GREGUERÍAS

Greguerías

Greguerías y otros textos - Um clamor confuso, um vozerio de vozes sobrepostas.

Num dia de 1910, no primeiro andar direito da casa número 11 da calle de la Puebla em Madrid, num dia de cepticismo e cansaço, Ramón levou a cabo uma experiência alquímica: disse ter pegado em todos os ingredientes do seu laboratório, frasco a frasco, tê-los misturado, e do precipitado — da depuração e da dissolução radical — surgiu a greguería. Desde então, acrescentava, ela era para ele "a flor de tudo o que resta", aquilo que sobrevive ao desencanto.
Ramón contava ter metido a mão no grande bombo (a urna) das palavras e ter tirado ao acaso uma bola — era "greguería", ainda no singular; plantou aquela bola e dela teve um jardim. O acaso, dizia, há-de ser o baptizador das melhores descobertas.
Ramón dizia ter guardado aquela palavra pela eufonia e pelos segredos que esconde. E dava a definição do velho dicionário — algarabía, gritería confusa — com a coda brincalhona que é o coração da fábula: nos dicionários anteriores, escrevia, significava o guincho dos leitões quando correm atrás da mãe. Ao que acrescentava a glosa poética: é o que os seres gritam confusamente a partir da sua inconsciência, o que gritam as coisas.

