GREGUERÍAS

Greguerías

Greguerías y otros textos - Une clameur confuse, un brouhaha de voix superposées.

Un jour de 1910, au premier étage droite du numéro 11 de la calle de la Puebla à Madrid, un jour de scepticisme et de fatigue, Ramón mit en œuvre une expérience alchimique : il dit avoir pris tous les ingrédients de son laboratoire, flacon après flacon, les avoir mélangés, et du précipité — de l'épuration et de la dissolution radicale — surgit la greguería. Depuis lors, ajoutait-il, elle était pour lui « la fleur de tout ce qui reste », ce qui survit au désenchantement.
Ramón racontait avoir plongé la main dans le grand boulier (l'urne) des mots et en avoir tiré au hasard une boule — c'était « greguería », encore au singulier ; il planta cette boule et il en eut un jardin. Le hasard, disait-il, doit être le parrain des meilleures découvertes.
Ramón disait avoir gardé ce mot pour son euphonie et pour les secrets qu'il cache. Et il donnait la définition du vieux dictionnaire — algarabía, gritería confusa, une clameur confuse — avec la glose plaisante qui est le cœur de la fable : dans les dictionnaires antérieurs, écrivait-il, cela signifiait le cri des petits cochons quand ils courent derrière leur mère. À quoi il ajoutait la glose poétique : c'est ce que les êtres crient confusément depuis leur inconscience, ce que crient les choses.

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  1. 37. Volendo immaginare per esercizio, un lato positivo anche del carcere, si dirà che ha il suo vantaggio il fatto di non poter essere visitati inavvertitamente da amici e parenti invadenti. Genova · 2025
  2. 18. A 25 anni avrebbe voluto viaggiare in paesi di mare, avere molti soldi e possedere una casa con un gineceo molto affollato. Torino · 2025
  3. 16. Si può afferamere che il PIL e la buona salute, siano fattori inversamente proporzionali in un sistema ri-tardo capitalista come il nostro. Torino · 2025
  4. 181. Gli anziani sono ovunque gli stessi, se stessi. Non si devono atteggiare, non hanno bisogno di presentarsi per ciò che non sono. Bilbao · 2026
  5. 195. Madri e figli schiamazzano al tavolo, ma quando parla lui tutti tacciono. L'unico potere del padre che dispensa sganascioni Alassio · 2026
  6. 86. Come sarebbe bello se voi rimaneste giovani per sempre
    e io invece no
    per sempre
    Venezia · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  7. 41. Finisce in lacrime ogni sogno d’amore, da oggi anche dall’altra parte della strada. Torino · 2025
  8. 35. Le persone vengono mantenute in uno stato di perenne insoddisfazione sessuale, attraverso la diffusione di un immaginario iperbolico pornografico da una parte, e la morale sociale dall'altra. Torino · 2025
  9. 184. Tutta l'arte del mondo che mi piace maggiormente si concentra tra l'Italia, la Francia e la Spagna. Madrid · 2026
  10. 3. Sul bus parlano urlando per rompere il silenzio, ripetono ossessivamente la stessa frase, parlando altre lingue. Torino · 2025
  11. 56. Astigmatico, presbite, miope, ipermetrope, daltonico, ambliopico, ipoacusico quasi sordo.
    Tutte le donne, sia da lontano che da vicino, gli sembravano interessanti e desiderabili.
    Milano · 2026
  12. 183. La fortuna di Goya è stata quella di dipingere per primo il pelo pubLico. Madrid · 2026
  13. 52. Chi ama il mondo e la vita viaggia, e vive meglio da profugo che da congiunto Roma · 2025
  14. 187. Mentre viaggiamo, iniziamo a pensare ai prossimi viaggi Barcellona · 2026
  15. 22. I grandi campioni che si improvvisano allenatori, spesso producono vittorie di Pirlo. Torino · 2025
  16. 51. La celicolocalcolatrice computava la maligna malvagità del mondo tutto.
    Inviava i totali al centro di computazione dati della lega dei pianeti uniti.
    Torino · 2025
  17. 57. Chi desidera vede qualcosa che gli altri non possono vedere.
    La bellezza non è mai né morale né giusta.
    La bellezza è una colpa condivisa
    tra chi guarda
    e chi viene guardato
    entrambi sempre nudi e senza difese.
    Torino · 2026
  18. 11. Quelle due petulanti di Musica e Pittura, ridondano di continuo sul dato di fatto che tutta la bellezza disponibile sia stata esurita tra il 1400 e il 1700, tra Paolo Ucello e Franz Schubert. Torino · 2025
  19. 12. Quando siamo da soli con noi stessi, ci parliamo in modi particolarmente aggrazziati Torino · 2025
  20. 48. Quando tutti gli sembravano idioti finiva per deprimersi, unica soluzione che aveva trovato era quella di entrare in un locale a caso della sua zona fingendo di essere membro di un'associazione di quartiere. Scambiare due chiacchere con i vicini gli faceva bene. Torino · 2025
  21. 194. Nei locali sembra di incontrare gente conosciuta, ma sono solo peronse con facce stereotipate da gente che sembra di \conoscere Alassio · 2026
  22. 17. La maggior parte delle donne islamiche nord africane, se le si immagina senza il velo, si trasformano in donne calabresi. Torino · 2025
  23. 7. Solo da giovani la morte viene considerata come la peggiore delle ipotesi. Torino · 2025
  24. 40. Viaggiare serve a scompigliare i pensieri, un tempo anche i capelli, mischiare gli atomi del sentire, il viaggio tersa, spazza, ravviva, limpidizza il tutto.
    Per scrivere dovremmo essere sempre in un qualche tipo di viaggio.
    Imperia · 2025
  25. 173. In una selva oscura sbagliando strada per recuperare la moto, si alzano da un albero un gruppo numeroso di piccole rondini, formano una specie di cerchio nel cielo e si dividono in due, un gruppo va verso est e uno verso ovest, seguo quello che va verso ovest e incrocio lo sguardo di un piccione che mi guarda perplesso dai fili della luce. Bordeaux · 2026
  26. 196. I ricchi sono disposti a pagare cifre assurde pur di non rischiare di incontrare dei poveri. I luoghi esclusivi promettono solo questo. Alassio · 2026
  27. 33. La vera Italia, i veri italiani, si trovano solo allo stadio. Torino · 2025
  28. 4. I poveri risparmiano da soli, i ricchi si indebitano con gli altri. Torino · 2025
  29. 50. Soffriva di una rara patologia che lo costringeva a consumare alcool davanti a qualasiasi manifestazione sportiva. Torino · 2025
  30. 43. Quando nemmeno le grandi inaugurazioni emozionano più, l'unico modo di tirarsi su è quello di andare a giocare come bambini Torino · 2025
  31. 180. L'arte ci attende solo se stiamo viaggiando o sognando Bordeaux · 2026
  32. 28. Molte donne usano lo spiritismo come tecnica per cercare di apparire interessanti. Torino · 2025
  33. 185. Si mangia per noia, viaggiando posso digiunare per giorni. Madrid · 2026
  34. 189. Gli influencer che grigliano passano la loro vita a massaggiare cadeveri che si mangeranno Barcellona · 2026
  35. 13. La sua moto era stata rapita da una guarnizione fallace Torino · 2025
  36. 42. Lo specchio chiede conto del motivo per cui esistiamo.
    Ma io nello specchio non ci sono, perchè non mi sento interessante, non mi interesso.
    Ma lo specchio più terribile rimane quello che riflette senza rovesciare l’immagine.
    Alassio · 2025
  37. 15. Il problema delle persone che hanno la fobia per la pulizia, è quello di dover fare i conti anche con le proprie stesse viscere e deiezioni. Torino · 2025
  38. 186. La quantità di tempo impiegata nelle vicissitudini degli amori romantici è tragicamente enorme. Barcellona · 2026
  39. 32. Gli idioti non sanno fare altro che cambiare il nome alle cose, al solo fine di darsi ragione. Torino · 2025
  40. 198. Di alcune donne ci si riesce ad innamorare solo delle scarpe Torino · 2026
  41. 5. La ricchezza è una questione di consenso rispetto a quello che si sta dicendo di voler fare.
    Torino · 2025
  42. 47. Camminando a caso
    solo seguendo i culi delle sconosciute dinnanzi a se
    notava infine che attorno a certe ragazze si formavano bolle di elettricità statica
    Torino · 2025
  43. 26. L'atto creativo è l'unico discrimine tra uomo e animale, per questo siamo tutti artisti, a parte alcuni animali che vengono considerati a torto come bambini dai loro padroni. Piacenza · 2025
  44. 39. Capita a volte di sentirsi appartenere a luoghi che non avevamo mai visto, e nei quali non ci fermeremmo mai, e per nessuna ragione al mondo. Genova · 2025
  45. 44. Per chi si trova nella banale condizione di eterosessualità, ovvero di essere nato da una donna e di amare le donne, la vagina rappresenta uno spazio al confine tra sacro e profano, spazio di adorazione quasi religiosa, mistero, nascita e morte, passato e futuro, genitore e figlio, natura aliena, potenza inspegabile alla quale ci si vuole arrendere con gioia. Genova · 2025
  46. 182. In tutte le grandi città che visito: i cantonieri sono negri, le donne con le borse della spesa sono grasse, i vecchi ricchi davanti agli alberghi di lusso sono insieme a bellissime puttane. Madrid · 2026
  47. 46. La buona poesia neccesita di povertà, mancanza, disgrazia e bestemmie
    Milano · 2025
  48. 174. Come bambini in campeggio arrivano tutti felici alla cerveceria del barrio. Madrid · 2026
  49. 178. Percorrendo la strada statale ci si rende conto che i paesini tra Lyon e Paris sono fatti con il copia-incolla. Paris · 2026
  50. 193. Invidiamo i giovani perché di norma non hanno ancora grandi sensi di colpa, non hanno abbandonato figli, tradito amici, fatto naufragare grandi amori. Alassio · 2026
  51. 21. Per quale motivo misterioso era stato scelto come padre di due figli eccezionali. Torino · 2025
  52. 29. Di alcune donne che erano belle, sono rimasti solo i tatuaggi Torino · 2025
  53. 176. In Italia è allo studio un nuovo partito trasversale, si chiamerà Forza Italia Viva Torino · 2026
  54. 191. Gli anziani mi piacciono perchè sono veri, infatti non riceverebbero nessun vantaggio ad atteggiarsi per quello che non sono. Genova · 2026
  55. 175. Sulla T-shirt della bella ragazza che mi veniva in contro era scritto "Sesso droga e Winnie the Pooh" Barcellona · 2026
  56. 9. Il lavoro del poetare, deve fallire inevitabilmente, il poeta deve rimanere sconosciuto, inutile, altrimenti non si tratta di buona poesia. Torino · 2025
  57. 2. Il coefficiente di imbruttimento generale, va sempre moltiplicato per i kilometri di distanza dal centro. Torino · 2025
  58. 168. In cima al palazzo giochi di bimbi tra le nuvole ci osservano Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  59. 54. Nei convitti dell'upper class locale
    non manca mai una bellissima ragazzina di colore
    adottata.

