maggiormente si concentra tra l'Italia, la Francia e la Spagna. Madrid · 2026
  53. 189. Gli influencer che grigliano passano la loro vita a massaggiare cadeveri che si mangeranno Barcellona · 2026
  54. 33. La vera Italia, i veri italiani, si trovano solo allo stadio. Torino · 2025
  55. 56. Astigmatico, presbite, miope, ipermetrope, daltonico, ambliopico, ipoacusico quasi sordo.
    Tutte le donne, sia da lontano che da vicino, gli sembravano interessanti e desiderabili.
    Milano · 2026
  56. 55. È sempre bellissimo correre nudi ed ebbri nella notte innevata Champoluc · 2025
  57. 35. Le persone vengono mantenute in uno stato di perenne insoddisfazione sessuale, attraverso la diffusione di un immaginario iperbolico pornografico da una parte, e la morale sociale dall'altra. Torino · 2025
  58. 23. Le persone che hanno sprecato tempo in un attività, sono più inclini ad acquistarne il risultato. Torino · 2025
  59. 37. Volendo immaginare per esercizio, un lato positivo anche del carcere, si dirà che ha il suo vantaggio il fatto di non poter essere visitati inavvertitamente da amici e parenti invadenti. Genova · 2025
  60. 20. In un mondo come il nostro, dove tutte le risposte sono a disposizione, l'intelligenza di pensiero consiste nel porre le domande. Torino · 2025
  61. 168. In cima al palazzo giochi di bimbi tra le nuvole ci osservano Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  62. 5. La ricchezza è una questione di consenso rispetto a quello che si sta dicendo di voler fare.
    Torino · 2025
  63. 28. Molte donne usano lo spiritismo come tecnica per cercare di apparire interessanti. Torino · 2025
  64. 22. I grandi campioni che si improvvisano allenatori, spesso producono vittorie di Pirlo. Torino · 2025
  65. 25. Darei un rene per poter sapere che musica ascolta la gente che incrocio, nella propria cuffia. Torino · 2025
  66. 174. Come bambini in campeggio arrivano tutti felici alla cerveceria del barrio. Madrid · 2026
  67. 45. A little bid incredibol
    a little bit absurd
    this is the story of my tools
    London · 2023
  68. 196. I ricchi sono disposti a pagare cifre assurde pur di non rischiare di incontrare dei poveri. I luoghi esclusivi promettono solo questo. Alassio · 2026
  69. 12. Quando siamo da soli con noi stessi, ci parliamo in modi particolarmente aggrazziati Torino · 2025
  70. 190. Mentre andiamo in barca a vela, o mentre pensiamo di prendere la patente anche per guidare i camion, l'arte ci attende? Barcellona · 2026
  71. 180. L'arte ci attende solo se stiamo viaggiando o sognando Bordeaux · 2026
  72. 181. Gli anziani sono ovunque gli stessi, se stessi. Non si devono atteggiare, non hanno bisogno di presentarsi per ciò che non sono. Bilbao · 2026
  73. 4. I poveri risparmiano da soli, i ricchi si indebitano con gli altri. Torino · 2025
  74. 30. Tutti devono avere almeno un'automobile per sentirsi liberi (auto-nomi).
    Tutti sono felici di pagare la loro auto a rate con il loro lavoro.
    I parcheggi non sono più sufficienti per tutte queste auto.
    Tutti sono felici di pagare il loro parcheggio, divenuto bene scarso e quindi ambito.
    Potremmo vivere felici, ma siamo nell'epoca della creazione di continui nuovi bisogni.
    Torino · 2025
  75. 53. Di riffa e di raffa riempiamo di vino la nostra caraffa
    Una continua baruffa in una immacolata concentrazione notturna
    ci onoriamo disonorando il nostro debito con il mondo
    Roma · 2025
  76. 10. Chi desidera vincere, desidera almeno altrettanti sconfitti. Torino · 2025
  77. 50. Soffriva di una rara patologia che lo costringeva a consumare alcool davanti a qualasiasi manifestazione sportiva. Torino · 2025
  78. 44. Per chi si trova nella banale condizione di eterosessualità, ovvero di essere nato da una donna e di amare le donne, la vagina rappresenta uno spazio al confine tra sacro e profano, spazio di adorazione quasi religiosa, mistero, nascita e morte, passato e futuro, genitore e figlio, natura aliena, potenza inspegabile alla quale ci si vuole arrendere con gioia. Genova · 2025
  79. 32. Gli idioti non sanno fare altro che cambiare il nome alle cose, al solo fine di darsi ragione. Torino · 2025
  80. 197. Catapultato nella vita di un altro.
    Circondato dalla neve ghiacciata.
    Stringeva suo padre al petto come fosse un figlio.
    Torino · 2026
  81. 26. L'atto creativo è l'unico discrimine tra uomo e animale, per questo siamo tutti artisti, a parte alcuni animali che vengono considerati a torto come bambini dai loro padroni. Piacenza · 2025
  82. 191. Gli anziani mi piacciono perchè sono veri, infatti non riceverebbero nessun vantaggio ad atteggiarsi per quello che non sono. Genova · 2026
  83. 42. Lo specchio chiede conto del motivo per cui esistiamo.
    Ma io nello specchio non ci sono, perchè non mi sento interessante, non mi interesso.
    Ma lo specchio più terribile rimane quello che riflette senza rovesciare l’immagine.
    Alassio · 2025

Poesie

  1. 85. LO OSSESSIONAVA Intravedeva le case sopra ad altre case
    I veri ricchi vivevano ad un livello
    architettonico superiore
    Costruivano le loro dimore
    in stile neoclassico
    sui tetti di palazzacci
    che fungevano da trampoli
    da alloggiamento di ascensori
    per vedere dall'alto
    per sputare di sotto
    non visti
    Olimpo nel centro dell'acropoli
    dalla strada invisibili
    intagliate con maestria nei sottotetti
    con giardini e piscine
    frutta esotica e femmine perfette
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  2. 117. Vertigo Un effetto vertigo
    manda avanti il cielo
    e indietro il barcone
    devono essere le nuvole
    Il tempo si rallenta
    respiro
    ci dondola il nulla
    Nemmeno un Godzilla gigante
    che distrugga la Giudecca
    Nulla
    Nemmeno un Cristo a pelo d’acqua
    Nulla
    E’ grazie a questo nulla
    mi posso immaginare tutto
    Venezia · 2015 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  3. 98. Ippocampi cinesi Con voi
    amici cinesi
    nel sole di Viareggio
    Siamo come ippocampi volanti
    in un mondo che non può vedere
    nessun altro
    Viareggio · 2022
  4. 177. P. Zakamoto Stupendo piccione gigante
    dagli occhi di ghiaccio
    al timone del proprio artificio
    pronto ad esplodere
    conia valore dal nulla.

    Grande quanto un tacchino
    guida per i mondo un moto a vela
    dal portamento elegante
    Libero dal bisogno
    Splendente
    Lyon · 2026
  5. 61. Apocalisse Ha appena compiuto quindici anni,
    dice che per quando ne avrà trenta
    non ci sarà più nulla.
    E' tutto papà.

    "Apocalisse verrà"

    Uragano urlerà e Tempesta soffierà,
    si apriranno come scatole i palazzi di cartone,
    Vulcano brucerà gli inutili soldi di Monopoli.

    E non lucevan le stelle,
    ma meteore a cancellar montagne.
    Sublimi le ultime immagini,
    Natura che vince la nostra guerra contro gli stupidi.

    "Odia gli stupidi, aiuta i deboli"

    Taglio il cartone delle valigie di mio nonno,
    raccolgo quello delle barche perdute,
    che portano al parco giochi i bambini affogati,
    ad abrracciar Godzilla,

    "formidabile mostro giapponese, dagli occhi di fucina"

    Raccolgo cartone abbandonato,
    veicolo di infinite merci effimere,
    nascondiglio di esuli e droghe.
    Come barbone,
    su cartone e cotone,
    dipingo Apocalisse in accelerazione.

    Fossi anch'io uragano,
    che distrugge a caso senza spiegazioni,
    che lancia automobili nel vuoto,
    che ammutolisce i telefoni e spegne le tv,
    che staziona sul pulpito a risucchiare preti e capi, eroi e dotti,
    la saetta nella coppa dei campioni,
    il terremoto nell'idromassaggio delle modelle.

    "E' passato l'uragano Zakamoto!"

    Ha distrutto tutto, anche le case dei cattivi.
    Ha indebolito gli stupidi e instupidito i deboli.
    Ha trovato difetti, rimpianti, male, ignoranza,
    e nemmeno una goccia di speranza.

    Intanto ce ne andiamo a vedere la fine del mondo ad ovest,
    sperando che Colombo non sia mai partito,
    Ulisse non sia mai tornato,
    e che il Kraken o Gamera appaiano all'orizzonte.
    Lisboa · 2016 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  6. 111. Continuo a vedermi Continuo a vedermi
    guardando dentro
    ai tuoi occhi

    Quello che scrivo
    accade
    se lo leggete in tanti

    Stanotte il gazebo è volato via
    rubato in volo da Michael Jackson
    Cervo (IM) · 2008
  7. 90. Dodici Giugno Ei fu fuffa
    fantastico incantatore di folle
    inaudito animatore in acquari di carciofi
    Demiurgo catodico
    Burattinaio di folli pupazzi
    porci e puttane patinate
    Ennesimo unto miracolo italiota
    si amava da morire
    si perdonava tutto
    vinceva senza vergogna
    Campione di coppe
    amatissimo
    solo i pazzi gli tirarono le pietre
    alla fine
    simulacro di se stesso
    Cagliari · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  8. 119. 15 Novembre Al 15 di Novembre
    l’agrimensore spaziale
    coglie il grano di corallo
    La stella della gioia
    brilla nello spazio
    Il figlio di Atrio
    danza ebbro del vivere
    Alghero · 2018 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  9. 82. Pensavo Il mondo è pieno
    di ritardati palestrati
    che male parcheggiano
    parlando da soli
    o con l'auricolare nell'orecchio nascosto
    portano a tutti pacchi di cose
    Comprate!