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  1. 43. Quando nemmeno le grandi inaugurazioni emozionano più, l'unico modo di tirarsi su è quello di andare a giocare come bambini Torino · 2025
  2. 46. La buona poesia neccesita di povertà, mancanza, disgrazia e bestemmie
    Milano · 2025
  3. 18. A 25 anni avrebbe voluto viaggiare in paesi di mare, avere molti soldi e possedere una casa con un gineceo molto affollato. Torino · 2025
  4. 86. Come sarebbe bello se voi rimaneste giovani per sempre
    e io invece no
    per sempre
    Venezia · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  5. 57. Chi desidera vede qualcosa che gli altri non possono vedere.
    La bellezza non è mai né morale né giusta.
    La bellezza è una colpa condivisa
    tra chi guarda
    e chi viene guardato
    entrambi sempre nudi e senza difese.
    Torino · 2026
  6. 191. Gli anziani mi piacciono perchè sono veri, infatti non riceverebbero nessun vantaggio ad atteggiarsi per quello che non sono. Genova · 2026
  7. 17. La maggior parte delle donne islamiche nord africane, se le si immagina senza il velo, si trasformano in donne calabresi. Torino · 2025
  8. 3. Sul bus parlano urlando per rompere il silenzio, ripetono ossessivamente la stessa frase, parlando altre lingue. Torino · 2025
  9. 20. In un mondo come il nostro, dove tutte le risposte sono a disposizione, l'intelligenza di pensiero consiste nel porre le domande. Torino · 2025
  10. 36. Non capiremo mai il senso degli enormi faccioni che la gente si appende in casa. Torino · 2025
  11. 50. Soffriva di una rara patologia che lo costringeva a consumare alcool davanti a qualasiasi manifestazione sportiva. Torino · 2025
  12. 7. Solo da giovani la morte viene considerata come la peggiore delle ipotesi. Torino · 2025
  13. 28. Molte donne usano lo spiritismo come tecnica per cercare di apparire interessanti. Torino · 2025
  14. 12. Quando siamo da soli con noi stessi, ci parliamo in modi particolarmente aggrazziati Torino · 2025
  15. 53. Di riffa e di raffa riempiamo di vino la nostra caraffa
    Una continua baruffa in una immacolata concentrazione notturna
    ci onoriamo disonorando il nostro debito con il mondo
    Roma · 2025
  16. 13. La sua moto era stata rapita da una guarnizione fallace Torino · 2025
  17. 174. Come bambini in campeggio arrivano tutti felici alla cerveceria del barrio. Madrid · 2026
  18. 180. L'arte ci attende solo se stiamo viaggiando o sognando Bordeaux · 2026
  19. 14. I padri cinquantenni di figlie femmine amerebbero vivere in un mondo dove tutte le giovani ragazze fossero vogliose di sesso con gli adulti, ad eccezzione delle loro figlie. Torino · 2025
  20. 55. È sempre bellissimo correre nudi ed ebbri nella notte innevata Champoluc · 2025
  21. 198. Di alcune donne ci si riesce ad innamorare solo delle scarpe Torino · 2026
  22. 44. Per chi si trova nella banale condizione di eterosessualità, ovvero di essere nato da una donna e di amare le donne, la vagina rappresenta uno spazio al confine tra sacro e profano, spazio di adorazione quasi religiosa, mistero, nascita e morte, passato e futuro, genitore e figlio, natura aliena, potenza inspegabile alla quale ci si vuole arrendere con gioia. Genova · 2025
  23. 37. Volendo immaginare per esercizio, un lato positivo anche del carcere, si dirà che ha il suo vantaggio il fatto di non poter essere visitati inavvertitamente da amici e parenti invadenti. Genova · 2025
  24. 193. Invidiamo i giovani perché di norma non hanno ancora grandi sensi di colpa, non hanno abbandonato figli, tradito amici, fatto naufragare grandi amori. Alassio · 2026
  25. 6. Madri sposate e spossate, crescono figli che le schifano. Torino · 2025
  26. 19. Ogni suo gesto o parola, sembravano voler chiedere scusa. Torino · 2025
  27. 9. Il lavoro del poetare, deve fallire inevitabilmente, il poeta deve rimanere sconosciuto, inutile, altrimenti non si tratta di buona poesia. Torino · 2025
  28. 25. Darei un rene per poter sapere che musica ascolta la gente che incrocio, nella propria cuffia. Torino · 2025
  29. 32. Gli idioti non sanno fare altro che cambiare il nome alle cose, al solo fine di darsi ragione. Torino · 2025
  30. 34. Ci si riferisce normalmente all'Accademia come luogo nel quale si insegna l'Arte o l'Arte della guerra. L'artista combatte. Torino · 2025
  31. 29. Di alcune donne che erano belle, sono rimasti solo i tatuaggi Torino · 2025
  32. 47. Camminando a caso
    solo seguendo i culi delle sconosciute dinnanzi a se
    notava infine che attorno a certe ragazze si formavano bolle di elettricità statica
    Torino · 2025
  33. 173. In una selva oscura sbagliando strada per recuperare la moto, si alzano da un albero un gruppo numeroso di piccole rondini, formano una specie di cerchio nel cielo e si dividono in due, un gruppo va verso est e uno verso ovest, seguo quello che va verso ovest e incrocio lo sguardo di un piccione che mi guarda perplesso dai fili della luce. Bordeaux · 2026
  34. 31. Quando la vita fa schifo, i colori dei quadri tendono ad accendersi. Torino · 2025
  35. 16. Si può afferamere che il PIL e la buona salute, siano fattori inversamente proporzionali in un sistema ri-tardo capitalista come il nostro. Torino · 2025
  36. 40. Viaggiare serve a scompigliare i pensieri, un tempo anche i capelli, mischiare gli atomi del sentire, il viaggio tersa, spazza, ravviva, limpidizza il tutto.
    Per scrivere dovremmo essere sempre in un qualche tipo di viaggio.
    Imperia · 2025
  37. 26. L'atto creativo è l'unico discrimine tra uomo e animale, per questo siamo tutti artisti, a parte alcuni animali che vengono considerati a torto come bambini dai loro padroni. Piacenza · 2025
  38. 4. I poveri risparmiano da soli, i ricchi si indebitano con gli altri. Torino · 2025
  39. 39. Capita a volte di sentirsi appartenere a luoghi che non avevamo mai visto, e nei quali non ci fermeremmo mai, e per nessuna ragione al mondo. Genova · 2025