    Torino · 2025
  60. 10. Chi desidera vincere, desidera almeno altrettanti sconfitti. Torino · 2025
  61. 49. Durante i viaggi siamo più creativi, gli atomi si mischiano.
    Viaggiare chiarisce, sposta le nubi dai pensieri, limpidizza, ravvia, spazza.
    Torino · 2025
  62. 197. Catapultato nella vita di un altro.
    Circondato dalla neve ghiacciata.
    Stringeva suo padre al petto come fosse un figlio.
    Torino · 2026
  63. 8. Il rumore che emetteva durante la frenata, era quello di denti umani che mordevano la rotaia. Torino · 2025
  64. 55. È sempre bellissimo correre nudi ed ebbri nella notte innevata Champoluc · 2025
  65. 30. Tutti devono avere almeno un'automobile per sentirsi liberi (auto-nomi).
    Tutti sono felici di pagare la loro auto a rate con il loro lavoro.
    I parcheggi non sono più sufficienti per tutte queste auto.
    Tutti sono felici di pagare il loro parcheggio, divenuto bene scarso e quindi ambito.
    Potremmo vivere felici, ma siamo nell'epoca della creazione di continui nuovi bisogni.
    Torino · 2025
  66. 1. L'impeccaminosa, impeccabile e peccaminosa, afferiva nello specifico alla sfera del sogno. Torino · 2025
  67. 190. Mentre andiamo in barca a vela, o mentre pensiamo di prendere la patente anche per guidare i camion, l'arte ci attende? Barcellona · 2026
  68. 20. In un mondo come il nostro, dove tutte le risposte sono a disposizione, l'intelligenza di pensiero consiste nel porre le domande. Torino · 2025
  69. 53. Di riffa e di raffa riempiamo di vino la nostra caraffa
    Una continua baruffa in una immacolata concentrazione notturna
    ci onoriamo disonorando il nostro debito con il mondo
    Roma · 2025
  70. 19. Ogni suo gesto o parola, sembravano voler chiedere scusa. Torino · 2025
  71. 27. La purezza è quasi più negativa della coerenza. Piacenza · 2025
  72. 24. Nelle birrerie a gestione familiare si può apprezzare la bellezza delle bariste che sfiorisce inesorabilmente ad ogni inizio di campionato. Torino · 2025
  73. 34. Ci si riferisce normalmente all'Accademia come luogo nel quale si insegna l'Arte o l'Arte della guerra. L'artista combatte. Torino · 2025
  74. 45. A little bid incredibol
    a little bit absurd
    this is the story of my tools
    London · 2023
  75. 31. Quando la vita fa schifo, i colori dei quadri tendono ad accendersi. Torino · 2025
  76. 14. I padri cinquantenni di figlie femmine amerebbero vivere in un mondo dove tutte le giovani ragazze fossero vogliose di sesso con gli adulti, ad eccezzione delle loro figlie. Torino · 2025
  77. 6. Madri sposate e spossate, crescono figli che le schifano. Torino · 2025
  78. 25. Darei un rene per poter sapere che musica ascolta la gente che incrocio, nella propria cuffia. Torino · 2025
  79. 23. Le persone che hanno sprecato tempo in un attività, sono più inclini ad acquistarne il risultato. Torino · 2025
  80. 38. Ci sono periodi in cui si può essere felici con un buon libro, un buon vino, incenso di mirra e solitudine. Alassio · 2025
  81. 36. Non capiremo mai il senso degli enormi faccioni che la gente si appende in casa. Torino · 2025
  82. 188. La maggior parte delle madri pesa il triplo delle loro figlie. Barcellona · 2026
  83. 192. La percentuale di omosessuali, lesbiche, obesi di entrambi i sessi, donne praticamente nude; è maggiore a Barcellona che in qualsiasi altra città che io abbia mai visitato. Barcellona · 2026

Poèmes

  1. 157. distrazioni La radio accanto al letto
    desintonizzata gracchia sottovoce
    I fogli riempiti di disegni
    mentre il professore spiegava altre materie
    Il libro letto di traverso
    Un aspirapolvere che si avvicina e si allontana
    dietro la nostra porta chiusa
    mentre prendiamo sonno
    Fermarsi immobili durante l’amplesso
    per sentire il rumore del mare
    Svegliarsi presto la mattina
    per spegnere la sveglia
    e rimettersi a dormire
    Distrazioni e fastidi che fanno la vita
    ancora più meravigliosa
    Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  2. 165. ALL’ARMI Migliaia di anni
    che ci applichiamo
    nel costruire armi
    che distruggano
    le armature
    dei nemici
    mentre i nostri nemici
    si applicano
    a costruire armi
    per distruggere
    le nostre armature
    Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  3. 112. Pagliacci ritardati con maschere da porci L’Italia in preda
    alla peggiore crisi isterica
    dopo la guerra del Golfo
    Sono scappato in Belgio
    Le guerre successive
    alla prima crisi del Golfo
    sono state normali e noiose
    non hanno impaurito nessuno
    a quanto pare
    nemmeno l’11 Settembre
    tutti a pensare
    "se la sono cercata"
    Il virus ha mandato il tilt
    il sistema
    Tempo di merda
    ma ottima birra
    Il Kraken del profitto
    si inchina alla “scienza”
    alla farmacia
    inizia un sistema diverso
    forse peggiore
    sicuramente diverso
    Tutto chiuso
    negozi chiese stadi
    parlamenti tribunali
    Sterilizzare le mani
    Scansare gli sconosciuti
    Scopare senza toccarsi
    Stare in casa
    Scemo chi legge
    Avanti a slogan
    urlati da vecchi
    pagliacci ritardati
    che indossano maschere
    da porci
    Tutelare i fragili
    Vigile attesa
    niente poesia oggi
    bisogna sopravvivere
    Bruxelles · 2020 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  4. 143. FOLLIE Nell’alba di Dicembre
    sotto i portici
    correva ebbro e sudato
    mezzo congelato
    Poco dopo in un commissariato di polizia
    tre agenti montavano un albero di Natale
    scena surreale
    cosa dovremmo festeggiare?
    Morire pazzi in un eremo
    per scappare dal circo del mondo?
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  5. 82. Pensavo Il mondo è pieno
    di ritardati palestrati
    che male parcheggiano
    parlando da soli
    o con l'auricolare nell'orecchio nascosto
    portano a tutti pacchi di cose
    Comprate!


    Nella chiesa
    dentro l'ospedale
    tra le attrezzature abbandonate
    c'era la bara più piccola che io avessi mai visto
    non capivo
    sembrava uno scherzo surrealista
    Mi urlava
    è questo come lo spieghi?
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  6. 135. Se / Allora Se
    tutte le persone che sono passate da qui
    tornassero qui ora
    per un inceppo del tempo
    Se tutti
    da tutti i tempi
    ogni noi stesso
    ogni voi stessi
    uno per ogni giorno della nostra vita
    tornasse per passare un giorno qui
    insieme a noi
    Allora
    non ci sarebbe spazio per tutti
    altro che i profughi
    finiremmo schiacciati dai nostri stessi noi stessi
    ancora prima di alzarci dal letto
    Se
    però per un caso fortunato
    ci trovassimo durante l’inceppo
    aggrappati ad un pennacchio
    sul quale nessuno si era mai arrampicato
    Allora
    vedremmo la moltitudine di umani
    di tutti i tempi affollare le strade
    con auto carrozze cavalli e mammut
    uno sopra l’altro
    eserciti massacrarsi in ogni dove
    e anche
    i nostri mille noi stessi
    inciampare e scontrarsi
    sulla strada di tutti i giorni
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  7. 167. ZKM SULLA SPIAGGIA L’infanzia dorata
    tra nuvole e balocchi
    in spiaggia a sentire il vento
    Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  8. 119. 15 Novembre Al 15 di Novembre
    l’agrimensore spaziale
    coglie il grano di corallo
    La stella della gioia
    brilla nello spazio
    Il figlio di Atrio
    danza ebbro del vivere
    Alghero · 2018 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  9. 113. Maiamai Nelle piazze d’Italia
    moltitudini
    di facce da culo

    Negli stadi del mondo
    si innalza l’inno
    dei campioni

    Mai amai tanto
    mio amore
    mare di miele
    Torino · 2008 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  10. 110. INTERNO METAFISICO Su un tavolo ocra
    carciofi di ferro
    su pane carasau
    Un orata incartata
    in giornali d’epoca fascista
    Cagliari · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  11. 162. REGIONALE Il treno regionale
    con porte verdi fosforescenti
    e strisce bulgare sulla fiancata
    azzurro carta da zucchero e giallo acido
    tendine azzurro sporco
    a incorniciare finestrini bloccati
    sedili plastico-termo-pressati
    decorati con texture di fine millennio
    Tutto gli ricordava
    il gusto social-futurista
    del glorioso tempo passato
    del paese locomotiva del mondo
    e notti magiche inseguendo un gol
    Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  12. 84. Il mio cavalletto finestra su altri mondi Un teatro di acrobati ambulanti
    con dentro nuvole come pensieri e specchi
    a terra l'isola di Böcklin sulla copertina di un catalogo
    una lampada di Zanotta
    Poesia che mi urla nel cervello senza sosta
    la mia perenne inquietudine è malattia mentale
    Cieli di fuoco arancio antiruggine
    vita di sogni
    Isole metafisiche fuori contesto
    statue mascherate in luogo di esseri umani
    pezzi di muri scarabocchiati
    da poeti appena nati
    giornali strappati
    palmizi sfrangiati
    Oggetti incomprensibili
    inspiegabili inquietanti
    Sul pelo del mare un idrovolante portoghese
    L'orologio fermo, il tempo congelato
    Il mio cavalletto finestra su mondi
    creati dal mio cervello
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  13. 111. Continuo a vedermi Continuo a vedermi
    guardando dentro
    ai tuoi occhi

    Quello che scrivo
    accade
    se lo leggete in tanti

    Stanotte il gazebo è volato via
    rubato in volo da Michael Jackson
    Cervo (IM) · 2008
  14. 104. La prima cosa La prima cosa
    vista prima di addormentarmi
    è un triangolo di cielo stellato
    limpido e nitido
    come in una notte gelida
    Torino · 2021
  15. 117. Vertigo Un effetto vertigo
    manda avanti il cielo
    e indietro il barcone
    devono essere le nuvole
    Il tempo si rallenta
    respiro
    ci dondola il nulla
    Nemmeno un Godzilla gigante
    che distrugga la Giudecca
    Nulla
    Nemmeno un Cristo a pelo d’acqua
    Nulla
    E’ grazie a questo nulla
    mi posso immaginare tutto
    Venezia · 2015 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  16. 177. P. Zakamoto Stupendo piccione gigante
    dagli occhi di ghiaccio
    al timone del proprio artificio
    pronto ad esplodere
    conia valore dal nulla.

    Grande quanto un tacchino
    guida per i mondo un moto a vela
    dal portamento elegante
    Libero dal bisogno
    Splendente
    Lyon · 2026
  17. 134. ADORATO Il bambino obeso
    giocava con un pallone dorato
    in mezzo ad una piazza di tavolini
    Abbatteva anziani e gelati
    ombrelloni e bicchieri
    Un cameriere gli andava in contro
    ma invece di cacciarlo
    iniziava a giocare con lui
    strano
    pensava la gente
    forse aspettano
    che se ne occupi la polizia
    che lo portino via
    forse il bambino
    è figlio di un camorrista
    in soggiorno obbligato
    Fuggiva palla al piede
    tra i caruggi
    con il suo pallone adorato
    Genova · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  18. 98. Ippocampi cinesi Con voi
    amici cinesi
    nel sole di Viareggio
    Siamo come ippocampi volanti
    in un mondo che non può vedere
    nessun altro
    Viareggio · 2022
  19. 137. UMANO DISUMANO Umano troppo umano, è un libro spietato che fece il botto nel Milleottocentosettantotto .
    Il film Umano non umano, inizia con un battito del cuore nel Millenovecentosessantanove.
    Umano è l’uno, disumana è la moltitudine di umani come me nel Duemilaventitrè.