    Nella chiesa
    dentro l'ospedale
    tra le attrezzature abbandonate
    c'era la bara più piccola che io avessi mai visto
    non capivo
    sembrava uno scherzo surrealista
    Mi urlava
    è questo come lo spieghi?
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  10. 154. fanciulli Come dipinti
    sulla spiaggia
    fanciulli innamorati
    dormivano abbracciati
    mentre l’orizzonte si riempiva
    di nuvole tempestose
    Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  11. 165. ALL’ARMI Migliaia di anni
    che ci applichiamo
    nel costruire armi
    che distruggano
    le armature
    dei nemici
    mentre i nostri nemici
    si applicano
    a costruire armi
    per distruggere
    le nostre armature
    Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  12. 163. TRATTORIA Ma i ritardati
    sognano su cuscini
    di lana di pecora mongola?
    In questo locale marittimo
    arredato da un folle
    in stile barca montanara
    baita sommergibile
    caravella valdostana
    con controsoffitto e neon
    da ufficio comunale
    e foto alle pareti
    che ritraggono il proprietario
    assieme a personaggi
    che dovrei conoscere
    Non potevo che trovare
    personaggi ambigui
    Anziane in grembiule
    gambaletti e ciabatte
    Chef magrebini
    che parlano genovese
    Genova · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  13. 77. Pandemonium Nel 2020 in Italia c'è stata una grande moria (non delle vacche).
    Punto.
    Noi quasi si sentiva la nostalgia di Bettino Craxi,
    perchè era come stare sull'Achille Lauro (la crociera).
    Barattoli sormontati da pere e birilli di divieto ovunque.
    Marx (Groucho) e lo Sputnik (il satellite),
    Bic Gates (Bic, la penna a sfera) e l'elefante superdotato della Pfizer,
    giocarono per mesi con il pallottoliere, mentre noi sognavamo di fuggire.
    E io volevo solo che rimanesse il ricordo di tutto questo,
    che la vita qui può essere più surreale di un quadro.
    Ad imperitura memoria del gioco infinito al quale giocheranno a lungo.
    Torino · 2020
  14. 157. distrazioni La radio accanto al letto
    desintonizzata gracchia sottovoce
    I fogli riempiti di disegni
    mentre il professore spiegava altre materie
    Il libro letto di traverso
    Un aspirapolvere che si avvicina e si allontana
    dietro la nostra porta chiusa
    mentre prendiamo sonno
    Fermarsi immobili durante l’amplesso
    per sentire il rumore del mare
    Svegliarsi presto la mattina
    per spegnere la sveglia
    e rimettersi a dormire
    Distrazioni e fastidi che fanno la vita
    ancora più meravigliosa
    Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  15. 112. Pagliacci ritardati con maschere da porci L’Italia in preda
    alla peggiore crisi isterica
    dopo la guerra del Golfo
    Sono scappato in Belgio
    Le guerre successive
    alla prima crisi del Golfo
    sono state normali e noiose
    non hanno impaurito nessuno
    a quanto pare
    nemmeno l’11 Settembre
    tutti a pensare
    "se la sono cercata"
    Il virus ha mandato il tilt
    il sistema
    Tempo di merda
    ma ottima birra
    Il Kraken del profitto
    si inchina alla “scienza”
    alla farmacia
    inizia un sistema diverso
    forse peggiore
    sicuramente diverso
    Tutto chiuso
    negozi chiese stadi
    parlamenti tribunali
    Sterilizzare le mani
    Scansare gli sconosciuti
    Scopare senza toccarsi
    Stare in casa
    Scemo chi legge
    Avanti a slogan
    urlati da vecchi
    pagliacci ritardati
    che indossano maschere
    da porci
    Tutelare i fragili
    Vigile attesa
    niente poesia oggi
    bisogna sopravvivere
    Bruxelles · 2020 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  16. 135. Se / Allora Se
    tutte le persone che sono passate da qui
    tornassero qui ora
    per un inceppo del tempo
    Se tutti
    da tutti i tempi
    ogni noi stesso
    ogni voi stessi
    uno per ogni giorno della nostra vita
    tornasse per passare un giorno qui
    insieme a noi
    Allora
    non ci sarebbe spazio per tutti
    altro che i profughi
    finiremmo schiacciati dai nostri stessi noi stessi
    ancora prima di alzarci dal letto
    Se
    però per un caso fortunato
    ci trovassimo durante l’inceppo
    aggrappati ad un pennacchio
    sul quale nessuno si era mai arrampicato
    Allora
    vedremmo la moltitudine di umani
    di tutti i tempi affollare le strade
    con auto carrozze cavalli e mammut
    uno sopra l’altro
    eserciti massacrarsi in ogni dove
    e anche
    i nostri mille noi stessi
    inciampare e scontrarsi
    sulla strada di tutti i giorni
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  17. 104. La prima cosa La prima cosa
    vista prima di addormentarmi
    è un triangolo di cielo stellato
    limpido e nitido
    come in una notte gelida
    Torino · 2021
  18. 139. CHLOE La meraviglia di quella bambina
    che
    diciannova anni fa
    scendeva lo scivolo
    in un sogno incantato
    Un miracolo vulcanico
    che apriva una porta
    altrimenti inaccessibile
    Venezia · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  19. 134. ADORATO Il bambino obeso
    giocava con un pallone dorato
    in mezzo ad una piazza di tavolini
    Abbatteva anziani e gelati
    ombrelloni e bicchieri
    Un cameriere gli andava in contro
    ma invece di cacciarlo
    iniziava a giocare con lui
    strano
    pensava la gente
    forse aspettano
    che se ne occupi la polizia
    che lo portino via
    forse il bambino
    è figlio di un camorrista
    in soggiorno obbligato
    Fuggiva palla al piede
    tra i caruggi
    con il suo pallone adorato
    Genova · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  20. 110. INTERNO METAFISICO Su un tavolo ocra
    carciofi di ferro
    su pane carasau
    Un orata incartata
    in giornali d’epoca fascista
    Cagliari · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  21. 84. Il mio cavalletto finestra su altri mondi Un teatro di acrobati ambulanti
    con dentro nuvole come pensieri e specchi
    a terra l'isola di Böcklin sulla copertina di un catalogo
    una lampada di Zanotta
    Poesia che mi urla nel cervello senza sosta
    la mia perenne inquietudine è malattia mentale
    Cieli di fuoco arancio antiruggine
    vita di sogni
    Isole metafisiche fuori contesto
    statue mascherate in luogo di esseri umani
    pezzi di muri scarabocchiati
    da poeti appena nati
    giornali strappati
    palmizi sfrangiati
    Oggetti incomprensibili
    inspiegabili inquietanti
    Sul pelo del mare un idrovolante portoghese
    L'orologio fermo, il tempo congelato
    Il mio cavalletto finestra su mondi
    creati dal mio cervello
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  22. 167. ZKM SULLA SPIAGGIA L’infanzia dorata
    tra nuvole e balocchi
    in spiaggia a sentire il vento
    Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  23. 132. MEGLIO AMARE CHE COMPRENDERE Meglio la bellezza della verità
    Meglio ridere che conoscere
    Meglio amare che comprendere
    Inventiamo il reale
    per non farci ammalare
    fateci sognare
    Saremo felici lo stesso
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  24. 147. EDITTO FUTURISTA Dato il nostro nobile scopo
    di sconfiggere
    i ritardati che affollano il mondo
    e assediano i nostri feudi
    Urge edificare la bellezza
    bonificare la paura
    schiantare il lamento
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  25. 150. DIO ESISTE Dio potrebbe esistere e noi dovremmo crederci
    Dio potrebbe non esistere e noi sprecheremmo tempo se credessimo in lui
    Dio potrebbe non esistere ma faremmo meglio a crederci
    ma forse
    Dio potrebbe esistere ma faremmo meglio a non crederci
    Nel senso che potrebbe esistere ma essere il primo dei ritardati
    il che spiegherebbe molte cose
    Se Dio invece fosse intelligente
    vivrebbe a Cagliari
    l’unico paese dove c’è amore in ogni anfratto
    si arrabbiano se non possono offrirti abbastanza delizie
    da bere e da mangiare
    e il vento fa viaggiare nel tempo
    Cagliari · 2023
  26. 149. PEZZI DI ME Improvvisati pugilatori stradali
    corrono nell’alba gelida
    Pazzi spazzano le strade
    dalle nostre bugie quotidiane
    La sensazione di essere piacevolmente solo tra voi
    che tutto ciò che mi sta intorno
    sia sotto il mio completo dominio
    in quanto ognuno di voi sia un mio riflesso
    contenga anche un alito di me
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  27. 162. REGIONALE Il treno regionale
    con porte verdi fosforescenti
    e strisce bulgare sulla fiancata
    azzurro carta da zucchero e giallo acido
    tendine azzurro sporco
    a incorniciare finestrini bloccati
    sedili plastico-termo-pressati
    decorati con texture di fine millennio
    Tutto gli ricordava
    il gusto social-futurista
    del glorioso tempo passato
    del paese locomotiva del mondo
    e notti magiche inseguendo un gol
    Torino · 2024 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  28. 143. FOLLIE Nell’alba di Dicembre
    sotto i portici
    correva ebbro e sudato
    mezzo congelato
    Poco dopo in un commissariato di polizia
    tre agenti montavano un albero di Natale
    scena surreale
    cosa dovremmo festeggiare?
    Morire pazzi in un eremo
    per scappare dal circo del mondo?
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  29. 142. L'OMBRA DELLA STORIA Nell'ombra
    piccole cose sono andate storte
    La storia ha preso altre pieghe
    Lucio Dalla è un gerarca Nazista
    Il Giappone ha sganciato una bomba atomica
    su Phonex in Arizona
    Siamo sotto la dittatura sovietica
    Il capo dello stato fantoccio italiano
    è Umberto Smaila.
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  30. 113. Maiamai Nelle piazze d’Italia
    moltitudini
    di facce da culo

    Negli stadi del mondo
    si innalza l’inno
    dei campioni

    Mai amai tanto
    mio amore
    mare di miele
    Torino · 2008 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  31. 137. UMANO DISUMANO Umano troppo umano, è un libro spietato che fece il botto nel Milleottocentosettantotto .
    Il film Umano non umano, inizia con un battito del cuore nel Millenovecentosessantanove.
    Umano è l’uno, disumana è la moltitudine di umani come me nel Duemilaventitrè.