  40. 196. I ricchi sono disposti a pagare cifre assurde pur di non rischiare di incontrare dei poveri. I luoghi esclusivi promettono solo questo. Alassio · 2026
  41. 176. In Italia è allo studio un nuovo partito trasversale, si chiamerà Forza Italia Viva Torino · 2026
  42. 11. Quelle due petulanti di Musica e Pittura, ridondano di continuo sul dato di fatto che tutta la bellezza disponibile sia stata esurita tra il 1400 e il 1700, tra Paolo Ucello e Franz Schubert. Torino · 2025
  43. 186. La quantità di tempo impiegata nelle vicissitudini degli amori romantici è tragicamente enorme. Barcellona · 2026
  44. 5. La ricchezza è una questione di consenso rispetto a quello che si sta dicendo di voler fare.
    Torino · 2025
  45. 24. Nelle birrerie a gestione familiare si può apprezzare la bellezza delle bariste che sfiorisce inesorabilmente ad ogni inizio di campionato. Torino · 2025
  46. 15. Il problema delle persone che hanno la fobia per la pulizia, è quello di dover fare i conti anche con le proprie stesse viscere e deiezioni. Torino · 2025
  47. 188. La maggior parte delle madri pesa il triplo delle loro figlie. Barcellona · 2026
  48. 51. La celicolocalcolatrice computava la maligna malvagità del mondo tutto.
    Inviava i totali al centro di computazione dati della lega dei pianeti uniti.
    Torino · 2025
  49. 27. La purezza è quasi più negativa della coerenza. Piacenza · 2025
  50. 33. La vera Italia, i veri italiani, si trovano solo allo stadio. Torino · 2025
  51. 178. Percorrendo la strada statale ci si rende conto che i paesini tra Lyon e Paris sono fatti con il copia-incolla. Paris · 2026
  52. 189. Gli influencer che grigliano passano la loro vita a massaggiare cadeveri che si mangeranno Barcellona · 2026
  53. 184. Tutta l'arte del mondo che mi piace maggiormente si concentra tra l'Italia, la Francia e la Spagna. Madrid · 2026
  54. 30. Tutti devono avere almeno un'automobile per sentirsi liberi (auto-nomi).
    Tutti sono felici di pagare la loro auto a rate con il loro lavoro.
    I parcheggi non sono più sufficienti per tutte queste auto.
    Tutti sono felici di pagare il loro parcheggio, divenuto bene scarso e quindi ambito.
    Potremmo vivere felici, ma siamo nell'epoca della creazione di continui nuovi bisogni.
    Torino · 2025
  55. 52. Chi ama il mondo e la vita viaggia, e vive meglio da profugo che da congiunto Roma · 2025
  56. 2. Il coefficiente di imbruttimento generale, va sempre moltiplicato per i kilometri di distanza dal centro. Torino · 2025
  57. 8. Il rumore che emetteva durante la frenata, era quello di denti umani che mordevano la rotaia. Torino · 2025
  58. 190. Mentre andiamo in barca a vela, o mentre pensiamo di prendere la patente anche per guidare i camion, l'arte ci attende? Barcellona · 2026
  59. 1. L'impeccaminosa, impeccabile e peccaminosa, afferiva nello specifico alla sfera del sogno. Torino · 2025
  60. 181. Gli anziani sono ovunque gli stessi, se stessi. Non si devono atteggiare, non hanno bisogno di presentarsi per ciò che non sono. Bilbao · 2026
  61. 192. La percentuale di omosessuali, lesbiche, obesi di entrambi i sessi, donne praticamente nude; è maggiore a Barcellona che in qualsiasi altra città che io abbia mai visitato. Barcellona · 2026
  62. 168. In cima al palazzo giochi di bimbi tra le nuvole ci osservano Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  63. 48. Quando tutti gli sembravano idioti finiva per deprimersi, unica soluzione che aveva trovato era quella di entrare in un locale a caso della sua zona fingendo di essere membro di un'associazione di quartiere. Scambiare due chiacchere con i vicini gli faceva bene. Torino · 2025
  64. 22. I grandi campioni che si improvvisano allenatori, spesso producono vittorie di Pirlo. Torino · 2025
  65. 49. Durante i viaggi siamo più creativi, gli atomi si mischiano.
    Viaggiare chiarisce, sposta le nubi dai pensieri, limpidizza, ravvia, spazza.
    Torino · 2025
  66. 10. Chi desidera vincere, desidera almeno altrettanti sconfitti. Torino · 2025
  67. 42. Lo specchio chiede conto del motivo per cui esistiamo.
    Ma io nello specchio non ci sono, perchè non mi sento interessante, non mi interesso.
    Ma lo specchio più terribile rimane quello che riflette senza rovesciare l’immagine.
    Alassio · 2025
  68. 185. Si mangia per noia, viaggiando posso digiunare per giorni. Madrid · 2026
  69. 195. Madri e figli schiamazzano al tavolo, ma quando parla lui tutti tacciono. L'unico potere del padre che dispensa sganascioni Alassio · 2026
  70. 183. La fortuna di Goya è stata quella di dipingere per primo il pelo pubLico. Madrid · 2026
  71. 41. Finisce in lacrime ogni sogno d’amore, da oggi anche dall’altra parte della strada. Torino · 2025
  72. 23. Le persone che hanno sprecato tempo in un attività, sono più inclini ad acquistarne il risultato. Torino · 2025
  73. 56. Astigmatico, presbite, miope, ipermetrope, daltonico, ambliopico, ipoacusico quasi sordo.
    Tutte le donne, sia da lontano che da vicino, gli sembravano interessanti e desiderabili.
    Milano · 2026
  74. 182. In tutte le grandi città che visito: i cantonieri sono negri, le donne con le borse della spesa sono grasse, i vecchi ricchi davanti agli alberghi di lusso sono insieme a bellissime puttane. Madrid · 2026
  75. 197. Catapultato nella vita di un altro.
    Circondato dalla neve ghiacciata.
    Stringeva suo padre al petto come fosse un figlio.
    Torino · 2026
  76. 35. Le persone vengono mantenute in uno stato di perenne insoddisfazione sessuale, attraverso la diffusione di un immaginario iperbolico pornografico da una parte, e la morale sociale dall'altra. Torino · 2025
  77. 175. Sulla T-shirt della bella ragazza che mi veniva in contro era scritto "Sesso droga e Winnie the Pooh" Barcellona · 2026
  78. 45. A little bid incredibol
    a little bit absurd
    this is the story of my tools
    London · 2023
  79. 187. Mentre viaggiamo, iniziamo a pensare ai prossimi viaggi Barcellona · 2026
  80. 54. Nei convitti dell'upper class locale
    non manca mai una bellissima ragazzina di colore
    adottata.