    Ad un matrimonio notava come, più gli altri facessero schifo e più si agghindassero alla stregua di battone e supereroi.
    Come principesse e conti, passeggiavano per i giardini fioriti, oscena sfilata di obesi incoronati, dolci confetti zuccherati.
    Erano tutti in coppia e avevano tutti la faccia di chi ha sposato la persona sbagliata e vorrebbe fare cambio con i vicini.

    Ascoltava le notizie che gli confermavano come i ritardati avessero preso il potere, erano i suoi compagni scemi e grevi delle medie, e le sue compagne rigide dell’università, quelle che chiedevano la castrazione per qualsiasi reato.
    Quelli che non potevano concepire la bellezza dei poveri, perché solo sulle Ferrari erano tutti belli.
    A scuola ancora insegnavano principalmente il sacrificio di sé, mascherato dietro al termine di meritocrazia, sacrificio per lo studio, per il lavoro, in guerra, come se veramente rappresentasse un valore il sacrificarsi per una causa, per un paese, per un'idea, eccellere in qualcosa al prezzo di sacrificarvi la vita intera.
    Ci si stupiva che la maggior parte dei bambini crescessero ritardati.

    Avrebbe pagato qualsiasi cifra pur di sapere quale musica ascoltassero in quelle cuffie giganti o invisibili.
    Sarebbe stato così poetico se il grosso metallaro anziano sul tram, fosse stato intento ad ascoltare la Toccata e Fuga in Re minore di Sebastian Bach.

    Leggeva: “Sopra noi stessi, solo noi stessi e il gioco di ciò che ci rende felici”.

    Chi c'è lassù, sopra di noi?
    solo noi stessi (Der Einzige).
    Homo homini Deus est.
    Il padre come passato
    Il figlio come futuro
    Lo spirito santo come il nostro essere creativo
    Non il paradiso promesso,
    non il circo della società,
    non il denaro del monopoli,
    ma solo il mio piacere di essere felice con voi felici.

    Il suo paesaggio interiore si era sempre configurato in modo da avere come unico riferimento al di sopra di se stesso, lo stesso se stesso.
    O per meglio dire, al di sopra di sé:
    solo ciò che lo rendeva felice.
    Solo per il suo piacere di vedervi felici.
    Chiedeva a se stesso e si rispondeva da solo, a costo di sbagliare risposta.
    Non aveva mai avuto religione, stato, loggia, comunità.
    O per meglio dire, le aveva sempre scritte in minuscolo.

    Tutto ciò che poteva scegliere la moltitudine disumana che lo circondava era cosa comprare e per quale squadra tifare.
    Lui, forse l’unico umano rimasto sul pianeta, spettatore mandato da altri mondi, osservava e prendeva appunti, un po’ schifato e un po’ divertito dallo spettacolo dell’apocalisse.

    Forse sarebbe stato più felice in un isola senza carta e matite, dove si sarebbe potuto solo pescare, dormire e fare l’amore, avrebbe dimenticato tutto, ma sapeva che sarebbe valsa la pena sorbirsi tutta la merda intorno per giungere al centro e trovare la bellezza del vivere.
    Ne era certo.
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  20. 163. TRATTORIA Ma i ritardati
    sognano su cuscini
    di lana di pecora mongola?
    In questo locale marittimo
    arredato da un folle
    in stile barca montanara
    baita sommergibile
    caravella valdostana
    con controsoffitto e neon
    da ufficio comunale
    e foto alle pareti
    che ritraggono il proprietario
    assieme a personaggi
    che dovrei conoscere
    Non potevo che trovare
    personaggi ambigui
    Anziane in grembiule
    gambaletti e ciabatte
    Chef magrebini
    che parlano genovese
    Genova · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  21. 91. Incoerenza creativa Appena terminato di costruire il nuovo studio
    con tutte le postazioni per gli assistenti
    colori pennelli cavalletti
    mi sono seduto al centro
    e ho iniziato a scrivere sul mio taccuino.
    Fa parte del processo misterioso
    si tratta di perdere tempo
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  22. 61. Apocalisse Ha appena compiuto quindici anni,
    dice che per quando ne avrà trenta
    non ci sarà più nulla.
    E' tutto papà.

    "Apocalisse verrà"

    Uragano urlerà e Tempesta soffierà,
    si apriranno come scatole i palazzi di cartone,
    Vulcano brucerà gli inutili soldi di Monopoli.

    E non lucevan le stelle,
    ma meteore a cancellar montagne.
    Sublimi le ultime immagini,
    Natura che vince la nostra guerra contro gli stupidi.

    "Odia gli stupidi, aiuta i deboli"

    Taglio il cartone delle valigie di mio nonno,
    raccolgo quello delle barche perdute,
    che portano al parco giochi i bambini affogati,
    ad abrracciar Godzilla,

    "formidabile mostro giapponese, dagli occhi di fucina"

    Raccolgo cartone abbandonato,
    veicolo di infinite merci effimere,
    nascondiglio di esuli e droghe.
    Come barbone,
    su cartone e cotone,
    dipingo Apocalisse in accelerazione.

    Fossi anch'io uragano,
    che distrugge a caso senza spiegazioni,
    che lancia automobili nel vuoto,
    che ammutolisce i telefoni e spegne le tv,
    che staziona sul pulpito a risucchiare preti e capi, eroi e dotti,
    la saetta nella coppa dei campioni,
    il terremoto nell'idromassaggio delle modelle.

    "E' passato l'uragano Zakamoto!"

    Ha distrutto tutto, anche le case dei cattivi.
    Ha indebolito gli stupidi e instupidito i deboli.
    Ha trovato difetti, rimpianti, male, ignoranza,
    e nemmeno una goccia di speranza.

    Intanto ce ne andiamo a vedere la fine del mondo ad ovest,
    sperando che Colombo non sia mai partito,
    Ulisse non sia mai tornato,
    e che il Kraken o Gamera appaiano all'orizzonte.
    Lisboa · 2016 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  23. 147. EDITTO FUTURISTA Dato il nostro nobile scopo
    di sconfiggere
    i ritardati che affollano il mondo
    e assediano i nostri feudi
    Urge edificare la bellezza
    bonificare la paura
    schiantare il lamento
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  24. 154. fanciulli Come dipinti
    sulla spiaggia
    fanciulli innamorati
    dormivano abbracciati
    mentre l’orizzonte si riempiva
    di nuvole tempestose
    Torino · 2024 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  25. 149. PEZZI DI ME Improvvisati pugilatori stradali
    corrono nell’alba gelida
    Pazzi spazzano le strade
    dalle nostre bugie quotidiane
    La sensazione di essere piacevolmente solo tra voi
    che tutto ciò che mi sta intorno
    sia sotto il mio completo dominio
    in quanto ognuno di voi sia un mio riflesso
    contenga anche un alito di me
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  26. 77. Pandemonium Nel 2020 in Italia c'è stata una grande moria (non delle vacche).
    Punto.
    Noi quasi si sentiva la nostalgia di Bettino Craxi,
    perchè era come stare sull'Achille Lauro (la crociera).
    Barattoli sormontati da pere e birilli di divieto ovunque.
    Marx (Groucho) e lo Sputnik (il satellite),
    Bic Gates (Bic, la penna a sfera) e l'elefante superdotato della Pfizer,
    giocarono per mesi con il pallottoliere, mentre noi sognavamo di fuggire.
    E io volevo solo che rimanesse il ricordo di tutto questo,
    che la vita qui può essere più surreale di un quadro.
    Ad imperitura memoria del gioco infinito al quale giocheranno a lungo.
    Torino · 2020
  27. 132. MEGLIO AMARE CHE COMPRENDERE Meglio la bellezza della verità
    Meglio ridere che conoscere
    Meglio amare che comprendere
    Inventiamo il reale
    per non farci ammalare
    fateci sognare
    Saremo felici lo stesso
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  28. 142. L'OMBRA DELLA STORIA Nell'ombra
    piccole cose sono andate storte
    La storia ha preso altre pieghe
    Lucio Dalla è un gerarca Nazista
    Il Giappone ha sganciato una bomba atomica
    su Phonex in Arizona
    Siamo sotto la dittatura sovietica
    Il capo dello stato fantoccio italiano
    è Umberto Smaila.
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  29. 150. DIO ESISTE Dio potrebbe esistere e noi dovremmo crederci
    Dio potrebbe non esistere e noi sprecheremmo tempo se credessimo in lui
    Dio potrebbe non esistere ma faremmo meglio a crederci
    ma forse
    Dio potrebbe esistere ma faremmo meglio a non crederci
    Nel senso che potrebbe esistere ma essere il primo dei ritardati
    il che spiegherebbe molte cose
    Se Dio invece fosse intelligente
    vivrebbe a Cagliari
    l’unico paese dove c’è amore in ogni anfratto
    si arrabbiano se non possono offrirti abbastanza delizie
    da bere e da mangiare
    e il vento fa viaggiare nel tempo
    Cagliari · 2023
  30. 90. Dodici Giugno Ei fu fuffa
    fantastico incantatore di folle
    inaudito animatore in acquari di carciofi
    Demiurgo catodico
    Burattinaio di folli pupazzi
    porci e puttane patinate
    Ennesimo unto miracolo italiota
    si amava da morire
    si perdonava tutto
    vinceva senza vergogna
    Campione di coppe
    amatissimo
    solo i pazzi gli tirarono le pietre
    alla fine
    simulacro di se stesso
    Cagliari · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  31. 85. LO OSSESSIONAVA Intravedeva le case sopra ad altre case
    I veri ricchi vivevano ad un livello
    architettonico superiore
    Costruivano le loro dimore
    in stile neoclassico
    sui tetti di palazzacci
    che fungevano da trampoli
    da alloggiamento di ascensori
    per vedere dall'alto
    per sputare di sotto
    non visti
    Olimpo nel centro dell'acropoli
    dalla strada invisibili
    intagliate con maestria nei sottotetti
    con giardini e piscine
    frutta esotica e femmine perfette
    Torino · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  32. 139. CHLOE La meraviglia di quella bambina
    che
    diciannova anni fa
    scendeva lo scivolo
    in un sogno incantato
    Un miracolo vulcanico
    che apriva una porta
    altrimenti inaccessibile
    Venezia · 2023 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  33. 179. Louvre Una delle cose più belle del Louvre
    sono gli occhi commossi di Irene
    davanti ad Amore e Psiche
    Paris · 2026