    Ad un matrimonio notava come, più gli altri facessero schifo e più si agghindassero alla stregua di battone e supereroi.
    Come principesse e conti, passeggiavano per i giardini fioriti, oscena sfilata di obesi incoronati, dolci confetti zuccherati.
    Erano tutti in coppia e avevano tutti la faccia di chi ha sposato la persona sbagliata e vorrebbe fare cambio con i vicini.

    Ascoltava le notizie che gli confermavano come i ritardati avessero preso il potere, erano i suoi compagni scemi e grevi delle medie, e le sue compagne rigide dell’università, quelle che chiedevano la castrazione per qualsiasi reato.
    Quelli che non potevano concepire la bellezza dei poveri, perché solo sulle Ferrari erano tutti belli.
    A scuola ancora insegnavano principalmente il sacrificio di sé, mascherato dietro al termine di meritocrazia, sacrificio per lo studio, per il lavoro, in guerra, come se veramente rappresentasse un valore il sacrificarsi per una causa, per un paese, per un'idea, eccellere in qualcosa al prezzo di sacrificarvi la vita intera.
    Ci si stupiva che la maggior parte dei bambini crescessero ritardati.

    Avrebbe pagato qualsiasi cifra pur di sapere quale musica ascoltassero in quelle cuffie giganti o invisibili.
    Sarebbe stato così poetico se il grosso metallaro anziano sul tram, fosse stato intento ad ascoltare la Toccata e Fuga in Re minore di Sebastian Bach.

    Leggeva: “Sopra noi stessi, solo noi stessi e il gioco di ciò che ci rende felici”.

    Chi c'è lassù, sopra di noi?
    solo noi stessi (Der Einzige).
    Homo homini Deus est.
    Il padre come passato
    Il figlio come futuro
    Lo spirito santo come il nostro essere creativo
    Non il paradiso promesso,
    non il circo della società,
    non il denaro del monopoli,
    ma solo il mio piacere di essere felice con voi felici.

    Il suo paesaggio interiore si era sempre configurato in modo da avere come unico riferimento al di sopra di se stesso, lo stesso se stesso.
    O per meglio dire, al di sopra di sé:
    solo ciò che lo rendeva felice.
    Solo per il suo piacere di vedervi felici.
    Chiedeva a se stesso e si rispondeva da solo, a costo di sbagliare risposta.
    Non aveva mai avuto religione, stato, loggia, comunità.
    O per meglio dire, le aveva sempre scritte in minuscolo.

    Tutto ciò che poteva scegliere la moltitudine disumana che lo circondava era cosa comprare e per quale squadra tifare.
    Lui, forse l’unico umano rimasto sul pianeta, spettatore mandato da altri mondi, osservava e prendeva appunti, un po’ schifato e un po’ divertito dallo spettacolo dell’apocalisse.

    Forse sarebbe stato più felice in un isola senza carta e matite, dove si sarebbe potuto solo pescare, dormire e fare l’amore, avrebbe dimenticato tutto, ma sapeva che sarebbe valsa la pena sorbirsi tutta la merda intorno per giungere al centro e trovare la bellezza del vivere.
    Ne era certo.
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  32. 179. Louvre Una delle cose più belle del Louvre
    sono gli occhi commossi di Irene
    davanti ad Amore e Psiche
    Paris · 2026
  33. 91. Incoerenza creativa Appena terminato di costruire il nuovo studio
    con tutte le postazioni per gli assistenti
    colori pennelli cavalletti
    mi sono seduto al centro
    e ho iniziato a scrivere sul mio taccuino.
    Fa parte del processo misterioso
    si tratta di perdere tempo
    Torino · 2023 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025

Altri scritti

  1. 80. Pensiero sconosciuto al silicio La macchina del 2023 è "intelligente".
    Può creare anche se non può dire perchè lo stia facendo.
    La macchina è un nostro burattino al quale vogliamo attribuire intelligenza, vogliamo poter dire di esser stati così bravi da infondere un intelligenza superiore alla nostra, in una nostra creazione.
    "L'intelligenza" artificiale di Instagram discrimina i post in base ai simboli in essi contenuti, è capitato di recente ad un post raffigurante un mio quadro.
    Il paradosso numero uno della faccenda è che il post oscurato (censurato) intendeva far riflettere sul ruolo dei media nella storia recente e sulla loro capacità di manipolare la verità a favore del potere.
    L'opera raffigura Super Mario della Toei, con un cappello da nazista, è dipinto ad olio su una pagina originale del Corriere della sera del 13 Aprile 1945.
    In quel periodo storico l'Italia si era arresa agli alleati da due anni, ma il nostro principale quotidiano titolava: "Ferrea volontà di combattere fino alla vittoria" accanto ad una foto di Hitler e Mussolini intenti a pianificare le loro mosse militari su una mappa.
    Gli articoli della pagina raccontano una realtà di iperbolica fantasia, nella quale si dà per scontato che i fascisti riusciranno a breve a vincere la guerra in Italia e nelle colonie, assieme all'alleato tedesco.
    Nell'ottima serie ambientata in una realtà parallela alla nostra "The man in the high castle" diretto da David Semel (Amazon Prime Video); l'asse ha vinto la guerra, Germania e Giappone si sono spartite il mondo, i fascisti italiani non vengono citati in nessuna delle 40 puntate, il titolo del Corriere del '45 non trova sponda nemmeno in un'opera di fantasia distopica a ottant'anni di distanza.
    Nella realtà i tedeschi il 13 Aprile 1945 stavano perdendo Vienna ad opera delle truppe di Stalin, dodici giorni dopo l'Italia sarebbe stata liberata dagli americani e quindici giorni dopo Mussolini sarebbe stato giustiziato dai partigiani.
    Il direttore del Corriere, Ermanno Amicucci, in quei giorni scelse di manipolare la realtà perchè il potere era ancora nelle mani di Nazisti (che avevano occupato Milano) e Fascisti della Repubblica Sociale Italiana.


    Oggi più che nel '45, l'unico potere che muove tutti gli altri è quello economico, per questa ragione internet non è più il luogo di libertà di espressione e di libera circolazione delle informazioni, che avevamo contribuito a costruire all'inizio del millennio, il kraken economico si è impossessato del nostro giocattolo mutandolo in una macchina da soldi.
    Instagram e gli altri social non fanno eccezione, non servono per conoscersi, condividere o per comunicare, ma per creare un mercato.
    La censura in questo contesto viene operata da anonime "intelligenze" artificiali, allo scopo di favorire gli scambi e la conseguente creazione di valore economico.
    Il tentativo è quello di ridurre il più possibile il materiale controverso, le discriminazioni, le informazioni alternative, la violenza, ecc, in modo da creare uno spazio il più inclusivo possibile, nel quale poter vendere e comprare in totale fiducia e sicurezza, la cultura e l'arte si dovrebbero quindi piegare a questo imperativo.
    Si vende meglio intrattenendo, parlando di facezie, mantenendo il livello della narrazione comprensibile a tutti, per questa ragione la maggior parte dei post che vediamo raccontano di incidenti tragicomici, donne seducenti e naturalmente prodotti acquistabili con un solo tocco delle dita.
    Chi è nato negli anni settanta in Italia, come chi scrive, ricorda tra le diverse schifezze di cui siamo stati testimoni, della nascita delle televisioni private, nelle quali per la prima volta stupidità, facezie e grandi seni rappresentavano il tema dominante della maggior parte dei programmi. La raccolta pubblicitaria funzionava talmente bene con queste tematiche, che la Rai si dovette arrendere all'evidenza, tanto che oggi non vi è alcuna differenza tra le due emittenti, a parte il canone.
    Si può dire che Berlusconi sia stato il primo a capirlo, quindi il migliore dal punto di vista imprenditoriale, conseguentemente il più ricco, e anche il più votato in seguito.
    Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, in predicato di divenire Presidente della Repubblica, se solo si fosse reso conto che l'elettorato adora facezie e grandi seni, tollera le prostitute, ma non perdona i puttanieri.


    Un secondo paradosso di internet nel 2023 è la burocratizzazione del suo utilizzo.
    Oggi per accedere a Instagram dobbiamo fornire i nostri dati e accettare tutte le clausole, che possono cambiare a piacere del social, per richiedere la revisione di una decisione di censura di un nostro contenuto dobbiamo specificare il numero del reclamo, se il nostro reclamo non viene preso in considerazione, non sappiamo se da un essere umano o da un'altra "intelligenza" artificiale, possiamo ricorrere in appello presso il "Comitato per il controllo" (Owersight board), un gruppo che si dichiara terzo rispetto a Instagram, fornendo nuovamente il numero di una nuova richiesta di revisione.
    Il comitato fa presente di prendere in considerazione solo alcune delle richieste che riceve, e ci richiede di accettare altre clausole sui nostri dati personali.
    Nel romanzo "Guida galattica per autostoppisti" di Douglas Adams, I vogon sono una razza di alieni burocrati "un Vogon vedendo sua nonna attaccata da una bestia feroce non avrebbe mosso un dito in difesa senza un ordine scritto, controfirmato in triplice copia, spedito restituito richiesto smarrito trovato, sottoposto a pubblica inchiesta, nuovamente smarrito e infine sepolto per tre mesi nella torba prima di essere riciclato come innesco ".



    Il calcio è un altro mercato che ci ostiniamo a chiamare in modo diverso (gioco), per soddisfare il potere economico che si è impossessato del giocattolo, "l'intelligenza" artificiale cerca di ridurre il margine dell'errore umano (errore che potrebbe causare ingenti perdite economiche ai proprietari delle squadre gioco), attraverso meccanismi automatizzati. L'errore umano fa parte del gioco e chi compie l'errore se ne fa carico in prima persona, mentre quando affidiamo alla macchina il compito di decidere, assistiamo al paradosso dell'inconcepibile errore della macchina, o dell'arbitro umano che sconfessa la macchina e conferma la sua valutazione errata. L'unico errore è quello di fondo: considerare un gioco alla stregua di un gioco d'azzardo, un divertimento alla stregua di un lavoro, un agone alla stregua di un intrattenimento.