    Torino · 2025
  81. 194. Nei locali sembra di incontrare gente conosciuta, ma sono solo peronse con facce stereotipate da gente che sembra di \conoscere Alassio · 2026
  82. 38. Ci sono periodi in cui si può essere felici con un buon libro, un buon vino, incenso di mirra e solitudine. Alassio · 2025
  83. 21. Per quale motivo misterioso era stato scelto come padre di due figli eccezionali. Torino · 2025

Poemas

  1. 157. distrazioni La radio accanto al letto
    desintonizzata gracchia sottovoce
    I fogli riempiti di disegni
    mentre il professore spiegava altre materie
    Il libro letto di traverso
    Un aspirapolvere che si avvicina e si allontana
    dietro la nostra porta chiusa
    mentre prendiamo sonno
    Fermarsi immobili durante l’amplesso
    per sentire il rumore del mare
    Svegliarsi presto la mattina
    per spegnere la sveglia
    e rimettersi a dormire
    Distrazioni e fastidi che fanno la vita
    ancora più meravigliosa
    Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  2. 112. Pagliacci ritardati con maschere da porci L’Italia in preda
    alla peggiore crisi isterica
    dopo la guerra del Golfo
    Sono scappato in Belgio
    Le guerre successive
    alla prima crisi del Golfo
    sono state normali e noiose
    non hanno impaurito nessuno
    a quanto pare
    nemmeno l’11 Settembre
    tutti a pensare
    "se la sono cercata"
    Il virus ha mandato il tilt
    il sistema
    Tempo di merda
    ma ottima birra
    Il Kraken del profitto
    si inchina alla “scienza”
    alla farmacia
    inizia un sistema diverso
    forse peggiore
    sicuramente diverso
    Tutto chiuso
    negozi chiese stadi
    parlamenti tribunali
    Sterilizzare le mani
    Scansare gli sconosciuti
    Scopare senza toccarsi
    Stare in casa
    Scemo chi legge
    Avanti a slogan
    urlati da vecchi
    pagliacci ritardati
    che indossano maschere
    da porci
    Tutelare i fragili
    Vigile attesa
    niente poesia oggi
    bisogna sopravvivere
    Bruxelles · 2020 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  3. 162. REGIONALE Il treno regionale
    con porte verdi fosforescenti
    e strisce bulgare sulla fiancata
    azzurro carta da zucchero e giallo acido
    tendine azzurro sporco
    a incorniciare finestrini bloccati
    sedili plastico-termo-pressati
    decorati con texture di fine millennio
    Tutto gli ricordava
    il gusto social-futurista
    del glorioso tempo passato
    del paese locomotiva del mondo
    e notti magiche inseguendo un gol
    Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  4. 177. P. Zakamoto Stupendo piccione gigante
    dagli occhi di ghiaccio
    al timone del proprio artificio
    pronto ad esplodere
    conia valore dal nulla.

    Grande quanto un tacchino
    guida per i mondo un moto a vela
    dal portamento elegante
    Libero dal bisogno
    Splendente
    Lyon · 2026
  5. 117. Vertigo Un effetto vertigo
    manda avanti il cielo
    e indietro il barcone
    devono essere le nuvole
    Il tempo si rallenta
    respiro
    ci dondola il nulla
    Nemmeno un Godzilla gigante
    che distrugga la Giudecca
    Nulla
    Nemmeno un Cristo a pelo d’acqua
    Nulla
    E’ grazie a questo nulla
    mi posso immaginare tutto
    Venezia · 2015 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  6. 104. La prima cosa La prima cosa
    vista prima di addormentarmi
    è un triangolo di cielo stellato
    limpido e nitido
    come in una notte gelida
    Torino · 2021
  7. 142. L'OMBRA DELLA STORIA Nell'ombra
    piccole cose sono andate storte
    La storia ha preso altre pieghe
    Lucio Dalla è un gerarca Nazista
    Il Giappone ha sganciato una bomba atomica
    su Phonex in Arizona
    Siamo sotto la dittatura sovietica
    Il capo dello stato fantoccio italiano
    è Umberto Smaila.
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  8. 167. ZKM SULLA SPIAGGIA L’infanzia dorata
    tra nuvole e balocchi
    in spiaggia a sentire il vento
    Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  9. 139. CHLOE La meraviglia di quella bambina
    che
    diciannova anni fa
    scendeva lo scivolo
    in un sogno incantato
    Un miracolo vulcanico
    che apriva una porta
    altrimenti inaccessibile
    Venezia · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  10. 90. Dodici Giugno Ei fu fuffa
    fantastico incantatore di folle
    inaudito animatore in acquari di carciofi
    Demiurgo catodico
    Burattinaio di folli pupazzi
    porci e puttane patinate
    Ennesimo unto miracolo italiota
    si amava da morire
    si perdonava tutto
    vinceva senza vergogna
    Campione di coppe
    amatissimo
    solo i pazzi gli tirarono le pietre
    alla fine
    simulacro di se stesso
    Cagliari · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  11. 77. Pandemonium Nel 2020 in Italia c'è stata una grande moria (non delle vacche).
    Punto.
    Noi quasi si sentiva la nostalgia di Bettino Craxi,
    perchè era come stare sull'Achille Lauro (la crociera).
    Barattoli sormontati da pere e birilli di divieto ovunque.
    Marx (Groucho) e lo Sputnik (il satellite),
    Bic Gates (Bic, la penna a sfera) e l'elefante superdotato della Pfizer,
    giocarono per mesi con il pallottoliere, mentre noi sognavamo di fuggire.
    E io volevo solo che rimanesse il ricordo di tutto questo,
    che la vita qui può essere più surreale di un quadro.
    Ad imperitura memoria del gioco infinito al quale giocheranno a lungo.
    Torino · 2020
  12. 147. EDITTO FUTURISTA Dato il nostro nobile scopo
    di sconfiggere
    i ritardati che affollano il mondo
    e assediano i nostri feudi
    Urge edificare la bellezza
    bonificare la paura
    schiantare il lamento
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  13. 119. 15 Novembre Al 15 di Novembre
    l’agrimensore spaziale
    coglie il grano di corallo
    La stella della gioia
    brilla nello spazio
    Il figlio di Atrio
    danza ebbro del vivere
    Alghero · 2018 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  14. 149. PEZZI DI ME Improvvisati pugilatori stradali
    corrono nell’alba gelida
    Pazzi spazzano le strade
    dalle nostre bugie quotidiane
    La sensazione di essere piacevolmente solo tra voi
    che tutto ciò che mi sta intorno
    sia sotto il mio completo dominio
    in quanto ognuno di voi sia un mio riflesso
    contenga anche un alito di me
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  15. 111. Continuo a vedermi Continuo a vedermi
    guardando dentro
    ai tuoi occhi