Autres écrits

  1. 81. Kitty die Katze Je croyais aimer dormir.
    En réalité j'aime m'endormir, et si je peux le faire plusieurs fois dans la même nuit, c'est encore mieux.
    Mon voyage idéal se fait dans un véhicule conduit par d'autres, la nuit : la merveille de se laisser transporter.
    En ouvrant les yeux un instant, on entrevoit des éclats.
    Dans le rêve on voit le voyage nocturne de l'inconscient.
    Désormais je me déplacerai toujours ainsi ; même la Suisse paraît plus belle, et même l'Allemagne, qui en Italie est considérée comme le pire pays avec la France, je crois pour des raisons de haine footballistique, ou à cause des films sur la Seconde Guerre mondiale, ou par envie.
    Il suffit de regarder l'Italie de l'extérieur pour se rendre compte que c'est un pays de bergers gouvernés par des cochons ; à l'inverse, dès qu'on entre en Italie on est la proie d'un enchantement spécial qui la fait paraître un pays normal.
    Francfort ressemble à Milan, qui, toujours par envie, est la ville la plus détestée de tous les Italiens non milanais, et même de quelques Milanais qui tiennent pour la Juve.
    J'ai dû attendre deux ans de pandémonium pour venir préparer cette exposition ; j'ai dû attendre le bon plaisir de Messieurs « Mieux vaut rester chez soi » et de Mesdames « Lavons-nous les mains » pour reprendre ma vie normale, apocalyptique et intégrée. J'en suis sorti moins révolutionnaire et plus uscoque, plus maigre, et convaincu qu'il y a de par le monde des esclaves et des sots plus heureux que moi.
    Enfin je recommence à bouger au centre de mon propre tableau ; voilà deux ans que je regarde un tableau vide dans un vilain cadre.
    La Banque centrale européenne se dresse au-dessus de l'espace d'exposition, belle coïncidence, je la croyais ailleurs. Je savais déjà que la mienne serait une exposition centrée sur le jeu de la vie ; et la Banque, après tout, c'est le jeu le plus vendu des cent dernières années. Autrefois le jeu de Dieu et du Pape marchait très fort ; aujourd'hui le jeu de la finance a contaminé tout le monde : les riches qui jouent à devenir plus riches, et les pauvres aussi, qui jouent comme on joue au Monopoly sans argent, en espérant avoir de la chance et ne tomber que sur les cases Chance.
    Cette marée de perdants est la seule à garantir qu'il y ait un unique super-gagnant.
    Comme si les dés étaient une variable aléatoire du jeu, comme si à la longue ils ne sortaient pas le même numéro le même nombre de fois. Nous savons que le hasard n'existe même pas dans un lancer de dés, mais nous faisons semblant de rien.
    Moi aussi, comme Gundam, je hais les imbéciles : ils me ralentissent. Je me répète intérieurement que je n'ai pas peur, pas honte et pas le temps qui presse, mais dans mon cœur entre un peu de douleur en même temps que toute cette couleur.
    On ne tient jamais assez compte du fait que la vie est un jeu à somme nulle.
    Pour arriver à la Kunstverein Familie Montez, je suis passé par Bahnhofsviertel, le quartier chaud de Francfort ; chez nous c'est chose inconcevable, ce serait admettre que les putains existent. Nous savons qu'elles existent depuis deux cent mille ans, mais depuis soixante-dix ans nous avons rangé cela aussi dans la catégorie des choses dont nous faisons semblant qu'elles n'existent pas.
    Un autre jeu en vogue depuis quelque temps, ce sont les sextoys : jouets pour adultes à la recherche de l'enthousiasme qu'ils avaient jeunes. L'augmentation de la pornographie est inversement proportionnelle au désir ; il nous faut de nouveaux stimuli pour cela aussi.
    Les jeunes et les très jeunes aussi ont commencé à utiliser des sextoys, et le design de ces jeux de l'amour ressemble de plus en plus à celui des jeux des enfants de douze ans.
    Dans le film Toy Story de Pixar, les jouets, en l'absence d'Andy (leur propriétaire), prennent vie et nouent entre eux des relations d'amitié, d'amour et de haine ; dans la chambre d'un pré-adolescent fluide d'aujourd'hui, jouets et jouets sexuels se mélangent : les poupées marchent dans des forêts de vibromasseurs, d'appareils de massage, d'anneaux phalliques, de vagins artificiels et de godemichés, comme des astronautes sur une planète inconnue à la recherche de la route perdue qui mène à l'identité de leur propriétaire.
    Hello Kitty est une icône à la fois enfantine et érotique. Créé à Tokyo par la designer Yuko Shimizu en 1974, le merchandising de Hello Kitty, sous licence ou non, réalise un milliard de dollars par an : de la papeterie aux avions, des jouets aux vêtements, aux préservatifs, à la vodka, aux dessous, jusqu'aux vibromasseurs.
    Pour un Italien qui ne connaît pas l'allemand, « Kitty die Katze » (Kitty la chatte) sonne ironiquement comme « Kitty il cazzo » — Kitty la bite.
    Francoforte sul Meno · 2022 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  2. 60. A112 L'Autobianchi A-112 a un moteur poussé à quatre cylindres en ligne avec arbre à cames latéral,
    903 centimètres cubes de cylindrée et 44 chevaux de puissance maximale.
    Elle met 13,7 secondes pour passer de 0 à 100 kilomètres à l'heure.
    On en déduit que le moteur peut avoir une puissance supérieure à celle déclarée par le constructeur, peut-être 47 chevaux.
    Elle a une boîte manuelle à 4 rapports qui la pousse à frôler les 140 kilomètres à l'heure, mais si l'on dépasse les 100, elle consomme démesurément, et le super est à 1 510 lires le litre.
    C'est pourquoi Aldo a décidé que demain nous nous lèverons tôt et que nous reprendrons la nationale.
    Il est 19 heures, nous sommes assis sur un banc du parc, je viens de finir de visiter tous les stands de la Biennale de Venise.
    Depuis ce matin dix heures Aldo m'attend ici ; il a lu le journal de la première à la dernière page et a trouvé une solution pour éviter de dépenser une fortune en carburant : il a l'air très satisfait.
    La consommation démesurée n'est pas le seul problème de l'A112 : les 47 chevaux engendrent une vibration qui endort le passager et engourdit les bras du conducteur.
    Pour cette raison, pendant le voyage sur la nationale, nous nous arrêtons tous les 100 km pour un café, une Gitanes sans filtre et une lecture rapide des journaux locaux.
    Nous choisissons des cafés d'aspect aristocratique mais bon marché.
    Chaque café a sa terrasse avec cendriers, son dialecte et son histoire.
    Aldo me raconte tout ce qu'il sait de ces endroits.
    Il nous semble que le fait d'avoir une histoire rend plus acceptable l'existence de cette série infinie de villages aux noms absurdes.
    Ca' Sabbioni, Fiesso, Selvazzano Dentro, Oppeano, Trevenzuolo, Goito, Acquanegra, Pizzighettone…
    Maisons nobles croisées entre elles qui firent naître jalousies et guerres, apparitions de prétendues madones foudroyées, terres envahies par les Boches, reprises par les garibaldiens, occupées par les partisans.
    Villages sièges d'usines mastodontes, théâtres de guerres napoléoniennes, centrales de marchands, de trafiquants, de fugitifs, d'exilés istriens.
    Aldo continue de me raconter pourquoi existe ce qui nous entoure ; moi j'observe le monde qui se construit autour de moi à travers le déflecteur à la curieuse forme triangulaire ; tout se mélange dans ma tête tandis que je me laisse bercer par les 47 chevaux, au galop dans un rêve.
    À l'avenir j'éviterai toujours les autoroutes de la vie.
    Merci Aldo.
    Milano · 2016 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  3. 69. Life is a game — Texte d'introduction à la série « Anconette del cuore » La vie est un jeu indépendant de la raison,
    elle traverse les limites physiques de la réalité pour déboucher dans l'esprit.
    La vie est un jeu libre, et l'art est un jouet
    qui abandonne le rôle de fétiche
    pour revenir à sa nature ludique et sacrale,
    car seul le jeu « sérieux » (le jeu joué par les enfants)
    sait nous élever à ces cimes de beauté et de sainteté
    interdites à la raison.

    Il ne faut pas la prendre trop au sérieux, ce n'est que notre vie,
    une danse avec beaucoup de faux pas,
    une fureur pleine de caresses,
    un jeu sublime auquel on ne peut pas perdre.

    Si toute notre construction sociale, culturelle et artistique naît en première instance comme
    jeu, nous pouvons imaginer que jouer et vivre soient la même chose.

    La vie est le jeu de ne rien savoir,
    d'où l'on vient et où l'on va,
    un jeu open world et open outcome.

    Jouer devrait être le premier commandement, l'Italie devrait être une
    république fondée sur le courage de jouer à la vie.
    Dans Toy Story 2, Stinky Pete est une poupée de vieux chercheur d'or ; il n'a jamais été sorti
    de sa boîte d'origine, il n'a jamais vécu, et il voit son exposition au musée
    de Tokyo comme l'unique possibilité de rédemption pour son existence.

    Si nous ne jouons pas notre vie,
    personne ne pourra en jouir,
    même pas plus tard,
    même si elle est conservée en parfait état,
    jamais utilisée.

    Le jeu et le jouet sont une métaphore de notre pouvoir sur le monde qui nous entoure, le souvenir de notre être tout-puissants et créateurs de l'avenir qui nous attend.
    Les petits retables que j'ai réalisés sont des écrins de nos jeux passés, en perpétuel souvenir de ce que nous avons été enfants, de ce que nous nous sommes créés nous-mêmes autour de cet enfant qui habite encore en nous.
    Les petits retables sont des écrins de souvenirs, des fenêtres spatio-temporelles capables d'arrêter le temps à un instant précis, dans un moment d'intime contemplation et de méditation.
    Ils peuvent se prêter à contenir des objets du propriétaire ou des icônes d'un temps qui n'est plus ; ce sont des boîtes du temps passé, icônes immortelles, vœux à des divinités profanes, petits drapeaux sur la ligne du temps, ex-voto, avec images, musique, parfums, mots, murmures ; ce sont des suggestions, des évocations du temps passé.
    Leur sacralité tient à ce qu'ils naissent fermés, secrets, occultes aux yeux de tous sauf aux nôtres. Leur intérieur, doré et laqué, représente le cœur, l'enfant en nous, la musique et le son de ce souffle de temps de notre vie.
    Les petits retables sont les coffres-forts des souvenirs du cœur.
    La boîte qui contient notre cœur a subi les intempéries de la vie, comme l'église romane ; la boîte qui contient notre cœur n'a rien de beau, elle est rouillée, et seule la bonne clé permet de l'ouvrir.

    Le culte surgit et grandit comme jeu sacré, la poésie naquit dans le jeu et continua de vivre sous des formes ludiques, musique et danse étaient jeu pur, sagesse et savoir se manifestèrent dans des joutes sacrées, les conventions de la vie noble étaient fondées sur des formes de jeu ; la culture, dans ses phases originaires, est jouée, la culture se développe dans le jeu et comme jeu.
    Johan Huizinga

    Après avoir tenu votre enfant amoureusement dans vos bras, vous serez capables de regarder en profondeur.
    Thich Nhat Hanh

    Visualisez-vous comme un enfant de cinq ans, et invitez cet enfant à rester avec vous, ce garçon ou cette fille qui est encore vivant en vous
    Thich Nhat Hanh

    Une chose qui ne contient ni utilité ni vérité, ni valeur de comparaison, et n'a pas non plus de facultés nuisibles, doit être jugée au mieux selon la grâce qu'elle a et le plaisir qu'elle donne.
    Un tel plaisir est le jeu.
    Platon

    Dans le dialogue platonicien Nomoi (Les Lois), il est dit : […] l'homme […] n'est qu'un jouet fabriqué par les dieux, et c'est en effet sa meilleure part. En conséquence de cette conception, chaque homme et chaque femme doivent vivre en jouant ce jeu du mieux possible.
    Platon

    Partout où l'on travaille et où l'on produit, nous ne sommes pas avec les divinités et nous ne sommes pas nous-mêmes divins. Les dieux ne produisent pas, ni ne travaillent.
    Byung-Chul Han

    Au milieu de la crise financière, il s'est produit en Grèce quelque chose qui ressemble à un signe venu du futur. Des enfants ont découvert une grosse liasse de billets dans une maison en ruine et en ont fait un usage tout nouveau : ils se sont mis à jouer avec et à les déchirer.
    Ces enfants anticipent en quelque sorte notre avenir : le monde est en ruines. Parmi ces ruines, nous jouons — comme ces enfants — avec des billets, et nous les déchirons. Ces enfants grecs profanent l'argent, le capital, la nouvelle idole, en en faisant un tout autre usage, à savoir en jouant avec. La profanation transforme soudain l'argent, aujourd'hui si fétichisé, en un jouet.
    Byung-Chul Han