    "L'intelligenza" artificiale deduce da un simbolo presente nell'opera che, l'opera in questione, ha in qualche modo a che fare con il nazismo, riconosce il simbolo e lo confronta con lo stesso simbolo presente in una base di dati relazionale compilata da umani, nella quale il simbolo della svastica è messo in relazione con termini quali nazismo, violenza, antisemitismo, seconda guerra mondiale, ecc.
    Per decidere se il simbolo inneggi al nazismo, condanni il nazismo, ridicolizzi il nazismo, o se si tratti della svastica buddista (praticamente identica ma con significati totalmente differenti), la macchina dovrebbe, conoscere la storia italiana, leggere l'articolo, conoscere l'autore, conoscere il significato di Super Mario per l'autore, ma soprattutto compiere un balzo quantico ad oggi impossibile per una macchina: dovrebbe pensare.
    L'unica speranza in questo ambito di studi è che il livello del pensiero critico umano si riduca a tal punto, grazie al controllo della tecnologia, da avvicinarsi al non-pensiero artificiale, rendendo le due "intelligenze" pressappoco identiche.
    Il processo è già in atto da anni e i risultati sono ben documentati, sarebbe però più opportuno parlare di stupidità naturale più che di intelligenza artificiale, per quanto i due termini siano destinati a divenire sinonimi.
    Santo Stefano Roero, CN · 2022 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  2. 63. Distrazioni d'arte (Articolo per la rivista Effetto Arte) Forse poeti e scrittori lavorano in silenzio. A dirla tutta anche io, mentre scrivo per voi o per me, sono solito farlo senza distrazioni visive o acustiche; ma per quale strano motivo l'artista visivo, nell'atto di portare la sua idea sulla tela o nella materia, sente il bisogno innato di distrarsi.
    Dovrebbe essere condotta un indagine scientifica per capirne i motivi, forse l'ansia di vedere un buon risultato si tramuta nella paura di finire troppo velocemente, forse siamo colti dalla fanciullesca abitudine a fare i compiti guardando i cartoni animati, o forse, semplicemente, lavorare stanca.
    In ogni modo negli studi d'arte si possono osservare diverse modalità con le quali l'artista ama distrarsi, dalle più classiche alle più ardite e creative.
    Il caffè rappresenta certamente la prima e universale distrazione di qualsiasi studio d'arte, l'essenziale è utilizzare la moka e non le moderne macchinette a cialde, il tempo necessario a far passare l'acqua dalla caldaia attraverso il caffè, fino alle tazzine, ci permette un breve riposo e due chiacchiere con assistenti, galleristi, visitatori, o in mancanza di questi, con personaggi immaginari; inoltre rimaniamo certi che dopo un buon caffè il nostro lavoro procederà più spedito.
    In realtà all'ottavo caffè della giornata il fisico assuefatto non riceve alcun beneficio, inoltre molti amano fumare interminabili sigari proprio a seguito di un buon caffè, il che rende gli studi d'arte piuttosto fumosi e quasi del tutto privi di ossigeno, cosa che contribuisce ad una leggera sonnolenza diffusa.
    Ma allora il caffè non serve a nulla, ci viene da pensare.
    Il telefono, al pari del caffè, è una continua beata fonte di distrazione, pigola per ogni messaggio, condivisione su facebook, messaggi del gestore, appuntamento e reminder; strilla annunciando amici, parenti, colleghi e numeri sconosciuti, che vogliono affabularci con offerte e storie incredibili, evidentemente ispirati da un angelo che si è preso pena per la nostra annoiata condizione di esecutori della nostra idea creativa.
    Ultimo classico motivo di distrazione sono le domande dei vostri assistenti e collaboratori, domande quasi sempre pertinenti e dovute al fatto che non gli avete appositamente spiegato bene il lavoro da svolgere, in modo che vi potessero disturbare al più presto;
    per dirimere i dubbi sulla tonalità del gesso da stendere sulle tele o sulla tonalità di monocromo da utilizzare, non c'è nulla di meglio che fermarsi un attimo e per prima cosa preparare un buon caffè.
    Ed ecco che il ciclo ricomincia.
    Ma per molti tutto ciò non è sufficiente, ed ecco nascere, accanto ai cavalletti, palafitte semoventi costituite da libri d'arte, che accolgono sulla loro sommità televisori da sessanta pollici, sistemi surround con subwoofer amplificati in grado di far rovesciare o esplodere ogni bicchiere del quartiere, sistemi più o meno elaborati per ascoltare musica, audio libri, conferenze, guardare partire di calcio, dettare memorie, intrecciare rapporti d'amore e di lavoro.
    Tutto per distrarsi un pochetto e non avere quella terribile sensazione di essere al lavoro.
    Il bisogno di distrazione è una patologia che, prima o dopo, colpisce qualsiasi artista e creativo, tanto vale rassegnarsi e scegliere la distrazione che preferite, io consiglio letture di classici e musica dal vivo, il fatto di avere qualcuno alle vostre spalle che legge, suona o parla, vi aiuterà anche ad andare avanti con il vostro lavoro, se non altro per una questione di ego.
    L'atroce prezzo che si paga a questa sindrome consiste, naturalmente, nel passare il sabato e la domenica soli in studio, a finire il lavoro che si è portato avanti mollemente durante l'intera settimana, un prezzo che, in fondo, si paga volentieri, perché ci fa sentire davvero appassionati del nostro lavoro.
    Torino · 2017 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  3. 79. Dataismo Il presente viene calcolato continuamente.
    Dice Han, Byung-Chul in "La salvezza del bello"

    I dati hanno qualcosa di pornografico e osceno: non possiedono alcuna interiorità, alcun rovescio, alcun doppiofondo, e per questo si differenziano dal linguaggio, che non ammette una definitezza totale.
    Così come l'informazione è una forma pornografica del sapere: è priva di quella interiorità che contraddistingue il sapere.

    *Numerandia è la patria del dataismo, il paese dove i grafici governano le esistenze.
    Tutto deve essere misurato e comparato per il raggiungimento di un qualche obiettivo stabilito.
    Il Dio del merito quantifica numericamente anche ciò che non può essere misurato.
    Indicatori numerici con acronimi anglofoni tentano di spiegare la realtà e fermare l'attimo, con colori e grandi slanci verso l'alto seguiti da immani tonfi nell'abisso.
    Un elettroencefalogramma, una sincope coronarica, un infarto e una nuova vetta conquistata, una serie di candele, un quanto, una performance, una classifica, un podio, un vincente, un nuovo grande obiettivo raggiunto, una sequela di numeri che si perdono nel nulla della ruggine del tempo.
    Il dataismo misura la superficie del nulla.
    Il grafico è già vecchio mentre viene disegnato, macchine contano e misurano operazioni di altre macchine che obbediscono a ordini di uomini che consultano macchine che contano e misurano altre macchine per sapere cosa consigliare di ordinare.
    Il dataismo conta.
    Bisognerebbe inventare un valore che non valga nulla, nemmeno 0, un valore che non possa valere nessun valore. Un valore per valutare ciò che non può e non deve essere valutato.
    Un valore che valga esattamente un: "non me ne frega un cazzo di sapere quanto vale".
    Gli esseri umani si arricchiscono e si impoveriscono, cercando di prevedere i grafici dei minuti, giorni, mesi, anni, decenni futuri. Il valore delle cose nel tempo futuro determina il loro status economico immaginario.
    Si gioca sulla previsione dei numeri che verranno, dei risultati, del apprezzarsi o deprezzarsi di un bene, di una performance, di un idea che renderà denaro, di una risorsa che scarseggerà aumentando il proprio valore e affamando chi ne ha bisogno.