    Quello che scrivo
    accade
    se lo leggete in tanti

    Stanotte il gazebo è volato via
    rubato in volo da Michael Jackson
    Cervo (IM) · 2008
  16. 134. ADORATO Il bambino obeso
    giocava con un pallone dorato
    in mezzo ad una piazza di tavolini
    Abbatteva anziani e gelati
    ombrelloni e bicchieri
    Un cameriere gli andava in contro
    ma invece di cacciarlo
    iniziava a giocare con lui
    strano
    pensava la gente
    forse aspettano
    che se ne occupi la polizia
    che lo portino via
    forse il bambino
    è figlio di un camorrista
    in soggiorno obbligato
    Fuggiva palla al piede
    tra i caruggi
    con il suo pallone adorato
    Genova · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  17. 179. Louvre Una delle cose più belle del Louvre
    sono gli occhi commossi di Irene
    davanti ad Amore e Psiche
    Paris · 2026
  18. 163. TRATTORIA Ma i ritardati
    sognano su cuscini
    di lana di pecora mongola?
    In questo locale marittimo
    arredato da un folle
    in stile barca montanara
    baita sommergibile
    caravella valdostana
    con controsoffitto e neon
    da ufficio comunale
    e foto alle pareti
    che ritraggono il proprietario
    assieme a personaggi
    che dovrei conoscere
    Non potevo che trovare
    personaggi ambigui
    Anziane in grembiule
    gambaletti e ciabatte
    Chef magrebini
    che parlano genovese
    Genova · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  19. 113. Maiamai Nelle piazze d’Italia
    moltitudini
    di facce da culo

    Negli stadi del mondo
    si innalza l’inno
    dei campioni

    Mai amai tanto
    mio amore
    mare di miele
    Torino · 2008 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  20. 84. Il mio cavalletto finestra su altri mondi Un teatro di acrobati ambulanti
    con dentro nuvole come pensieri e specchi
    a terra l'isola di Böcklin sulla copertina di un catalogo
    una lampada di Zanotta
    Poesia che mi urla nel cervello senza sosta
    la mia perenne inquietudine è malattia mentale
    Cieli di fuoco arancio antiruggine
    vita di sogni
    Isole metafisiche fuori contesto
    statue mascherate in luogo di esseri umani
    pezzi di muri scarabocchiati
    da poeti appena nati
    giornali strappati
    palmizi sfrangiati
    Oggetti incomprensibili
    inspiegabili inquietanti
    Sul pelo del mare un idrovolante portoghese
    L'orologio fermo, il tempo congelato
    Il mio cavalletto finestra su mondi
    creati dal mio cervello
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  21. 150. DIO ESISTE Dio potrebbe esistere e noi dovremmo crederci
    Dio potrebbe non esistere e noi sprecheremmo tempo se credessimo in lui
    Dio potrebbe non esistere ma faremmo meglio a crederci
    ma forse
    Dio potrebbe esistere ma faremmo meglio a non crederci
    Nel senso che potrebbe esistere ma essere il primo dei ritardati
    il che spiegherebbe molte cose
    Se Dio invece fosse intelligente
    vivrebbe a Cagliari
    l’unico paese dove c’è amore in ogni anfratto
    si arrabbiano se non possono offrirti abbastanza delizie
    da bere e da mangiare
    e il vento fa viaggiare nel tempo
    Cagliari · 2023
  22. 137. UMANO DISUMANO Umano troppo umano, è un libro spietato che fece il botto nel Milleottocentosettantotto .
    Il film Umano non umano, inizia con un battito del cuore nel Millenovecentosessantanove.
    Umano è l’uno, disumana è la moltitudine di umani come me nel Duemilaventitrè.

    Ad un matrimonio notava come, più gli altri facessero schifo e più si agghindassero alla stregua di battone e supereroi.
    Come principesse e conti, passeggiavano per i giardini fioriti, oscena sfilata di obesi incoronati, dolci confetti zuccherati.
    Erano tutti in coppia e avevano tutti la faccia di chi ha sposato la persona sbagliata e vorrebbe fare cambio con i vicini.