    Qui nolet fieri desidiosus, amet.
    (Que celui qui ne veut pas devenir oisif aime.)
    Torino · 2018 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  4. 75. Megamix Le kaléidoscope des images imaginées

    Il y a, dans mon cerveau, une quantité immense d'images emmagasinées, plus ou moins utilement, qui surgissent aux moments les plus imprévus : ce sont des notes visuelles archivées dans la vaine tentative de rassasier mon besoin de connaître les choses. Images déformées, usées par le temps, revues et reconsidérées à la lumière d'événements ultérieurs, dissociées, isolées de leur contexte, distordues par l'inévitable amnésie qu'apporte la vie, par l'assaut et le pillage perpétuels des mythiques petits chameaux de la mémoire. Images de ma vie, des films et des émissions de télévision, des clips musicaux, des expositions et des musées, des spots publicitaires, des icônes du genre humain, des livres et des histoires, jusqu'aux images de mes rêves.
    Les éléments dissonants retrouvent leur accord visuel et conceptuel, chromatique et formel, comique, cosmique et surréel, dans le fruit pictural.
    Personnages et paysages, intérieurs et espaces, d'un grand épisode crossover, né de ma « volupté de voir », de ma promenade dans les pièces secrètes de mon cerveau, comme un flâneur à l'intérieur du voyage fantastique d'Asimov.
    À travers ce jeu de recherche, le collage des références visuelles devient une sublimation intellectuelle continue, pleine de spéculations sur la valeur iconique des images et des symboles qui interagissent entre eux, créant un récit qui ne peut faire abstraction de la place naturelle des images elles-mêmes, mais qui ne peut pas non plus s'empêcher de tracer de nouvelles
    narrations et de nouveaux parcours de sens. Le kaléidoscope des images imaginées par soi-même et par les autres reflète dans un miroir déformant l'image de ce que nous avons vu, de ce que nous avons cru voir, de ce que nous voyons à distance de temps, dans un continuel regarder-expérimenter-considérer-réinventer-regarder de nouveau, à l'infini. Nous créons à partir de ce que nous avons vu et éprouvé, recréant à l'infini le monde dans lequel nous imaginons vouloir vivre.
    Bari · 2021 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  5. 65. Photocratie (Article pour la revue Effetto Arte) L'été.
    Le temps où nous abandonnons notre demeure pour un lieu autre, n'importe lequel.
    L'artiste voyage lui aussi, au milieu des autres fugitifs, et observe l'exode post-atomique.
    Dans les belles ruelles italiotes, c'est tout un plateau de tournage d'hommes et de femmes qui se photographient les uns les autres en prenant la pose à force de cris ; les images ainsi produites partent des téléphones pour rejoindre les appareils d'autres personnes, vraisemblablement occupées, à leur tour, à immortaliser des parents devant des paysages exotiques.
    Si l'on pouvait tracer ce trafic de souvenirs visuels, on découvrirait que nous sommes accidentellement présents dans les photos de vacances de bien d'autres gens, et que nos images servent à décrire les vacances imaginaires d'employés de centres d'appels.
    Des Alpes aux pyramides, le raptus instantané contamine chacun : nous devons produire la preuve prouvée d'avoir été vraiment dans ce lieu aujourd'hui ; tous doivent savoir que nous jouissons de la vie, aujourd'hui.
    Nous engorgeons nos mémoires numériques, nous remplissons nos disques durs d'images de notre bonheur mondain !
    Bien qu'il soit certain que tout a déjà été photographié au moins une fois, nous sommes sûrs que cela n'a pas été photographié par nous, et cela nous suffit.
    Nous documentons pour la postérité, pour l'histoire, à future mémoire numérique.
    Naissent des espaces virtuels de partage où nous pouvons raconter notre vie de vacancier en images, nos exploits, nos conquêtes, notre regard sur le monde en pause ; nous vendons notre image imaginaire de nous-mêmes.
    Nous cherchons à la faire voir au plus grand nombre, nous partageons, nous promouvons les images de nos vacances comme si c'étaient des produits, nous ensorcelons les inconnus afin d'en faire nos abonnés : que celui qui m'aime me suive.
    Mon bonheur, mon amusement, mon plaisir, je les vends au prix d'un instant de ton temps, celui qu'il te faut pour dire que tu aimes, que tu apprécies, que tu voudrais me connaître.
    Que reste-t-il de cet immense trafic d'information visuelle du plus mauvais goût ?
    Rien.
    C'est nous-mêmes qui effaçons la plupart des clichés qui nous avaient semblé fantastiques : sur l'un on voit que nous avons grossi, sur l'autre la petite nièce a fait les cornes, et sur celui-ci un artiste crétin est passé devant le soleil couchant.
    Seule une part infime finira sur nos réseaux sociaux, où elle restera dans les siècles des siècles, ineffaçable, Amen.
    Plus que les quinze minutes de célébrité, c'est une vie entière passée à décrire comment nous aimerions être, comment nous aimerions vivre, comment nous voudrions que les autres nous voient.
    Autrefois on pouvait empoisonner l'existence des amis et des parents avec la projection de vingt chargeurs de diapositives ; les plus hardis avaient produit en vacances une vidéo au format VHS, avec commentaire sonore lu par le guide touristique ; aujourd'hui la photographie et la vidéo documentaire sont gratuites, comme la démocratie.
    Tous peuvent photographier, filmer, voter, former des partis politiques, et ils le font vraiment, sans vergogne, indépendamment de leur culture ou de leur compétence.
    L'artiste observateur, analysant à fond la situation, se rend compte qu'il n'existe que quatre solutions pour jouir d'un panorama ou visiter un monument à cette époque :
    A) Chercher la photo du panorama ou du monument sur internet.
    B) Se lever à cinq heures du matin — et certains le font, mais pas les artistes, qui sont trop paresseux.
    C) Aller au café lire un bon livre de science-fiction.
    D) Aller vivre en Corée du Nord.
    Tandis que nous méditons sur la conduite à tenir, une fille prend une photo d'une amie qui est en train de se photographier toute seule ; les cloches sonnent à toute volée ; aujourd'hui est mort un autre art, et les photographes rejoignent les peintres dans l'éden des inutiles, merveilleux entêtés d'autrefois.
    Viendra-t-il une jeune vierge pour repenser à zéro l'idée même de photographie ?
    Une providentielle pluie solaire détruira-t-elle le monde numérique en rendant sa dignité à l'artiste photographe ?
    Nous pouvons simplement nous rassurer avec la certitude que la mémoire numérique sur laquelle nous sauvegardons nos images n'arrivera pas intacte aux archéologues de l'an 4000, empêchant les historiens de marquer notre époque comme la plus pathétique de toutes.
    À l'école on nous force à avaler des lectures déchirantes et des visions aberrantes d'époques ensevelies, et cela uniquement à cause de l'immortalité du papier et du papyrus ; notre époque, au contraire, produit des quantités disproportionnées d'information inutile qui s'autodétruit en un
    acte inconscient d'écologie profonde.
    Siracusa · 2017 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  6. 80. Une pensée inconnue au silicium La machine de 2023 est « intelligente ».
    Elle peut créer, même si elle ne peut pas dire pourquoi elle le fait.
    La machine est notre marionnette, à laquelle nous voulons attribuer de l'intelligence ; nous voulons pouvoir dire que nous avons été assez habiles pour insuffler une intelligence supérieure à la nôtre dans une de nos créations.
    L'« intelligence » artificielle d'Instagram discrimine les publications selon les symboles qu'elles contiennent ; cela est arrivé récemment à une publication représentant un de mes tableaux.
    Le paradoxe numéro un de l'affaire est que la publication masquée (censurée) entendait faire réfléchir sur le rôle des médias dans l'histoire récente et sur leur capacité à manipuler la vérité en faveur du pouvoir.
    L'œuvre représente le Super Mario de la Toei, coiffé d'une casquette nazie, peint à l'huile sur une page originale du Corriere della Sera du 13 avril 1945.
    À cette époque, l'Italie s'était rendue aux Alliés depuis deux ans, mais notre principal quotidien titrait : « Volonté de fer de combattre jusqu'à la victoire », à côté d'une photo de Hitler et Mussolini occupés à planifier leurs mouvements militaires sur une carte.
    Les articles de la page racontent une réalité d'une fantaisie hyperbolique, dans laquelle on tient pour acquis que les fascistes réussiront sous peu à gagner la guerre en Italie et dans les colonies, avec leur allié allemand.
    Dans l'excellente série située dans une réalité parallèle à la nôtre, « Le Maître du Haut Château », dirigée par David Semel (Amazon Prime Video), l'Axe a gagné la guerre, l'Allemagne et le Japon se sont partagé le monde ; les fascistes italiens ne sont cités dans aucun des 40 épisodes. Le titre du Corriere de 45 ne trouve pas d'écho même dans une œuvre de fiction dystopique, quatre-vingts ans plus tard.
    Dans la réalité, le 13 avril 1945 les Allemands étaient en train de perdre Vienne face aux troupes de Staline ; douze jours plus tard l'Italie serait libérée par les Américains, et quinze jours plus tard Mussolini serait exécuté par les partisans.
    Le directeur du Corriere, Ermanno Amicucci, choisit en ces jours-là de manipuler la réalité, parce que le pouvoir était encore entre les mains des nazis (qui avaient occupé Milan) et des fascistes de la République sociale italienne.


    Aujourd'hui plus encore qu'en 45, le seul pouvoir qui meut tous les autres est le pouvoir économique ; pour cette raison internet n'est plus le lieu de liberté d'expression et de libre circulation des informations que nous avions contribué à construire au début du millénaire : le kraken économique s'est emparé de notre jouet en le muant en une machine à sous.
    Instagram et les autres réseaux ne font pas exception : ils ne servent pas à se connaître, à partager ou à communiquer, mais à créer un marché.
    La censure, dans ce contexte, est opérée par d'anonymes « intelligences » artificielles, dans le but de favoriser les échanges et la création de valeur économique qui en découle.
    La tentative est de réduire autant que possible le matériel controversé, les discriminations, les informations alternatives, la violence, etc., afin de créer un espace le plus inclusif possible, dans lequel on puisse vendre et acheter en toute confiance et sécurité ; la culture et l'art devraient donc se plier à cet impératif.
    On vend mieux en divertissant, en parlant de balivernes, en maintenant le niveau du récit compréhensible par tous ; c'est pourquoi la plupart des publications que nous voyons racontent des accidents tragicomiques, des femmes séduisantes et, naturellement, des produits achetables d'un seul effleurement des doigts.
    Celui qui est né dans les années soixante-dix en Italie, comme celui qui écrit, se souvient, parmi les diverses saletés dont nous avons été témoins, de la naissance des télévisions privées, dans lesquelles pour la première fois la bêtise, les balivernes et les gros seins représentaient le thème dominant de la plupart des programmes. La collecte publicitaire fonctionnait si bien avec ces thématiques que la Rai dut se rendre à l'évidence, à tel point qu'aujourd'hui il n'y a aucune différence entre les deux chaînes, hormis la redevance.
    On peut dire que Berlusconi fut le premier à le comprendre, donc le meilleur du point de vue entrepreneurial, par conséquent le plus riche, et ensuite le plus voté.
    Président du Conseil des ministres de la République italienne, pressenti pour devenir Président de la République — s'il s'était seulement rendu compte que l'électorat adore les balivernes et les gros seins, tolère les prostituées, mais ne pardonne pas aux michetons.