    *Numerandia è il nome che, in un video realizzato nel 2007, mio figlio Mattia a 6 anni dava alla terra.
    Torino · 2020 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  4. 65. Fotocrazia (Articolo per la rivista Effetto Arte) Estate.
    Il tempo nel quale abbandoniamo la nostra dimora per un luogo altro, qualsiasi.
    Anche l'artista viaggia, in mezzo agli altri fuggitivi, e osserva l'esodo post atomico.
    Per i bei vicoli italioti è tutto un set di uomini e donne che si fotografano a vicenda mettendosi in posa a forza di urla, le immagini così prodotte partono dai telefoni per raggiungere apparecchi di altre persone, verosimilmente intente, a loro volta, ad immortalare parenti dinnanzi a paesaggi esotici.
    Se si potesse tracciare questo traffico di souvenir visivi si scoprirebbe che siamo accidentalmente presenti nelle foto delle vacanze di molte altre persone e che le nostre immagini vengono usate per descrivere le vacanze immaginarie di impiegati di call center telefonici.
    Dalle Alpi alle piramidi il raptus istantaneo contagia chiunque, dobbiamo produrre la prova provata di essere stati veramente in questo luogo oggi, tutti devono sapere che ci stiamo godendo la vita, oggi.
    Intasiamo le nostre memorie digitali, riempiamo i nostri hard disk di immagini della nostra felicità mondana!
    Benché sia certo che tutto sia già stato fotografato almeno una volta, siamo sicuri che non sia stato fotografato da noi, e questo ci basta.
    Documentiamo per i posteri, per la storia, a futura memoria digitale.
    Nascono spazi virtuali di condivisione nei quali possiamo raccontare la nostra vita vacanziera per immagini, le nostre imprese, le nostre conquiste, il nostro sguardo sul mondo in pausa; vendiamo la nostra immagine immaginaria di noi stessi.
    Cerchiamo di far vedere a quanti più possiamo, condividiamo, promuoviamo le immagini della nostra vacanza come fossero prodotti, ammaliamo gli sconosciuti al fine di farli diventare nostri seguaci, chi mi ama mi segua.
    La mia felicità, il mio divertimento, il mio spasso, li vendo al prezzo di un attimo del tuo tempo, quello che ti serve per dire che ti piace, che apprezzi, che mi vorresti conoscere.
    Cosa rimane di questo immane traffico di informazione visiva di pessimo gusto?
    Nulla.
    Siamo noi stessi a cancellare la maggior parte degli scatti che ci erano sembrati fantastici, in uno si vede che siamo ingrassati, nell'altra la nipotina a fatto le corna, e in questa un artista cretino è passato davanti al sole che tramonta.
    Solo una minima parte finirà sui nostri social, dove rimarrà nei secoli dei secoli incancellabile, Amen.
    Più che i quindici minuti di popolarità, è una vita intera passata a descrivere come ci piacerebbe essere, come ci piacerebbe vivere, come vorremmo che ci vedessero gli altri.
    Un tempo, si poteva ammorbare l'esistenza di amici e parenti con la proiezione di venti caricatori di diapositive, i più arditi avevano prodotto in vacanza un video in formato VHS, con commento sonoro letto dalla guida turistica; oggi la fotografia e il video documentaristico sono gratis, come la democrazia.
    Tutti possono fotografare, filmare, votare, formare partiti politici, e lo fanno veramente, senza vergogna, a prescindere dalla propria cultura o competenza.
    L'artista osservatore, analizzando a fondo la situazione si rende conto che esistono solo quattro soluzioni per godersi un panorama o visitare un monumento in questo periodo:
    A) Cercare la foto del panorama o del monumento su internet.
    B) Alzarci alle cinque di mattina, e qualcuno lo fa, ma non gli artisti che son' troppo pigri.
    C) Andare al bar a leggere un buon libro di fantascienza.
    D) Andare a vivere in Korea del Nord.
    Mentre meditiamo sul da farsi, una ragazza fa una foto ad un amica che si sta fotografando da sola, le campane suonano a distesa, oggi è morta un altra arte, e i fotografi raggiungono i pittori nell'eden degli inutili meravigliosi testardi d'un tempo.
    Arriverà una giovane vergine a ripensare da zero l'idea stessa di fotografia?
    Una provvidenziale pioggia solare distruggerà il mondo digitale restituendo la dignità all'artista fotografo?
    Possiamo semplicemente farci rassicurare dalla certezza che la memoria digitale, sulla quale salviamo le nostre immagini, non arriverà integra agli archeologi dell'anno 4000, impedendo agli storici di marchiare la nostra epoca come la più patetica di tutte.
    A scuola siamo costretti a sorbirci letture strazianti e visioni aberranti di epoche sepolte, e questo solo a causa dell'immortalità di carta e papiro; la nostra epoca, al contrario, produce quantità sproporzionate di informazione inutile che si autodistrugge in un
    inconscio atto di ecologia profonda.
    Siracusa · 2017 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  5. 76. Quarantined La quarantena, come stato di isolamento ed esclusione cautelare, è lo stato mentale di base delle società occidentali.
    Dalla diffusione dell'Aids (1981) agli attentati alle Torri gemelle (2001) Al Covid 19, le persone si sono gradatamente, ma inesorabilmente, auto escluse dalla vita sociale, con il fine di non correre rischi per la propria sopravvivenza.
    Gli esseri umani, in questa parte di mondo, hanno scelto di vivere dentro le loro case, dentro il loro cancelli, dietro i loro muri, dentro il loro cervello, elaborando straordinarie fantasie di ciò che magicamente dovrebbe accadere in futuro, affidandosi alla vana possibilità che la tecnologia possa colmare il vuoto di senso e di calore nei cuori.
    Il mio lavoro, in particolar modo per la serie Quarantined, è incentrato sulla visione dell'essere umano contemporaneo nella opulenta civiltà occidentale; un essere che, per paura di morire o di non vivere abbastanza a lungo, preferisce immaginare di vivere, circondandosi di surrogati rassicuranti e sicuri della vita reale.
    Questo stato mentale cerca di escludere il corpo a favore della mente.
    L'esperienza della vita diventa virtuale, dislocata, rivolta principalmente al senso della vista e al solo organo cerebrale.
    Rappresento le mie modelle acefale, con una grande sfera al posto della testa, una sfera stracolma di desideri indicibili e irrealizzabili, di paure e speranze riposte in un meraviglioso futuro nel quale sarà possibile nuovamente vivere veramente.
    In uno stato simile alla reclusione, in una situazione nella quale la nostra libertà di movimento viene limitata, a prescindere dalla ragione, la nostra mente ha l'unica possibilità di viaggiare attraverso l'immaginazione, verso nuovi mondi, per continuare a rimanere nel suo stato naturale di libertà.
    Torino · 2020 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  6. 60. A112 La Autobianchi A-112 ha un motore spinto a quattro cilindri in linea con albero a camme laterale,
    con 903 centimetri cubi di cilindrata e 44 Cavalli motore di potenza massima.
    Impiega 13,7 secondi per passare da 0 a 100 chilometri all'ora.
    Da ciò si deduce che il propulsore possa avere una potenza superiore a quella dichiarata dalla casa madre, forse 47 cavalli motore.
    Ha un cambio manuale a 4 rapporti che la spinge a sfiorare i 140 chilometri all'ora, ma se si superano i 100, consuma esageratamente e la super sta a 1.510 Lire al litro.
    Per questo Aldo ha deciso che domani ci alzeremo presto e torneremo in statale.
    Ora sono le 19:00, siamo seduti su una panchina del parco, ho appena finito di visitare tutti gli stand della Biennale di Venezia.
    Da questa mattina alle 10:00 Aldo mi aspetta qui, si è letto il giornale dalla prima all'ultima pagina e ha trovato una soluzione per evitare di spendere una fortuna in carburante, ha una faccia molto soddisfatta.
    Il consumo esagerato non è l'unico problema della A112, i 47 cavalli motore generano una vibrazione che concilia il sonno del passeggero e intorpidisce le braccia del guidatore.
    Per questa ragione, durante il viaggio in statale, ci fermiamo ogni 100 Km per un caffè, una Gitanes senza filtro e una veloce lettura dei giornali locali.
    Scegliamo bar dall'aspetto aristocratico ma economico.
    Ogni bar ha il suo dehors con portacenere, il suo dialetto e la sua storia.
    Aldo mi racconta tutto ciò che sa di questi posti.
    Ci sembra che il fatto di avere una storia renda più accettabile l'esistenza di questa infinita serie di paesi dai nomi assurdi.
    Ca' Sabbioni, Fiesso, Selvazzano Dentro, Oppeano, Trevenzuolo, Goito, Acquanegra, Pizzigettone…
    Casate nobiliari incrociate fra loro che diedero vita a invidie e guerre, apparizioni di presunte madonne folgorate, terre invase dai crucchi, riprese dai garibaldini, occupate dai partigiani.
    Paesi sedi di fabbriche mastodontiche, teatro di guerre napoleoniche, centrali di mercanti, trafficanti, fuggitivi, esuli istriani.
    Aldo continua a raccontarmi perché esiste ciò che ci circonda, io sto osservando il mondo che mi si costruisce intorno, attraverso ilfinestrino deflettore dalla curiosa forma triangolare, tutto mi si mischia nella testa mentre mi lascio cullare dai 47 Cavalli motore, al galoppo in un sogno.
    In futuro eviterò sempre le autostrade della vita.
    Grazie Aldo.
    Milano · 2016 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  7. 64. Zoolatria Gli esseri che dipingo in ambientazioni e abiti da selfie glamour, sono persone stereotipate e stritolate dagli ingranaggi del sistema per il quale svolgono una funzione, sono funzionari entusiasti dello stesso sistema che li calpesta.
    Il carattere animalesco della testa viene a rappresentare una deminutio dell'essere umani, a vantaggio di una "qualità" animale.
    Un mix terribile tra i Vogon di Douglas Adams e piccoli burocrati di Dostoevskij, in triplice copia, che ostacolano costantemente il passaggio altrui.
    Essi belano, grugano, grugniscono e gridano, tutti insieme all'unisono.
    Venezia · 2017 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  8. 58. D'IO Finito di esplorare il mondo prossimo circostante, il fanciullo per la prima volta volge lo sguardo verso se stesso.
    Nella pozza profonda creata da Nemesi o nello specchio del bagno di casa,
    pone gli occhi dentro ai sui stessi occhi per scoprire che sta guardando qualcun altro: Dio.
    Per un attimo rimane interdetto ad osservare se stesso rovesciato nel colore del suo iride.
    Il paesaggio per sempre mutevole attorno alla propria pupilla, gli racconta di paesaggi extraterrestri.
    Distratto da un animale dietro ai cespugli, ho dal telefono che squilla in corridoio,
    il fanciullo ritorna nel mondo dimenticando ciò che ha appena veduto.
    Un Dio amico così vicino sembra troppo facile da trovare, e non può essere vero.
    Il fanciullo distrugge e costruisce, cercando Dio negli occhi degli altri, e ormai divenuto uomo si ritrova a guardarsi negli
    occhi scoprendo nel proprio iride un paesaggio mutato da crateri, offeso da collisioni con altri corpi celesti, scaldato
    dai soli o congelato dalla morte di stelle implose.
    Ancora il fanciullo divenuto uomo vede Dio e, con la pelle d'oca, inizia a parlargli, vuole sapere chi è, e dove deve andare.
    Dio lo fissa stupidamente dallo specchio senza dare risposta alcuna e l'adulto ha la sensazione di parlare da solo.
    Un bambino che piange o una sveglia che suona, riportano l'adulto nel mondo.
    Un Dio che non risponde è un Dio sordo, un Dio cattivo, e un Dio che non esiste.
    Finchè l'adulto divenuto anziano si ritrova al mattino davanti a se stesso lavandosi la faccia,
    il paesaggio extraterrestre dei suoi occhi, dal quale proviene e dove sta per ritornare, è cambiato ancora,
    il Dio che vi alberga lo attende impassibile tra intrecci di fiori, ombre di animali mitologici, arcobaleni di gomitoli colorati.
    Il fanciullo divenuto uomo divenuto anziano, partirà per incontrare nei suoi occhi D'Io.
    Alassio · 2008 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  9. 66. Spam (Articolo per la rivista Effetto Arte) Ci sono giorni nei quali il "giovine" artista controlla la propria casella di posta elettronica per ripulirla dalle 8.723 email di sedicenti galleristi, promotori, organizzatori, eccipienti ed esaltatori di sapidità.
    L'ecologia profonda inizia anche da qui.
    Per ogni persona che ci propone un'iniziativa interessante per promuovere il nostro lavoro, ce ne sono 8.722 che propongono cafonate impronunciabili a prezzi iperbolici.
    È in questo contesto che il "giovine" artista deve trasformarsi in un novello cercatore d'oro, passando al setaccio e ributtando nella palude fangosa del far west dell'arte le offerte indicibili e mettendo nel taschino le pagliuzze e le pepite che faranno la sua fortuna.
    Con pazienza il nostro eroe deve lasciare l'amato cavalletto e farsi inondare da questo denso fiume di roboante informazione promozionale detta anche spam.
    La pratica dello spam consiste nell'invio di messaggi indesiderati attraverso qualunque sistema di comunicazione. Il termine trae origine da uno sketch comico del Monty Python's Flying Circus, ambientato in un locale nel quale qualunque pietanza proposta dalla cameriera conteneva un imprecisato ingrediente chiamato Spam corrispondente ad un marchio di carne in scatola prodotto dalla americana Hormel Foods Corp.
    La scatola di Spam rappresenta dunque la zuppa Campbell di questo inizio secolo.
    Non sarebbe il caso di sottrarsi a questo martirio distruggendo in un sol colpo tutte le email indesiderate e quelle provenienti da mittenti sconosciuti?
    Assolutamente NO.
    L'artista, in quanto tale, deve violentarsi alla curiosità, deve approfondire, deve sporcarsi le mani, deve compiere il processo alchemico che trasforma la merda in oro, Manzoni dixit.
    Nel corso degli anni, nella posta indesiderata ho trovato i migliori collaboratori, le migliori opportunità di lavoro e le fidanzate più disinibite.
    Dunque il lavoro di setaccio deve procedere, partendo dall'eliminazione delle mail che riportano nel soggetto proposte sessuali esplicite, trattasi di mittenti meretrici, e quelle che ci comunicano con entusiasmo che HAI VINTO! ad un concorso al quale non avevamo partecipato.
    In ultimo rimangono le mail che potrebbero contenere qualcosa di interessante.
    Il nostro cercatore deve aprirle e, leggendole di traverso nel minor tempo possibile, valutarne l'attendibilità e decidere se rispondere o cestinare.
    Ultimi giorni per aderire a … CESTINATO, gli artisti non amano lavorare di fretta.
    Eccezionale opportunità espositiva a… CESTINATO, troppo ostentato.
    Hai mai pensato di esporre al Louvre con soli … CESTINATO, buona notte.
    Gentile "giovine" artista, abbiamo visionato il suo lavoro e vorremmo inserirla all'interno di questa iniziativa curata dal famoso critico … nella famosa città di … durante il famoso festival di …RISPONDO.
    Passano pochi minuti e il nostro eroe riceve la telefonata di una sedicente Dottoressa promoter che magnificando il lavoro artistico di cui a preso visione assieme al famoso critico (nei precedenti due minuti immaginiamo), lo invita a non indugiare perché ci sono solo più pochi posti.
    Dal telefono si capisce solo che la Dottoressa Promoter è milanese, ha una bella parlantina, sta proponendo l'occasione della vita, è molto truccata e profumata.
    Non fosse altro che per il profumo il "giovine" accetta di ricevere una mail, che arriva dopo tre secondi, con tutte le informazioni del caso.
    Egregio Giovine Artista,
    come da intercorsi accordi telefonici, con la presente sono a inviarle, la proposta per esporre le sue opere nella città di … durante la manifestazione curata dal famoso critico …I servizi che Le forniremo sono i seguenti:
    1) Organizzazione generale e segreteria;
    2) Presentazione del famoso critico d'arte;
    3) Partecipazione all'inaugurazione di noti intellettuali e critici d'arte;
    4) Presenza, durante l'Evento, di personaggi del mondo della cultura e della televisione;
    5) Allestimento e disallestimento;
    6) Guardiania;
    7) Assicurazioni delle Opere in loco;
    8) Stesura del testo critico del famoso Critico d'Arte che sarà inserito nel catalogo della Mostra;
    9) Stampa ad arte del catalogo del Festival;
    10) Ideazione grafica e stampa di inviti e locandine;
    11) Promozione degli eventi sul web;
    12) Ideazione e stampa del roll up;
    13) Richiesta di vari patrocini;
    14) Ideazione grafica e stampa della Sua biografia e del colophon che saranno esposti durante la mostra su pannelli in forex;
    15) Distribuzione del materiale promozionale;
    16) Ufficio stampa;
    17) Coordinamento dei contatti con le Autorità (Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione, Provincia e Comune);
    18) Organizzazione del cocktail per la serata inaugurale;
    19) Inviti a collezionisti ed esperti di settore;
    20) Cameraman professionista per le riprese del vernissage;
    21) Organizzazione di una conferenza stampa che vedrà la partecipazione di quotidiani, radio e televisioni;
    22) Spazi pubblicitari della manifestazione su riviste specializzate;
    23) Fotografo professionista per la serata di inaugurazione e consegna di un cd con le foto;
    24) Realizzazione e montaggio di un video dell'apertura;
    25) Cena di gala dopo l'inaugurazione della Mostra;
    26) Camera in Hotel per la notte dell'inaugurazione.