    Ascoltava le notizie che gli confermavano come i ritardati avessero preso il potere, erano i suoi compagni scemi e grevi delle medie, e le sue compagne rigide dell’università, quelle che chiedevano la castrazione per qualsiasi reato.
    Quelli che non potevano concepire la bellezza dei poveri, perché solo sulle Ferrari erano tutti belli.
    A scuola ancora insegnavano principalmente il sacrificio di sé, mascherato dietro al termine di meritocrazia, sacrificio per lo studio, per il lavoro, in guerra, come se veramente rappresentasse un valore il sacrificarsi per una causa, per un paese, per un'idea, eccellere in qualcosa al prezzo di sacrificarvi la vita intera.
    Ci si stupiva che la maggior parte dei bambini crescessero ritardati.

    Avrebbe pagato qualsiasi cifra pur di sapere quale musica ascoltassero in quelle cuffie giganti o invisibili.
    Sarebbe stato così poetico se il grosso metallaro anziano sul tram, fosse stato intento ad ascoltare la Toccata e Fuga in Re minore di Sebastian Bach.

    Leggeva: “Sopra noi stessi, solo noi stessi e il gioco di ciò che ci rende felici”.

    Chi c'è lassù, sopra di noi?
    solo noi stessi (Der Einzige).
    Homo homini Deus est.
    Il padre come passato
    Il figlio come futuro
    Lo spirito santo come il nostro essere creativo
    Non il paradiso promesso,
    non il circo della società,
    non il denaro del monopoli,
    ma solo il mio piacere di essere felice con voi felici.

    Il suo paesaggio interiore si era sempre configurato in modo da avere come unico riferimento al di sopra di se stesso, lo stesso se stesso.
    O per meglio dire, al di sopra di sé:
    solo ciò che lo rendeva felice.
    Solo per il suo piacere di vedervi felici.
    Chiedeva a se stesso e si rispondeva da solo, a costo di sbagliare risposta.
    Non aveva mai avuto religione, stato, loggia, comunità.
    O per meglio dire, le aveva sempre scritte in minuscolo.

    Tutto ciò che poteva scegliere la moltitudine disumana che lo circondava era cosa comprare e per quale squadra tifare.
    Lui, forse l’unico umano rimasto sul pianeta, spettatore mandato da altri mondi, osservava e prendeva appunti, un po’ schifato e un po’ divertito dallo spettacolo dell’apocalisse.

    Forse sarebbe stato più felice in un isola senza carta e matite, dove si sarebbe potuto solo pescare, dormire e fare l’amore, avrebbe dimenticato tutto, ma sapeva che sarebbe valsa la pena sorbirsi tutta la merda intorno per giungere al centro e trovare la bellezza del vivere.
    Ne era certo.
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  23. 132. MEGLIO AMARE CHE COMPRENDERE Meglio la bellezza della verità
    Meglio ridere che conoscere
    Meglio amare che comprendere
    Inventiamo il reale
    per non farci ammalare
    fateci sognare
    Saremo felici lo stesso
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  24. 154. fanciulli Come dipinti
    sulla spiaggia
    fanciulli innamorati
    dormivano abbracciati
    mentre l’orizzonte si riempiva
    di nuvole tempestose
    Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  25. 91. Incoerenza creativa Appena terminato di costruire il nuovo studio
    con tutte le postazioni per gli assistenti
    colori pennelli cavalletti
    mi sono seduto al centro
    e ho iniziato a scrivere sul mio taccuino.
    Fa parte del processo misterioso
    si tratta di perdere tempo
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  26. 85. LO OSSESSIONAVA Intravedeva le case sopra ad altre case
    I veri ricchi vivevano ad un livello
    architettonico superiore
    Costruivano le loro dimore
    in stile neoclassico
    sui tetti di palazzacci
    che fungevano da trampoli
    da alloggiamento di ascensori
    per vedere dall'alto
    per sputare di sotto
    non visti
    Olimpo nel centro dell'acropoli
    dalla strada invisibili
    intagliate con maestria nei sottotetti
    con giardini e piscine
    frutta esotica e femmine perfette
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  27. 61. Apocalisse Ha appena compiuto quindici anni,
    dice che per quando ne avrà trenta
    non ci sarà più nulla.
    E' tutto papà.

    "Apocalisse verrà"

    Uragano urlerà e Tempesta soffierà,
    si apriranno come scatole i palazzi di cartone,
    Vulcano brucerà gli inutili soldi di Monopoli.

    E non lucevan le stelle,
    ma meteore a cancellar montagne.
    Sublimi le ultime immagini,
    Natura che vince la nostra guerra contro gli stupidi.

    "Odia gli stupidi, aiuta i deboli"

    Taglio il cartone delle valigie di mio nonno,
    raccolgo quello delle barche perdute,
    che portano al parco giochi i bambini affogati,
    ad abrracciar Godzilla,

    "formidabile mostro giapponese, dagli occhi di fucina"

    Raccolgo cartone abbandonato,
    veicolo di infinite merci effimere,
    nascondiglio di esuli e droghe.
    Come barbone,
    su cartone e cotone,
    dipingo Apocalisse in accelerazione.