    Un second paradoxe d'internet en 2023 est la bureaucratisation de son usage.
    Aujourd'hui, pour accéder à Instagram nous devons fournir nos données et accepter toutes les clauses, qui peuvent changer au gré du réseau ; pour demander la révision d'une décision de censure d'un de nos contenus nous devons préciser le numéro de la réclamation ; si notre réclamation n'est pas prise en considération — nous ne savons pas si par un être humain ou par une autre « intelligence » artificielle — nous pouvons faire appel auprès du « Comité de surveillance » (Oversight Board), un groupe qui se déclare tiers par rapport à Instagram, en fournissant de nouveau le numéro d'une nouvelle demande de révision.
    Le comité fait savoir qu'il ne prend en considération que certaines des demandes qu'il reçoit, et nous demande d'accepter d'autres clauses sur nos données personnelles.
    Dans le roman « Le Guide du voyageur galactique » de Douglas Adams, les Vogons sont une race d'extraterrestres bureaucrates : un Vogon voyant sa propre grand-mère attaquée par une bête féroce ne lèverait pas le petit doigt pour la défendre sans un ordre écrit, contresigné en trois exemplaires, envoyé, renvoyé, réclamé, égaré, retrouvé, soumis à une enquête publique, à nouveau égaré et enfin enfoui trois mois dans la tourbe avant d'être recyclé en allume-feu.



    Le football est un autre marché que nous nous obstinons à appeler autrement (un jeu), pour satisfaire le pouvoir économique qui s'est emparé du jouet ; l'« intelligence » artificielle cherche à réduire la marge de l'erreur humaine (erreur qui pourrait causer d'importantes pertes économiques aux propriétaires des équipes-jeux) par des mécanismes automatisés. L'erreur humaine fait partie du jeu, et celui qui la commet en assume la charge en personne ; tandis que lorsque nous confions à la machine la tâche de décider, nous assistons au paradoxe de l'inconcevable erreur de la machine, ou de l'arbitre humain qui désavoue la machine et confirme son évaluation erronée. La seule erreur est celle de fond : considérer un jeu à l'égal d'un jeu de hasard, un divertissement à l'égal d'un travail, une joute à l'égal d'un spectacle.


    L'« intelligence » artificielle déduit, d'un symbole présent dans l'œuvre, que l'œuvre en question a quelque chose à voir avec le nazisme ; elle reconnaît le symbole et le compare au même symbole présent dans une base de données relationnelle compilée par des humains, dans laquelle la croix gammée est mise en relation avec des termes tels que nazisme, violence, antisémitisme, Seconde Guerre mondiale, etc.
    Pour décider si le symbole fait l'apologie du nazisme, condamne le nazisme, ridiculise le nazisme, ou s'il s'agit de la svastika bouddhiste (pratiquement identique mais aux significations totalement différentes), la machine devrait connaître l'histoire italienne, lire l'article, connaître l'auteur, connaître la signification de Super Mario pour l'auteur, mais surtout accomplir un saut quantique aujourd'hui impossible pour une machine : elle devrait penser.
    Le seul espoir dans ce domaine d'études est que le niveau de la pensée critique humaine se réduise à tel point, grâce au contrôle de la technologie, qu'il s'approche du non-penser artificiel, rendant les deux « intelligences » à peu près identiques.
    Le processus est déjà en cours depuis des années et les résultats sont bien documentés ; il serait toutefois plus opportun de parler de stupidité naturelle plutôt que d'intelligence artificielle, pour autant que les deux termes soient destinés à devenir synonymes.
    Santo Stefano Roero, CN · 2022 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  7. 63. Distractions d'art (Article pour la revue Effetto Arte) Peut-être les poètes et les écrivains travaillent-ils en silence. À vrai dire moi aussi : quand j'écris pour vous ou pour moi, j'ai coutume de le faire sans distractions visuelles ni acoustiques ; mais pour quelle étrange raison l'artiste visuel, dans l'acte de porter son idée sur la toile ou dans la matière, éprouve-t-il le besoin inné de se distraire ?
    Il faudrait mener une enquête scientifique pour en comprendre les raisons : peut-être l'anxiété de voir un bon résultat se mue-t-elle en peur de finir trop vite ; peut-être sommes-nous saisis par l'habitude enfantine de faire nos devoirs en regardant les dessins animés ; ou peut-être, tout simplement, travailler fatigue.
    Quoi qu'il en soit, dans les ateliers d'art on peut observer différentes manières dont l'artiste aime se distraire, des plus classiques aux plus hardies et créatives.
    Le café représente certainement la première et universelle distraction de tout atelier d'art ; l'essentiel est d'utiliser la cafetière moka et non les modernes machines à capsules : le temps nécessaire pour que l'eau passe de la chaudière à travers le café jusqu'aux tasses nous permet un bref repos et deux mots avec les assistants, les galeristes, les visiteurs, ou, à défaut, avec des personnages imaginaires ; de plus, nous restons certains qu'après un bon café notre travail avancera plus vite.
    En réalité, au huitième café de la journée, le corps accoutumé n'en retire aucun bénéfice ; en outre, beaucoup aiment fumer d'interminables cigares justement après un bon café, ce qui rend les ateliers d'art plutôt enfumés et presque entièrement privés d'oxygène, ce qui contribue à une légère somnolence diffuse.
    Mais alors le café ne sert à rien, se dit-on.
    Le téléphone, à l'égal du café, est une continuelle et bienheureuse source de distraction : il pépie à chaque message, chaque partage sur facebook, chaque message de l'opérateur, chaque rendez-vous et rappel ; il piaille pour annoncer amis, parents, collègues et numéros inconnus qui veulent nous enjôler avec des offres et des histoires incroyables, évidemment inspirés par un ange qui a pris en pitié notre condition ennuyée d'exécutants de notre propre idée créative.
    Dernier motif classique de distraction : les questions de vos assistants et collaborateurs, questions presque toujours pertinentes et dues au fait que vous ne leur avez exprès pas bien expliqué le travail à faire, afin qu'ils puissent vous déranger au plus vite ;
    pour trancher les doutes sur la teinte du gesso à étendre sur les toiles ou sur la teinte du monochrome à utiliser, il n'y a rien de mieux que de s'arrêter un instant et, avant tout, de préparer un bon café.
    Et voilà que le cycle recommence.
    Mais pour beaucoup tout cela ne suffit pas, et voici naître, à côté des chevalets, des palafittes semi-mobiles constituées de livres d'art, qui accueillent à leur sommet des téléviseurs de soixante pouces, des systèmes surround avec caissons de basses amplifiés capables de renverser ou de faire exploser tous les verres du quartier, des systèmes plus ou moins élaborés pour écouter de la musique, des livres audio, des conférences, regarder des matchs de football, dicter des mémoires, nouer des rapports d'amour et de travail.
    Tout cela pour se distraire un tantinet et ne pas avoir cette terrible sensation d'être au travail.
    Le besoin de distraction est une pathologie qui, tôt ou tard, frappe tout artiste et tout créatif ; autant s'y résigner et choisir la distraction que vous préférez. Je conseille les lectures de classiques et la musique en direct : le fait d'avoir quelqu'un derrière vous qui lit, joue ou parle vous aidera aussi à avancer dans votre travail, ne serait-ce que par une question d'ego.
    Le prix atroce que l'on paie à ce syndrome consiste, naturellement, à passer le samedi et le dimanche seul à l'atelier, à finir le travail mené mollement pendant toute la semaine — un prix qu'au fond on paie volontiers, parce qu'il nous fait nous sentir vraiment passionnés par notre travail.
    Torino · 2017 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  8. 78. Vecchia Mistica Fica Zione Notre monde à présent est faible et vieux, le sang versé pue, il est infecté. (CCCP)

    Vecchia — Vieille
    La société des années vingt est vieille, le pouvoir est aux mains de vieillards qui n'ont rien de sages et qui résistent à leur destin en se faisant un bouclier des corps de leurs enfants et petits-enfants.
    Dans les comptes en banque de cette multitude d'octogénaires gît ensevelie, bloquée, hibernée, l'énergie pour construire l'avenir.
    Ils nous racontent la fable du bon temps de leur époque, eux qui ont enseveli leur âme, leur mémoire, qui ont vendu la liberté en espérant recevoir une vie et une retraite éternelles.
    Ils vivent une vie imaginaire, de substitution, une idée de la vie qu'ils n'ont pas eu le courage de vivre, et ils restent accrochés le plus longtemps possible au déambulateur de la survie.
    En réalité, il s'agit de nos parents : est-ce leur faute si nous n'avons pas travaillé vingt heures par jour et n'avons pas fait cinq enfants chacun, comme autrefois ?
    La société dans laquelle nous vivons, celle où grandissent nos enfants, a été pensée et est gérée par des vieux qui vivent dans un monde de privilèges auquel les moins vieux n'ont pas accès.
    Les disparités sociales entre classes ont cédé la place aux disparités générationnelles ; les dispositions prises pendant la crise du Covid ont rendu encore plus claires les priorités du gouvernement et l'identité des personnes que l'on a choisi de protéger.
    Écoles, gymnases et discothèques fermés, circulation des personnes empêchée, petits commerces fermés et économie arrêtée, art et culture traités comme des oripeaux inutiles, afin de protéger la tranche des personnes âgées.
    Pendant ce temps, les enfants du covid dorment dans un campement de tentes derrière la gare de Termini.

    Mistica — Mystique
    À l'homme des années vingt on a ôté l'âme, l'élan mystique vers la recherche d'une vérité surnaturelle ; la recherche spirituelle est considérée comme une activité puérile, un résidu de crédulité populaire.
    L'idée du bonheur se réduit à occuper une position enviable, à n'importe quel prix, une reconnaissance extérieure qui nous permette de nous sentir meilleurs ; les pauvres et les désespérés servent à affirmer notre capacité d'être supérieurs. Les « autres » sont tenus aux marges au motif qu'ils seraient pires que nous, incapables de « s'élever » à notre niveau, représentant ainsi l'unique certitude absolue de notre affirmation relative.
    Même l'être humain établi et enrichi continue de travailler avec acharnement pour tenter de « s'élever » davantage, afin de construire un nouveau niveau depuis lequel marginaliser d'autres moins riches et moins populaires, et démontrer sa propre grandeur relative supplémentaire.
    Ceux qui ont réussi sont vénérés à l'égal des Saints, ils deviennent des Maîtres ; on étudie leur biographie, leur philosophie, leurs actions éthiques ou non, à la recherche de la pierre philosophale qui les a rendus tels que tous voudraient être.
    La reconnaissance de la société représente l'approbation de Dieu.
    La mystique, comme contemplation du divin par laquelle l'âme s'élève à sa perfection suprême, a été remplacée par l'« élévation » en clé économique et de rôle social, méritocratique, de capacité à produire de la richesse, à susciter du consensus.
    La reconnaissance de la part de la société occupe la première place dans la satisfaction des gens ; être populaire est considéré comme l'unique manière de « s'élever », de laisser une trace, de gagner l'immortalité.
    Le rôle de l'art dans la participation à la recherche de vérité intérieure du spectateur s'avère, dans ce contexte, tout à fait inutile, naïf, puéril, autant que l'élévation spirituelle, la religion, la sorcellerie.
    Aucune recherche intérieure n'est nécessaire si la seule élévation possible peut advenir à l'extérieur et depuis l'extérieur, si la vérité n'existe que comme somme de mystifications.
    Dans ce paradigme, la poussée vers le haut doit se faire au moyen d'une pyramide d'autres êtres humains, les premiers écrasés sous les pieds et les corps des autres, qui doivent nous soulever en peinant, heureux de participer à notre succès et impatients de se faufiler sur la même voie.
    On se piétine mutuellement en espérant choisir le bon côté de la pyramide et arriver le plus près possible du sommet des cadavres et des esclaves au-dessous de nous, vers la gloire et la reconnaissance du Dieu social.
    Dans ce cadre, l'œuvre d'art a une valeur strictement économique, un investissement en vue d'un gain futur. L'artiste a une capacité à produire des œuvres de valeur en fonction de sa propre notoriété. Le rôle du galeriste et du collectionneur, comme celui du conservateur de musée, se réduit à l'analyse de la perspective économique de l'artiste et de ses œuvres.