    Per questo pacchetto di servizi è richiesto un rimborso spese di € 28.000,00 + iva più una sua opera a nostra scelta tra quelle esposte al Festival.
    Certa che comprenderà l'interessante occasione, e rimanendo in attesa di un cortese riscontro, porgo cordiali saluti.
    Dottoressa Promoter
    Il nostro artista si rende subito conto che essendo "giovine" non possiede nemmeno una minima parte della cifra richiesta a titolo di "rimborso spese" e interrogandosi sul significato stesso del termine, si rende altresì conto che sta sprecando tempo con l'analisi di una mail inutile quando potrebbe dedicarsi più profittevolmente all'invio delle sue 20.000 mail per comunicare a tutti che il suo nuovo quadro è quasi pronto.
    Si compie così il ciclo naturale che genera quella costante produzione di informazioni spazzatura che lentamente, macerando, generano l'humus sul quale germoglia e cresce inesorabile l'Arte.
    Torino · 2017 PDF
  10. 78. Vecchia Mistica Fica Zione Il nostro mondo adesso è debole e vecchio, puzza il sangue versato è infetto.(CCCP)

    Vecchia
    La Società degli anni venti è vecchia, il potere è in mano a vecchi per nulla saggi, che resistono al loro destino facendosi scudo con i corpi di figli e nipoti.
    Nei conti bancari di questa moltitudine di ottuagenari è sepolta, bloccata, ibernata, l'energia per costruire il futuro.
    Ci raccontano la fiaba di quanto si stava bene ai loro tempi, loro che hanno sepolto la loro anima, la loro memoria, che hanno venduto la libertà, sperando di ricevere una vita e una pensione eterna.
    Vivono una vita immaginaria, surrogata, un'idea della vita che non hanno avuto il coraggio di vivere, e rimangono aggrappati il più a lungo possibile al girello della sopravvivenza.
    In realtà si tratta dei nostri genitori, è forse colpa loro se non abbiamo lavorato venti ore al giorno e non abbiamo fatto cinque figli a testa come un tempo?
    La società in cui viviamo, quella in cui crescono i nostri figli, è stata pensata ed è gestita da vecchi che vivono in un mondo di privilegi al quale i meno vecchi non hanno accesso.
    Le disparità sociali tra classi hanno lasciato il posto alle disparità generazionali, le disposizioni prese durante la crisi del Covid hanno reso ancora più chiaro quali siano le priorità del governo e chi siano le persone che si è scelto di tutelare.
    Chiuse scuole, palestre e discoteche, impedita la circolazione delle persone, chiusi i piccoli negozi e fermata l'economia, arte e cultura trattate alla stregua di inutili orpelli, al fine di tutelare la fascia delle persone anziane.
    I figli del covid intanto dormono in una tendopoli dietro stazione Termini.

    Mistica
    All'uomo degli anni venti, è stata tolta l'anima, la spinta mistica verso la ricerca di una verità ultraterrena, la ricerca spirituale è considerata attività puerile, residuo di credulità popolare.
    L'idea di felicità si riduce ad avere una posizione invidiabile, a qualunque costo, un riconoscimento esterno che ci permetta di sentirci migliori, i poveri e i disperati, servono per affermare la nostra capacità di essere superiori. Gli "altri" vengono tenuti ai margini a ragione del fatto che sarebbero peggiori di noi, incapaci di "elevarsi" al nostro livello, rappresentando in questo modo, l'unica assoluta certezza di una nostra relativa affermazione.
    Anche l'essere umano affermato e arricchito, continua a lavorare alacremente per cercare di "elevarsi" ulteriormente, al fine di costruire un nuovo livello dal quale emarginare altri meno ricchi e popolari, e dimostrare la propria ulteriore relativa grandezza.
    Gli affermati, vengono venerati al pari dei Santi, diventano Maestri, viene studiata la loro biografia, la loro filosofia, le loro azioni etiche o meno che siano, alla ricerca della pietra filosofale che li ha resi come tutti vorrebbero essere.
    Il riconoscimento della società rappresenta l'approvazione di Dio.
    La mistica, come contemplazione del divino, per mezzo della quale l'anima si eleva alla sua massima perfezione, è stata sostituita dall' "elevazione" in chiave economica e di ruolo sociale, meritocratica, di capacità di produrre ricchezza, di generare consenso.
    Il riconoscimento da parte della società occupa il primo posto nella soddisfazione delle persone, essere popolari è considerato l'unico modo di "elevarsi", di lasciare un segno, di guadagnare l'immortalità.
    Il ruolo dell'arte nel partecipare alla ricerca di verità interiore dello spettatore, risulta in questo contesto del tutto inutile, naïf, puerile, quanto l'elevazione spirituale, la religione, la stregoneria.
    Non è necessaria nessuna ricerca interiore se la sola elevazione possibile può avvenire all'esterno e dall'esterno, se la verità esiste solo come somma di mistificazioni.
    In questo paradigma, la spinta verso l'alto deve avvenire per mezzo di una piramide di altri esseri umani, i primi schiacciati sotto ai piedi e ai corpi di altri, che ci devono sollevare faticando, felici di partecipare al nostro successo, e smaniosi di intrufolarsi nella stessa via.
    Ci si calpesta a vicenda sperando di scegliere la parte giusta della piramide e di arrivare più vicino possibile alla sommità dei cadaveri e degli schiavi sotto di noi, verso la gloria e il riconoscimento del Dio sociale.
    In questo quadro l'opera d'arte ha valore strettamente economico, un investimento ai fini di un futuro guadagno. L'artista ha una capacità di produrre opere di valore, in funzione della propria notorietà. Il ruolo del gallerista e del collezionista, così come quello del curatore museale, si riduce all'analisi della prospettiva economica dell'artista e delle sue opere.