    Fossi anch'io uragano,
    che distrugge a caso senza spiegazioni,
    che lancia automobili nel vuoto,
    che ammutolisce i telefoni e spegne le tv,
    che staziona sul pulpito a risucchiare preti e capi, eroi e dotti,
    la saetta nella coppa dei campioni,
    il terremoto nell'idromassaggio delle modelle.

    "E' passato l'uragano Zakamoto!"

    Ha distrutto tutto, anche le case dei cattivi.
    Ha indebolito gli stupidi e instupidito i deboli.
    Ha trovato difetti, rimpianti, male, ignoranza,
    e nemmeno una goccia di speranza.

    Intanto ce ne andiamo a vedere la fine del mondo ad ovest,
    sperando che Colombo non sia mai partito,
    Ulisse non sia mai tornato,
    e che il Kraken o Gamera appaiano all'orizzonte.
    Lisboa · 2016 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  28. 165. ALL’ARMI Migliaia di anni
    che ci applichiamo
    nel costruire armi
    che distruggano
    le armature
    dei nemici
    mentre i nostri nemici
    si applicano
    a costruire armi
    per distruggere
    le nostre armature
    Torino · 2024 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  29. 143. FOLLIE Nell’alba di Dicembre
    sotto i portici
    correva ebbro e sudato
    mezzo congelato
    Poco dopo in un commissariato di polizia
    tre agenti montavano un albero di Natale
    scena surreale
    cosa dovremmo festeggiare?
    Morire pazzi in un eremo
    per scappare dal circo del mondo?
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  30. 110. INTERNO METAFISICO Su un tavolo ocra
    carciofi di ferro
    su pane carasau
    Un orata incartata
    in giornali d’epoca fascista
    Cagliari · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  31. 135. Se / Allora Se
    tutte le persone che sono passate da qui
    tornassero qui ora
    per un inceppo del tempo
    Se tutti
    da tutti i tempi
    ogni noi stesso
    ogni voi stessi
    uno per ogni giorno della nostra vita
    tornasse per passare un giorno qui
    insieme a noi
    Allora
    non ci sarebbe spazio per tutti
    altro che i profughi
    finiremmo schiacciati dai nostri stessi noi stessi
    ancora prima di alzarci dal letto
    Se
    però per un caso fortunato
    ci trovassimo durante l’inceppo
    aggrappati ad un pennacchio
    sul quale nessuno si era mai arrampicato
    Allora
    vedremmo la moltitudine di umani
    di tutti i tempi affollare le strade
    con auto carrozze cavalli e mammut
    uno sopra l’altro
    eserciti massacrarsi in ogni dove
    e anche
    i nostri mille noi stessi
    inciampare e scontrarsi
    sulla strada di tutti i giorni
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  32. 82. Pensavo Il mondo è pieno
    di ritardati palestrati
    che male parcheggiano
    parlando da soli
    o con l'auricolare nell'orecchio nascosto
    portano a tutti pacchi di cose
    Comprate!


    Nella chiesa
    dentro l'ospedale
    tra le attrezzature abbandonate
    c'era la bara più piccola che io avessi mai visto
    non capivo
    sembrava uno scherzo surrealista
    Mi urlava
    è questo come lo spieghi?
    Torino · 2023 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  33. 98. Ippocampi cinesi Con voi
    amici cinesi
    nel sole di Viareggio
    Siamo come ippocampi volanti
    in un mondo che non può vedere
    nessun altro
    Viareggio · 2022

Outros escritos

  1. 62. Apocalipse fantástico No sinal de trânsito em direcção ao aeroporto vi o desenho de um avião que se parecia misteriosamente com uma sarda voadora; imaginei que tivesse sido desenhado por um topógrafo da câmara, um pobre desgraçado que rabiscara no saco da sandes o esquema definitivo para mandar imprimir; ou talvez o coitado o tivesse copiado dos sinais de outros países ou, mais provavelmente, de outros planetas onde os aviões podiam voar e afundar-se no mar a seu bel-prazer.
    Viajava ao lado de uma velha ucraniana, duas miúdas, o homem-lobo e uma família de egípcios; iam-se todos embora, para longe, talvez à procura de um furacão.
    Tivemos de passar a ver as casas feias construídas nos anos sessenta, um tempo em que os arquitectos gozavam de imunidade planetária e eram omnipotentes, um tempo em que a Itália estava cheia de espaço vazio e ninguém sabia como o encher, desde que o nada fosse aniquilado — "antes feio do que erva", pensavam —, um tempo em que todos pediam a Deus que lhes abrisse um esconderijo fora da natureza.
    Apaixonamo-nos mais por um artifício feio do que por um belo pedaço de merda.
    A Natureza anárquica assusta-nos mais do que a fealdade asséptica, e por isso construímos coisas feias que nos sosseguem.
    A imortalidade da natureza, o seu estar aí sempre e para sempre, o seu comer o asfalto com as raízes das árvores, a sua força destruidora e geradora que alimenta o universo, deixa-nos desconfortáveis; mas é o desconforto de nos sentirmos passageiros nesta terra, a consciência de que a natureza, mais tarde ou mais cedo, nos levará de volta consigo…
    [ Continua no PDF, 13 páginas ]
    Lisbona · 2016 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  2. 78. Vecchia Mistica Fica Zione O nosso mundo agora é fraco e velho, cheira mal, o sangue derramado está infectado. (CCCP)