    Misticazione — Mystification
    L'histoire a toujours été écrite par les vainqueurs, par le pouvoir politique et militaire.
    Aujourd'hui le passé, l'histoire, le présent et l'idée de l'avenir sont écrits par le pouvoir technologique et médiatique de mystifier la réalité, de gratifier l'ego des destinataires d'un message, jusqu'à les amener à croire que le succédané de réalité qu'ils observent est la réalité même.
    Le recours au succédané est de plus en plus présent dans chaque aspect de la vie humaine, et il est vécu par la plupart des gens comme innovant, écologique, émancipateur, sain, améliorant, sûr.
    Les animaux domestiques, les robots, les poupées de silicone servent de succédanés d'enfants, de maris, d'épouses, d'amants et de petits-enfants ; la chirurgie plastique sert à produire des corps et des identités sexuelles de substitution ; la pornographie et le sexe protégé permettent de suppléer à l'acte sexuel lui-même ; les aliments synthétiques, vegan, les barres nutritionnelles, les médicaments qui permettent d'obtenir des performances dans tous les domaines — les êtres humains eux-mêmes sont des succédanés d'eux-mêmes.
    Vers les espaces les plus intimes et les plus fondamentaux de notre existence, on promeut des produits, des idées et des comportements qui cherchent à nous éloigner de la vie réelle, vers une vie fictive, virtuelle, synthétique, dans laquelle l'expérience intérieure est remplacée par l'image mystifiée que la société a de nous.
    Un mensonge répété à l'infini ne devient pas vrai, mais il fait de la mystification une pratique socialement acceptable ; le sens du vrai se perd derrière la conscience que toute vérité pourrait contenir, en tout ou en partie, une mystification.
    La personne la plus habile et la plus généreuse peut paraître, dans ce contexte, trop belle pour être vraie ; la personne la plus méprisable peut paraître sanctifiée par des vérités inventées.
    En acceptant de déléguer le pouvoir de définir la vérité au système technologique et médiatique, nous acceptons de vivre dans un tourbillon d'information produite pour soutenir une mystification plutôt qu'une autre.
    Le pandémonium causé par le coronavirus a rendu plus appréciable encore l'idée d'une expérience de vie de substitution, masquée, dans laquelle nous cherchons la reconnaissance du groupe sans avoir à rencontrer les individus.
    Ce seront encore les vainqueurs d'une guerre faite de mensonges qui écriront l'histoire de nos jours, mais les capacités technologiques auxquelles nous sommes parvenus nous permettront de créer des mystifications de proportions jamais vues.
    Nous nous mentons à nous-mêmes, et chaque jour il est plus difficile de nous y surprendre ; la vie de substitution phagocyte la vie réelle.

    Fica — Chatte
    La pornographie a remplacé et suppléé la sexualité ; le porno est aussi le premier champ d'application des nouvelles technologies, qui s'affirment et trouvent leurs standards dans ce domaine, en raison des budgets élevés dont il dispose.
    L'industrie pornographique se concentre aujourd'hui d'un côté sur la catégorisation maniaque des différents genres pornographiques — incluant, outre la race, les proportions corporelles, le nombre de participants, l'âge, la couleur des cheveux, l'orientation sexuelle, etc. —, de l'autre sur la possibilité de rendre plus immersive l'expérience de consommation des contenus, à un coût accessible à tous.
    L'objectif est de créer un parfait succédané de l'acte sexuel en éliminant l'acte lui-même, par l'élimination de l'autre, remplacé par un écran, un casque, une poupée, un robot : l'expérience de la sexualité ne doit pas être partagée et peut répondre aux attentes spécifiques de l'usager.
    L'usager peut choisir exactement ce qui doit arriver ou ce à quoi il veut assister ; il n'y a ni surprises ni risques d'aucune sorte.
    La sexualité comme union profonde avec un autre être humain, et comme instant de béatitude, doit être remplacée par un acte réaliste et mécanique, essentiellement faux mais plus proche de nos préférences, plus facile, plus sûr.
    Le sexe comme fonction primaire et irrenonçable de l'expérience humaine peut être mis de côté et remplacé par une mystification qui satisfasse la pulsion sans compromettre notre solitude aseptisée.
    Le contact avec un autre être humain est vécu comme potentiellement dangereux au niveau physique et psychologique ; la satisfaction de nos pulsions primaires doit advenir sans conséquences ni sentiments de culpabilité, en s'interfaçant avec une machine qui n'a pas de conscience, qui ne peut ni choisir ni souffrir. Les organes sexuels, jadis vénérés et utilisés comme symbole de virilité et d'abondance, ont déjà perdu une part de leur fonction et de l'importance qui s'ensuit : l'acte sexuel, la présence d'un sexe masculin et d'un sexe féminin, la fertilité des deux personnes impliquées, ne sont plus nécessaires à la conception.
    L'acte lui-même s'est déplacé de la zone génitale à la zone cérébrale ; le sexe des années vingt est métaphysique pure.

    aZione — Action
    L'artiste des années vingt doit HURLER qu'au moins UN n'est pas disposé à se mirer dans les mensonges qu'on nous raconte chaque jour.
    Roma · 2020 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  9. 58. D'IO Ayant fini d'explorer le monde prochain qui l'entoure, l'enfant tourne pour la première fois le regard vers lui-même.
    Dans la mare profonde creusée par Némésis ou dans le miroir de la salle de bains,
    il met ses yeux à l'intérieur de ses propres yeux et découvre qu'il regarde quelqu'un d'autre : Dieu.
    Un instant il reste interdit, à s'observer renversé dans la couleur de son iris.
    Le paysage à jamais changeant autour de sa propre pupille lui parle de paysages extraterrestres.
    Distrait par un animal derrière les buissons, ou par le téléphone qui sonne dans le couloir,
    l'enfant revient au monde en oubliant ce qu'il vient de voir.
    Un Dieu ami si proche semble trop facile à trouver, et ne peut pas être vrai.
    L'enfant détruit et construit, cherchant Dieu dans les yeux des autres, et, devenu homme, il se retrouve à se regarder dans les
    yeux, découvrant dans son iris un paysage changé par des cratères, blessé par des collisions avec d'autres corps célestes, réchauffé
    par des soleils ou glacé par la mort d'étoiles implosées.
    De nouveau l'enfant devenu homme voit Dieu et, la chair de poule, se met à lui parler : il veut savoir qui il est, et où il doit aller.
    Dieu le fixe stupidement depuis le miroir sans donner la moindre réponse, et l'adulte a la sensation de parler tout seul.
    Un enfant qui pleure ou un réveil qui sonne ramènent l'adulte dans le monde.
    Un Dieu qui ne répond pas est un Dieu sourd, un Dieu méchant, et un Dieu qui n'existe pas.
    Jusqu'à ce que l'adulte devenu vieux se retrouve le matin devant lui-même en se lavant le visage :
    le paysage extraterrestre de ses yeux, dont il vient et où il est sur le point de retourner, a encore changé ;
    le Dieu qui l'habite l'attend, impassible, parmi des entrelacs de fleurs, des ombres d'animaux mythologiques, des arcs-en-ciel de pelotes colorées.
    L'enfant devenu homme devenu vieux partira à la rencontre, dans ses propres yeux, de D'Io — de Dieu et du Moi.
    Alassio · 2008 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  10. 73. Pigeons italiques J'étais obsédé par le mystère des pigeons et de leur venue sur la terre, de leur but.
    Je supposais qu'ils pouvaient être des créatures multidimensionnelles, des spectres incorporels impossibles à attraper ;
    puis j'ai compris qu'il s'agissait d'animaux extraterrestres qui se reproduisent par une auto-explosion laissant le corps du vieux pigeon écrasé sur la chaussée, et un nouveau pigeon identique, mais jeune, voleter par la ville.

    Voilà pourquoi personne n'a jamais vu de petits de pigeon.
    Reste à comprendre quelle est leur fonction, puisque personne ne les mange ni ne les mangerait, et qu'ils ne représentent aucun avantage esthétique pour nos balcons.
    La seule hypothèse tient au fait que dans l'Antiquité les populations avaient de grands problèmes pour éliminer les miettes de pain.
    Au cours de l'histoire, certaines chèvres, certains pigeons, porcs et singes ont « évolué » en apparence d'êtres humains, et se sont habillés en fonctionnaires de ce système en décomposition.
    Ce sont les rouages zélés d'un système de concierges et de bureaucrates en tout genre.
    Ce sont les lests qui cherchent à s'accrocher à chacun de nos projets, à chacun de nos élans vers l'avenir.
    Ce sont des êtres profondément stupides, rabougris de cerveau et d'âme, petits dedans et larges dehors, dont l'unique but est de faire survivre le système auquel ils se sont agrippés pour survivre.
    Au lieu de servir, ils mangent les miettes du pouvoir et chient des litanies de lamentations.
    Ce sont un mélange terrible entre les Vogons de Douglas Adams et les petits bureaucrates de Dostoïevski,
    en triple exemplaire, qui font constamment obstacle au passage d'autrui.
    Ils bêlent, ils grognent, ils grommellent et ils crient, tous ensemble à l'unisson.

    Nous ne sommes les rouages d'aucun système, nous ne venons ni n'allons nulle part, nous ne défendons pas le passé des trépassés, ses frontières et ses douanes ; nous écrivons l'avenir en nous bouchant les oreilles et en esquivant vos merdes volantes qui pleuvent du ciel.
    Torino · 2022 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  11. 62. Apocalipse fantástico Sur le panneau routier en direction de l'aéroport, j'ai vu le dessin d'un avion qui ressemblait mystérieusement à un maquereau volant ; j'ai imaginé qu'il avait été dessiné par un géomètre de la mairie, un pauvre bougre qui avait griffonné sur l'emballage de son sandwich la maquette définitive à envoyer à l'imprimeur ; ou peut-être le malheureux l'avait-il copié sur les panneaux d'autres pays, ou, plus probablement, d'autres planètes où les avions pouvaient voler et sombrer en mer à leur guise.
    Je voyageais à côté d'une vieille Ukrainienne, de deux gamines, de l'homme-loup et d'une famille d'Égyptiens ; tous s'en allaient, loin, peut-être à la rencontre d'un ouragan.
    Nous avons dû passer devant les maisons laides construites dans les années soixante, une époque où les architectes jouissaient d'une immunité planétaire et étaient tout-puissants, une époque où l'Italie était pleine d'espace vide et où personne ne savait comment le remplir, pourvu que le néant fût anéanti — « mieux vaut laid que de l'herbe », pensaient-ils —, une époque où tout le monde demandait à Dieu de lui ouvrir une cachette hors de la nature.
    On s'éprend davantage d'un artifice laid que d'un beau morceau de merde.
    La Nature anarchique nous effraie plus que la laideur aseptisée, alors nous construisons des choses laides qui nous rassurent.
    L'immortalité de la nature, son être-là toujours et pour toujours, sa manière de manger l'asphalte avec les racines des arbres, sa force destructrice et génératrice qui alimente l'univers, nous met mal à l'aise ; mais c'est le malaise de se sentir passagers sur cette terre, la conscience que la nature, tôt ou tard, nous reprendra avec elle…
    [ La suite dans le PDF, 13 pages ]
    Lisbona · 2016 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  12. 79. Dataïsme Le présent est calculé en continu.
    Dit Byung-Chul Han dans « Sauvons le beau »

    Les données ont quelque chose de pornographique et d'obscène : elles ne possèdent aucune intériorité, aucun envers, aucun double fond, et en cela elles se distinguent du langage, qui n'admet pas de définition totale.
    De même que l'information est une forme pornographique du savoir : elle est privée de cette intériorité qui caractérise le savoir.