    Misticazione
    La storia è sempre stata scritta dai vincitori, dal potere politico e militare.
    Oggi il passato, la storia, il presente e l'idea del futuro, vengono scritti attraverso il potere tecnologico e mediatico di mistificare la realtà, di gratificare l'ego dei destinatari di un messaggio, fino a portarli a credere che il surrogato della realtà che osservano sia la realtà stessa.
    Il ricorso al surrogato è sempre più presente in ogni aspetto della vita umana, ed è vissuto dalla maggior parte delle persone come aspetto innovativo, ecologico, emancipante, salutare, migliorativo, sicuro.
    Gli animali domestici, i robot, le bambole di silicone, sono utilizzati come surrogati di figli, mariti, mogli, amanti e nipoti; la chirurgia plastica viene utilizzata per produrre corpi e identità sessuali surrogate; la pornografia e il sesso protetto permettono di surrogare l'atto sessuale stesso; i cibi sintetici, vegan, le barrette nutrizionali, le medicine che permettono di ottenere prestazioni in tutti gli ambiti, gli esseri umani stessi sono surrogati di se stessi.
    Verso gli spazi più intimi e fondamentali della nostra esistenza, vengono promossi prodotti, idee e comportamenti che cercano di allontanarci dalla vita reale, verso una vita fittizia, virtuale, sintetica, nella quale l'esperienza interiore è sostituita con l'immagine mistificata che la società ha di noi.
    Una menzogna ripetuta all'infinito non diventa vera, ma rende la mistificazione una pratica socialmente accettabile, il senso del vero si perde dietro alla consapevolezza che ogni verità potrebbe contenere, in tutto o in parte, una mistificazione.
    La persona più abile e generosa può apparire, in questo contesto, troppo bella per essere vera, la persona più spregevole può apparire santificata da verità inventate.
    Accettando di delegare il potere di definire la verità al sistema tecnologico e mediatico accettiamo di vivere in un vortice di informazione prodotta per sostenere una mistificazione piuttosto che un altra.
    Il pandemonio causato dal coronavirus ha reso maggiormente apprezzabile l'idea di un'esperienza di vita surrogata, mascherata, nella quale cerchiamo il riconoscimento del gruppo senza dover incontrare i singoli.
    A scrivere la storia dei nostri giorni saranno ancora i vincitori di una guerra fatta di menzogne, ma le capacità tecnologiche alle quali siamo pervenuti ci consentiranno di creare mistificazioni di proporzioni mai viste prima.
    Mentiamo a noi stessi, e ogni giorno è più difficile sorprenderci nel farlo, la vita surrogata fagocita quella reale.

    Fica
    La pornografia ha sostituito e surrogato la sessualità, il porno è anche il primo campo di applicazione delle nuove tecnologie, che si affermano e trovano i loro standards in questo ambito, a ragione degli alti budget a disposizione.
    L'industria pornografica oggi si concentra da un lato sulla categorizzazione maniacale dei diversi generi pornografici, includendo oltre a razza, proporzioni corporee, numero dei partecipanti, età, colore dei capelli, orientamento sessuale, ecc. ; dall'altra sulla possibilità di rendere maggiormente immersiva l'esperienza di fruizione dei contenuti ad un costo accessibile a tutti.
    L'obiettivo è quello di creare un perfetto surrogato dell'atto sessuale, eliminando l'atto in sé, attraverso l'eliminazione dell'altro, sostituito da un monitor, da un visore, da una bambola, da un robot, l'esperienza della sessualità non deve essere condivisa e può rispondere alle aspettative specifiche del fruitore.
    L'utente può scegliere esattamente cosa deve succedere o a cosa vuole assistere, non ci sono sorprese o rischi di alcun genere.
    La sessualità come profonda unione con un altro essere umano, e come istante di beatitudine, vuole essere sostituito da un atto realistico e meccanico, essenzialmente falso ma più vicino alle nostre preferenze, più facile, più sicuro.
    Il sesso come funzione primaria ed irrinunciabile dell'esperienza umana, può essere accantonato e sostituito da una mistificazione che soddisfi la pulsione, senza compromettere la nostra asettica solitudine.
    Il contatto con un altro essere umano è vissuto come potenzialmente pericoloso a livello fisico e psicologico, la soddisfazione delle nostre pulsioni primarie deve avvenire senza conseguenze e sensi di colpa, interfacciandosi con una macchina che non ha coscienza, non può scegliere né soffrire. Gli organi sessuali un tempo venerati e utilizzati quale simbolo di virilità e abbondanza, hanno già perso parte della loro funzione e conseguente importanza, l'atto sessuale, la presenza di un sesso di genere maschile e di uno di genere femminile, la fertilità di entrambe le persone coinvolte, non sono più necessarie per il concepimento.
    L'atto in se si è trasferito dalla zona genitale alla zona cerebrale, il sesso degli anni venti è metafisica pura.

    aZione
    L'artista degli anni venti, deve URLARE che almeno UNO non è disposto a specchiarsi nelle menzogne che ci vengono raccontata ogni giorno.
    Roma · 2020 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  11. 62. Apocalipse fantàstico Sul cartello stradale in direzione dell'aeroporto ho visto il disegno di un aeroplano che somigliava misteriosamente ad uno sgombro volante, ho immaginato fosse stato disegnato da un geometra del comune, un povero disgraziato che aveva scarabocchiato sulla busta del panino, il layout definitivo da mandare in stampa, o forse il poveretto lo aveva copiato dai cartelli di altri paesi o, più probabilmente, di altri pianeti nei quali gli aeroplani potevano volare e inabissarsi in mare a piacimento.
    Viaggiavo accanto ad una vecchia ucraina, due ragazzine, l'uomo lupo e una famiglia di egiziani, andavano tutti via, lontano, forse a trovare un uragano.
    Siamo dovuti passare a vedere le case brutte costruite negli anni sessanta, un tempo nel quale gli architetti godevano di immunità planetaria ed erano onnipotenti, un tempo nel quale in Italia era pieno di spazio vuoto e nessuno sapeva come riempirlo, purché il nulla venisse annientato, pensavano: "meglio brutto che l'erba", un tempo nel quale tutti chiedevano a Dio di aprirgli un nascondiglio fuori dalla natura.
    Ci si appassiona di più ad un brutto artificio che ad un bel pezzo di merda.
    La Natura anarchica ci spaventa più della bruttezza asettica e noi costruiamo cose brutte che ci rassicurino.
    L'immortalità della natura, il suo esserci sempre e per sempre, il suo mangiare l'asfalto con le radici degli alberi, la sua forza distruttrice e generatrice che alimenta l'universo, ci mette a disagio, ma è il disagio del sentirsi
    passeggeri su questa terra, la consapevolezza che la natura, prima o poi, ci riprenderà con sé ...
    [ Continua nel pdf, 13 pagine ]
    Lisbona · 2016 · da Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  12. 69. Life is a game - Testo di introduzione alla serie "Anconette del cuore" La vita è un gioco indipendente dalla ragione,
    attraversa i limiti fisici della realtà per sfociare nello spirito.
    La vita è un gioco libero, e l'arte è un giocattolo
    che abbandona il ruolo di feticcio
    per ritornare alla sua natura ludica e sacrale,
    perchè è solo il gioco "serio" (il gioco giocato dai bambini)
    che sa innalzarci a quelle vette di bellezza e santità
    precluse alla ragione.

    Non bisogna prenderla troppo sul serio, è solo la nostra vita,
    una danza con tanti inciampi,
    una furia piena di carezze,
    un sublime gioco al quale non si può perdere.

    Se tutto il nostro costrutto sociale, culturale ed artistico nasce in prima istanza come
    gioco, possiamo immaginare che giocare e vivere siano la stessa cosa.

    La vita è il gioco di non sapere nulla,
    da dove si arriva e dove si sta andando,
    un gioco open world e open outcome.

    Giocare dovrebbe essere il primo comandamento, l'Italia dovrebbe essere una
    repubblica fondata sul coraggio di giocare alla vita.
    In Toy Story 2 Stinky Pete è un pupazzo anziano cercatore d'oro, non è mai stato tolto
    dalla sua scatola originale, non ha mai vissuto, vede la sua esposizione al museo
    di Tokyo come unica possibilità di redenzione per la sua esistenza.

    Se non giochiamo la nostra vita,
    nessuno potrà goderne,
    nemmeno in seguito,
    anche se conservata in ottimo stato,
    mai usata.

    Il gioco e il giocattolo sono una metafora del nostro potere sul mondo che ci circonda, il ricordo del nostro essere onnipotenti e creatori del futuro che ci attende.
    Le anconette che ho realizzato sono scrigni del nostro giocare passato, a perenne ricordo del nostro essere stati bambini, del nostro aver creato noi stessi attorno a quel bambino che tuttora alberga in noi.
    Le anconette sono scrigni di ricordi, finestre spazio temporali in grado di fermare il tempo in un preciso istante, in un attimo di intima contemplazione e meditazione.
    Possono prestarsi a contenere oggetti del proprietario o icone di un tempo che non c'è più, sono scatole del tempo passato, icone immortali, voti a divinità profane, bandierine sulla linea del tempo, ex voto, con immagini, musica, profum, parole, sussurri, sono suggestioni, evocazioni di tempo passato.
    La loro sacralità sta nel nascere chiuse, segrete, occulte agli occhi di tutti tranne che ai nostri. Il loro interno, dorato e laccato, rappresenta il cuore, il bambino dentro di noi, la musica e il suono di quel soffio di tempo della nostra vita.
    Le ancorette sono cassaforte dei ricordi del cuore.
    La scatola che contiene il nostro cuore ha subito le intemperie della vita, come la chiesa romanica, la scatola che contiene il nostro cuore non ha nulla di bello, è arrugginita, solo con la giusta chiave è possibile aprirla.