    *Numerandia est la patrie du dataïsme, le pays où les graphiques gouvernent les existences.
    Tout doit être mesuré et comparé en vue d'atteindre quelque objectif fixé.
    Le Dieu du mérite quantifie numériquement même ce qui ne peut être mesuré.
    Des indicateurs chiffrés aux acronymes anglophones tentent d'expliquer la réalité et d'arrêter l'instant, avec des couleurs et de grands élans vers le haut suivis de chutes immenses dans l'abîme.
    Un électroencéphalogramme, une syncope coronarienne, un infarctus et un nouveau sommet conquis, une série de chandeliers, un quantum, une performance, un classement, un podium, un gagnant, un nouveau grand objectif atteint, une suite de nombres qui se perdent dans le néant de la rouille du temps.
    Le dataïsme mesure la surface du néant.
    Le graphique est déjà vieux au moment où on le trace : des machines comptent et mesurent les opérations d'autres machines qui obéissent aux ordres d'hommes qui consultent des machines qui comptent et mesurent d'autres machines afin de savoir quoi conseiller de commander.
    Le dataïsme compte.
    Il faudrait inventer une valeur qui ne vaille rien, pas même 0, une valeur qui ne puisse valoir aucune valeur. Une valeur pour évaluer ce qui ne peut pas et ne doit pas être évalué.
    Une valeur qui vaille exactement : « je m'en fous complètement de savoir combien ça vaut ».
    Les êtres humains s'enrichissent et s'appauvrissent, en cherchant à prévoir les graphiques des minutes, des jours, des mois, des années, des décennies à venir. La valeur des choses dans le temps futur détermine leur statut économique imaginaire.
    On joue sur la prévision des nombres à venir, des résultats, de l'appréciation ou de la dépréciation d'un bien, d'une performance, d'une idée qui rapportera de l'argent, d'une ressource qui viendra à manquer en augmentant sa propre valeur et en affamant qui en a besoin.

    *Numerandia est le nom que, dans une vidéo réalisée en 2007, mon fils Mattia, à six ans, donnait à la terre.
    Torino · 2020 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  13. 76. Quarantined La quarantaine, comme état d'isolement et d'exclusion préventive, est l'état mental de base des sociétés occidentales.
    De la diffusion du sida (1981) aux attentats des Tours jumelles (2001), jusqu'au Covid 19, les gens se sont progressivement mais inexorablement auto-exclus de la vie sociale, afin de ne courir aucun risque pour leur survie.
    Les êtres humains, dans cette partie du monde, ont choisi de vivre à l'intérieur de leurs maisons, de leurs portails, derrière leurs murs, à l'intérieur de leur cerveau, élaborant d'extraordinaires fantaisies sur ce qui devrait magiquement advenir à l'avenir, s'en remettant à la vaine possibilité que la technologie comble le vide de sens et de chaleur dans les cœurs.
    Mon travail, et tout particulièrement la série Quarantined, est centré sur la vision de l'être humain contemporain dans l'opulente civilisation occidentale : un être qui, par peur de mourir ou de ne pas vivre assez longtemps, préfère imaginer vivre, en s'entourant de succédanés rassurants et sûrs de la vie réelle.
    Cet état mental cherche à exclure le corps au profit de l'esprit.
    L'expérience de la vie devient virtuelle, délocalisée, adressée principalement au sens de la vue et au seul organe cérébral.
    Je représente mes modèles acéphales, avec une grande sphère à la place de la tête, une sphère débordante de désirs indicibles et irréalisables, de peurs et d'espoirs placés dans un avenir merveilleux où il sera de nouveau possible de vivre vraiment.
    Dans un état proche de la réclusion, dans une situation où notre liberté de mouvement est limitée, quelle qu'en soit la raison, notre esprit n'a qu'une seule possibilité : voyager par l'imagination, vers de nouveaux mondes, pour continuer de demeurer dans son état naturel de liberté.
    Torino · 2020 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  14. 64. Zoolâtrie Les êtres que je peins, dans des décors et des tenues de selfie glamour, sont des personnes stéréotypées et broyées par les rouages du système auquel elles servent de fonction : des fonctionnaires enthousiastes de ce même système qui les piétine.
    Le caractère animal de la tête vient représenter une deminutio de l'être humain, au profit d'une « qualité » animale.
    Un mélange terrible entre les Vogons de Douglas Adams et les petits bureaucrates de Dostoïevski, en triple exemplaire, qui font constamment obstacle au passage d'autrui.
    Ils bêlent, ils grognent, ils grommellent et ils crient, tous ensemble à l'unisson.
    Venezia · 2017 · extrait de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  15. 66. Spam (Article pour la revue Effetto Arte) Il y a des jours où le « jeune » artiste contrôle sa boîte de messagerie électronique pour la nettoyer des 8 723 courriels de soi-disant galeristes, promoteurs, organisateurs, excipients et exhausteurs de goût.
    L'écologie profonde commence aussi par là.
    Pour chaque personne qui nous propose une initiative intéressante pour promouvoir notre travail, il y en a 8 722 qui proposent des grossièretés imprononçables à des prix hyperboliques.
    C'est dans ce contexte que le « jeune » artiste doit se transformer en un nouveau chercheur d'or, passant au tamis et rejetant dans le marais boueux du far west de l'art les offres indicibles, et mettant dans sa poche les paillettes et les pépites qui feront sa fortune.
    Avec patience, notre héros doit quitter son cher chevalet et se laisser inonder par ce dense fleuve d'information promotionnelle ronflante, autrement dit le spam.
    La pratique du spam consiste à envoyer des messages indésirables par n'importe quel système de communication. Le terme tire son origine d'un sketch comique du Monty Python's Flying Circus, situé dans un établissement où chaque plat proposé par la serveuse contenait un ingrédient indéterminé appelé Spam, correspondant à une marque de viande en boîte produite par l'américaine Hormel Foods Corp.
    La boîte de Spam représente donc la soupe Campbell de ce début de siècle.
    Ne conviendrait-il pas de se soustraire à ce martyre en détruisant d'un seul coup tous les courriels indésirables et ceux provenant d'expéditeurs inconnus ?
    Absolument NON.
    L'artiste, en tant que tel, doit se violenter à la curiosité, doit approfondir, doit se salir les mains, doit accomplir le processus alchimique qui transforme la merde en or, Manzoni dixit.
    Au fil des années, dans le courrier indésirable j'ai trouvé les meilleurs collaborateurs, les meilleures occasions de travail et les fiancées les plus désinhibées.
    Donc le travail de tamisage doit se poursuivre, en commençant par l'élimination des courriels dont l'objet comporte des propositions sexuelles explicites — il s'agit d'expéditrices catins — et de ceux qui nous annoncent avec enthousiasme que TU AS GAGNÉ ! à un concours auquel nous n'avions pas participé.
    En dernier restent les courriels qui pourraient contenir quelque chose d'intéressant.
    Notre chercheur doit les ouvrir et, les lisant en diagonale le plus vite possible, en évaluer la fiabilité et décider s'il répond ou s'il jette.
    Derniers jours pour adhérer à … À LA CORBEILLE, les artistes n'aiment pas travailler dans la hâte.
    Occasion d'exposition exceptionnelle à… À LA CORBEILLE, trop ostentatoire.
    Avez-vous déjà pensé à exposer au Louvre pour seulement … À LA CORBEILLE, bonne nuit.
    Cher « jeune » artiste, nous avons visionné votre travail et nous voudrions vous insérer dans cette initiative organisée par le célèbre critique … dans la célèbre ville de … pendant le célèbre festival de … JE RÉPONDS.
    Quelques minutes passent et notre héros reçoit le coup de téléphone d'une soi-disant Docteure promotrice qui, vantant le travail artistique qu'elle a examiné avec le célèbre critique (dans les deux minutes précédentes, imaginons-nous), l'invite à ne pas tarder car il ne reste que peu de places.
    Au téléphone on comprend seulement que la Docteure Promotrice est milanaise, qu'elle a un beau bagou, qu'elle propose l'occasion d'une vie, qu'elle est très maquillée et parfumée.
    Ne serait-ce que pour le parfum, le « jeune » accepte de recevoir un courriel, qui arrive trois secondes plus tard, avec toutes les informations utiles.
    Cher Jeune Artiste,
    comme convenu lors de notre entretien téléphonique, je vous adresse par la présente la proposition d'exposer vos œuvres dans la ville de … pendant la manifestation organisée par le célèbre critique … Les services que nous vous fournirons sont les suivants :
    1) Organisation générale et secrétariat ;
    2) Présentation par le célèbre critique d'art ;
    3) Participation au vernissage d'intellectuels et de critiques d'art connus ;
    4) Présence, pendant l'Événement, de personnalités du monde de la culture et de la télévision ;
    5) Montage et démontage ;
    6) Gardiennage ;
    7) Assurance des Œuvres sur place ;
    8) Rédaction du texte critique du célèbre Critique d'Art, qui sera inséré dans le catalogue de l'Exposition ;
    9) Impression soignée du catalogue du Festival ;
    10) Conception graphique et impression des invitations et des affiches ;
    11) Promotion des événements sur le web ;
    12) Conception et impression du roll-up ;
    13) Demande de divers patronages ;
    14) Conception graphique et impression de votre biographie et du colophon, qui seront exposés pendant l'exposition sur des panneaux en forex ;
    15) Distribution du matériel promotionnel ;
    16) Service de presse ;
    17) Coordination des contacts avec les Autorités (Ministère des Biens et Activités culturels, Région, Province et Commune) ;
    18) Organisation du cocktail de la soirée inaugurale ;
    19) Invitations à des collectionneurs et à des experts du secteur ;
    20) Cameraman professionnel pour les prises de vue du vernissage ;
    21) Organisation d'une conférence de presse avec la participation de quotidiens, radios et télévisions ;
    22) Espaces publicitaires de la manifestation dans des revues spécialisées ;
    23) Photographe professionnel pour la soirée inaugurale et remise d'un cd avec les photos ;
    24) Réalisation et montage d'une vidéo de l'ouverture ;
    25) Dîner de gala après le vernissage de l'Exposition ;
    26) Chambre d'hôtel pour la nuit du vernissage.

    Pour cet ensemble de services, un remboursement de frais de 28 000,00 € + TVA est demandé, ainsi qu'une de vos œuvres à notre choix parmi celles exposées au Festival.
    Certaine que vous comprendrez l'intérêt de cette occasion, et dans l'attente d'un aimable retour, je vous adresse mes cordiales salutations.
    Docteure Promotrice
    Notre artiste se rend aussitôt compte qu'étant « jeune » il ne possède pas même une part minime de la somme demandée à titre de « remboursement de frais » ; et, s'interrogeant sur le sens même du terme, il se rend également compte qu'il est en train de perdre son temps à analyser un courriel inutile alors qu'il pourrait se consacrer plus profitablement à l'envoi de ses 20 000 courriels pour annoncer à tous que son nouveau tableau est presque prêt.
    Ainsi s'accomplit le cycle naturel qui engendre cette constante production d'informations-poubelle qui, lentement, en macérant, engendrent l'humus sur lequel germe et croît, inexorable, l'Art.
    Torino · 2017 PDF