    Il culto sorse e crebbe in gioco sacro, la poesia nacque in gioco e continuò a vivere in forma ludiche, musica e danza erano gioco puro, saggezza e sapere si manifestarono in gare sacre, le convenzioni della vita nobile erano basate su forme di gioco, la cultura nelle sue fasi originarie viene giocata, la cultura si sviluppa nel gioco e come gioco.
    Johan Huizinga

    Dopo che avrete tenuto il vostro bambino tra le braccia amorevolmente, sarete in grado di guardare in profondità.
    Thich Nhat Hanh

    Visualizzate voi stessi come un bambino di cinque anni, e invitate questo bambino a stare con voi, quel bambino o bambina che è ancora vivo in voi
    Thich Nhat Hanh

    Una cosa che non contiene né utilità né verità, né un valore di paragone, e non ha neanche facoltà dannose, va giudicata nel miglior modo secondo la grazia che ha e il piacere che da.
    Un siffatto piacere è il gioco.
    Platone

    Nel dialogo platonico Nomoi (Le leggi), si dice: […] l'uomo […] è soltanto un giocattolo fabbricato dagli dèi, ed in effetti questa è la sua parte migliore. In conseguenza di questa concezione, ogni uomo e ogni donna devono vivere giocando al meglio possibile questo gioco.
    Platone

    Ovunque si lavora e si produce non siamo insieme alle divinità e non siamo noi stessi divini. Gli dèi non producono, né lavorano.
    Byung-Chul Han

    Nel mezzo della crisi finanziaria, in Grecia si è verificato qualcosa che sembra un segno dal futuro. Alcuni bambini hanno scoperto un grande fascio di banconote in una casa diroccata e ne hanno fatto un uso del tutto nuovo: si sono messi a giocarci e a strapparle.
    Questi bambini anticipano in qualche modo il nostro futuro: il mondo è in macerie. Tra queste rovine, noi giochiamo – come quei bambini – con delle banconote e le strappiamo. Questi bambini greci profanano il denaro, il capitale, il nuovo idolo, facendone tutto un altro uso, ossia giocandoci. La profanazione trasforma improvvisamente il denaro, oggi così feticizzato, in un giocattolo.
    Byung-Chul Han

    Qui nolet fieri desidiosus, amet.
    (Chi non vuole diventare inerte, ami.)
    Torino · 2018 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  13. 81. Kitty die Katze Pensavo mi piacesse dormire.
    Invece mi piace addormentarmi, se posso farlo più volte nella stessa notte, ancora meglio,
    Il mio viaggio ideale è su un mezzo guidato da altri nella notte, la meraviglia del farsi trasportare.
    Aprendo gli occhi un attimo si intravedono sprazzi.
    Nel sogno si vede il viaggio dell'inconscio della notte.
    Da oggi mi muoverò sempre così, anche la Svizzera sembra più bella, persino la Germania, che in Italia è considerata il peggior paese assieme alla Francia, credo per ragione di odio calcistico o per i film sulla seconda guerra mondiale o per invidia.
    Basta guardare l'Italia da fuori per rendersi conto che è un paese di pastori governati da maiali, al contrario appena si entra in Italia si è preda di uno speciale incantesimo che la fa sembrare un paese normale.
    Francoforte sembra Milano, che, sempre per invidia, è la città più odiata da tutti gli italiani non milanesi e anche da qualche milanese della Juve.
    Ho dovuto aspettare due anni di pandemonium per venire a preparare questa esposizione, ho dovuto attendere i porci comodi dei Signori "Meglio stare a casa" e delle Signore "Laviamoci le mani" per riprendere la mia normale vita apocalittica e integrata, ne sono uscito meno rivoluzionario e più uscocco, più magro e con la convinzione che ci siano al mondo schiavi e stupidi più felici di me.
    Finalmente riprendo a muovermi al centro del mio quadro, sono due anni che osservo un quadro vuoto con una brutta cornice.
    La Banca centrale europea svetta sopra allo spazio espositivo, bella combinazione, pensavo fosse altrove. Già sapevo che la mia sarebbe stata un'esposizione incentrata sul gioco della vita, la Banca poi è il gioco più venduto degli ultimi cento anni, prima andava molto il gioco di Dio e del Papa, oggi il gioco della finanza ha contagiato tutti, i ricchi che giocano a diventar' più ricchi, e anche i poveri che giocano come chi gioca a Monopoli senza soldi, sperando di aver fortuna e cadere solo sugli imprevisti.
    Questa fiumana di perdenti è l'unica a garantire che ci sia un unico supervincitore.
    Come se i dadi fossero una variabile casuale del gioco, come se alla lunga non facessero uscire lo stesso numero, lo stesso numero di volte, sappiamo che il caso non esiste nemmeno in un lancio di dadi, ma facciamo finta di nulla.
    Anche io come Gundam, odio gli stupidi, mi rallentano, ripeto dentro di me che non ho paura, non ho vergogna e non ho fretta, ma nel mio cuore entra un po' di dolore assieme a tutto questo colore.
    Non si tiene mai conto abbastanza del fatto che la vita è un gioco a somma zero.
    Per arrivare alla Kunstverein Familie Montez sono passato per Bahnhofsviertel, il quartiere a luci rosse di Francoforte, da noi è cosa inconcepibile, sarebbe come ammettere che esistono le puttane, sappiamo che esistono da duecentomila anni, ma da settant'anni a questa parte abbiamo messo anche questo nella categoria di cose che facciamo finta che non esistano.
    Un altro gioco in voga da qualche tempo sono i sextoys, giocattoli per adulti alla ricerca dell'entusiasmo che avevano da giovani, l'aumento della pornografia è inversamente proporzionale al desiderio, ci servono nuovi stimoli anche per questo.
    Anche i giovani e i giovanissimi hanno iniziato ad usare i sextoys, e il design di questi giochi dell'amore è sempre più simile a quello dei giochi dei dodicenni.
    Nel film Toy Story della Pixar, i giocattoli in assenza di Andy (il loro proprietario) prendono vita, intrecciando relazioni di amicizia, amore e odio tra di loro, nella stanza di un pre-adolescente fluido di oggi, si mischiano giocattoli e giocattoli sessuali, i pupazzi camminano in foreste di vibratori, strumenti massaggiatori, anelli fallici, vagine artificiali e dildo, come astronauti su un pianeta sconosciuto alla ricerca della strada perduta che porta all'identità del loro proprietario.
    Hello Kitty è un'icona sia infantile che erotica. Creata a Tokio dalla designer Yuko Shimizu nel 1974, il merchandising di Hello Kitty, su licenza e non, fattura un miliardo di dollari all'anno, dalla cancelleria, agli aeroplani, dai giocattoli, ai vestiti, ai profilattici, alla vodka, all'abbigliamento intimo, fino ai vibratori.
    Ad un italiano che non conosca il tedesco "Kitty die Katze" (Kitty la gatta) suona ironicamente come "Kitty il cazzo".
    Francoforte sul Meno · 2022 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  14. 75. Megamix Il caleidoscopio delle immagini immaginate

    Vi sono, nel mio cervello, una quantità immane di immagini immagazzinate, più o meno utilmente, che saltano fuori nei momenti più imprevisti, sono appunti visivi archiviati nel vano tentativo di saziare il mio bisogno di conoscere le cose. Immagini deformate, abusate dal tempo, riviste e riconsiderate alla luce di accadimenti successivi, dissociate, isolate dal contesto, distorte dall'inevitabile amnesia portata dalla vita, dal perenne assalto e saccheggio di mitici cammellini della memoria. Immagini della mia vita, dei film e delle trasmissioni tv, dei videoclip musicali, delle mostre e dei musei, degli spot pubblicitari, delle icone del genere umano, dei libri e delle storie, fino alle immagini dei miei sogni.
    Gli elementi dissonanti ritrovano il loro accordo visivo e concettuale, cromatico e formale, comico, cosmico e surreale, nel frutto pittorico.
    Personaggi e paesaggi, interni e spazi, di un grande episodio crossover, nato dalla mia "volupté de voir", dal mio passeggiare nelle stanze segrete del mio cervello, come un flaneur dentro al viaggio allucinante di Asimov.
    Attraverso questo gioco di ricerca, il collage dei riferimenti visivi diventa una continua sublimazione intellettuale colma di speculazioni sul valore iconico delle immagini e dei simboli che interagiscono tra loro, creando un racconto che non può prescindere dalla collocazione naturale delle immagini stesse, ma nemmeno può fare a meno di tracciare nuove
    narrazioni e nuovi percorsi di senso. Il caleidoscopio delle immagini immaginate da se stessi e dagli altri, riflette in uno specchio deformato l'immagine di ciò che abbiamo visto, abbiamo creduto di vedere, vediamo a distanza di tempo, in un continuo guardare-sperimentare-considerare-reinventare-riguardare all'infinito. Creiamo da ciò che abbiamo visto e sperimentato, ricreando all'infinito il mondo nel quale immaginiamo di voler vivere.
    Bari · 2021 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  15. 73. Piccioni italici Mi ossessionava il mistero dei piccioni e della loro venuta sulla terra, del loro scopo.
    Ipotizzavo potessero essere creature multidimensionali, spettri incorporei impossibili da agguantare,
    poi compresi come si trattasse di animali alieni che si riproducevano attraverso un auto esplosione che lasciava il corpo del piccione vecchio spiaccicato sulla strada, e un nuovo piccione identico, ma giovane, svolazzare per la città.

    Questo è il motivo per il quale nessuno ha mai visto dei piccoli di piccione.
    Rimane da capire quale sia la loro funzione, visto che nessuno li mangia o li mangerebbe, e non rappresentano affatto un vantaggio estetico per i nostri balconi.
    L'unica ipotesi riguarda il fatto che nell'antichità le popolazioni avessero grandi problemi con lo smaltimento delle briciole di pane.
    Nel corso della storia alcune capre, piccioni, porci e scimmie si sono "evoluti" con parvenza di esseri umani, si sono vestiti da funzionari di questo sistema in decomposizione.
    Sono gli zelanti ingranaggi di un sistema di bidelli e burocrati di ogni sorta.
    Sono le zavorre che cercano di appendersi ad ogni nostro progetto e slancio verso il futuro.
    Sono esseri stupidi nel profondo, involuti nel cervello e nell'anima, piccoli dentro e larghi fuori, hanno come unico scopo quello di far sopravvivere il sistema al quale si sono aggrappati per sopravvivere.
    Invece di servire, mangiano le briciole di potere e cagano giaculatorie di lamentazioni.
    Sono un mix terribile tra i Vogon di Douglas Adams e piccoli burocrati di Dostoevskij,
    in triplice copia, che ostacolano costantemente il passaggio altrui.
    Essi belano, grugano, grugniscono e gridano, tutti insieme all'unisono.

    Noi non siamo ingranaggi di alcun sistema, non veniamo e non andiamo da nessuna parte, non difendiamo il passato dei trapassati, i suoi confini e le sue dogane, scriviamo il futuro tappandoci le orecchie e scansando le vostre merde volanti che piovono dal cielo.
    Torino · 2022 · da Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024