    Vecchia — Velha
    A sociedade dos anos vinte é velha, o poder está nas mãos de velhos nada sábios, que resistem ao seu destino escudando-se com os corpos de filhos e netos.
    Nas contas bancárias desta multidão de octogenários está sepultada, bloqueada, hibernada, a energia para construir o futuro.
    Contam-nos a história de como se estava bem no tempo deles, eles que sepultaram a sua alma, a sua memória, que venderam a liberdade esperando receber uma vida e uma reforma eternas.
    Vivem uma vida imaginária, sucedânea, uma ideia da vida que não tiveram a coragem de viver, e ficam agarrados o mais possível ao andarilho da sobrevivência.
    Na realidade trata-se dos nossos pais: será culpa deles se não trabalhámos vinte horas por dia e não tivemos cinco filhos cada um, como antigamente?
    A sociedade em que vivemos, aquela em que crescem os nossos filhos, foi pensada e é gerida por velhos que vivem num mundo de privilégios ao qual os menos velhos não têm acesso.
    As disparidades sociais entre classes deram lugar às disparidades geracionais; as disposições tomadas durante a crise da Covid tornaram ainda mais claro quais são as prioridades do governo e quem são as pessoas que se escolheu proteger.
    Escolas, ginásios e discotecas fechados, impedida a circulação das pessoas, fechadas as pequenas lojas e parada a economia, arte e cultura tratadas como inúteis adornos, a fim de proteger a faixa das pessoas idosas.
    Os filhos da covid, entretanto, dormem num acampamento de tendas atrás da estação Termini.

    Mistica — Mística
    Ao homem dos anos vinte foi tirada a alma, o impulso místico para a procura de uma verdade ultraterrena; a procura espiritual é considerada actividade pueril, resíduo de credulidade popular.
    A ideia de felicidade reduz-se a ter uma posição invejável, a qualquer custo, um reconhecimento externo que nos permita sentirmo-nos melhores; os pobres e os desesperados servem para afirmar a nossa capacidade de sermos superiores. Os "outros" são mantidos à margem sob o argumento de que seriam piores do que nós, incapazes de "elevar-se" ao nosso nível, representando deste modo a única certeza absoluta da nossa relativa afirmação.
    Também o ser humano afirmado e enriquecido continua a trabalhar afincadamente para tentar "elevar-se" ainda mais, a fim de construir um novo patamar a partir do qual marginalizar outros menos ricos e populares, e demonstrar a sua ulterior grandeza relativa.
    Os consagrados são venerados como os Santos, tornam-se Mestres; estuda-se a sua biografia, a sua filosofia, as suas acções éticas ou não, à procura da pedra filosofal que os tornou como todos gostariam de ser.
    O reconhecimento da sociedade representa a aprovação de Deus.
    A mística, como contemplação do divino por meio da qual a alma se eleva à sua máxima perfeição, foi substituída pela "elevação" em chave económica e de papel social, meritocrática, de capacidade de produzir riqueza, de gerar consenso.
    O reconhecimento por parte da sociedade ocupa o primeiro lugar na satisfação das pessoas; ser popular é considerado o único modo de "elevar-se", de deixar uma marca, de ganhar a imortalidade.
    O papel da arte em participar na procura de verdade interior do espectador revela-se, neste contexto, totalmente inútil, naïf, pueril, tanto quanto a elevação espiritual, a religião, a feitiçaria.
    Não é necessária nenhuma procura interior se a única elevação possível pode acontecer no exterior e a partir do exterior, se a verdade existe apenas como soma de mistificações.
    Neste paradigma, o impulso para cima tem de acontecer por meio de uma pirâmide de outros seres humanos, os primeiros esmagados sob os pés e os corpos de outros, que nos devem erguer à custa do seu esforço, felizes por participar no nosso sucesso e ansiosos por se enfiarem no mesmo caminho.
    Pisamo-nos uns aos outros esperando escolher o lado certo da pirâmide e chegar o mais perto possível do cimo dos cadáveres e dos escravos por baixo de nós, rumo à glória e ao reconhecimento do Deus social.
    Neste quadro a obra de arte tem valor estritamente económico, um investimento com vista a um ganho futuro. O artista tem uma capacidade de produzir obras de valor em função da própria notoriedade. O papel do galerista e do coleccionador, tal como o do curador de museu, reduz-se à análise da perspectiva económica do artista e das suas obras.


    Misticazione — Mistificação
    A história foi sempre escrita pelos vencedores, pelo poder político e militar.
    Hoje o passado, a história, o presente e a ideia do futuro são escritos através do poder tecnológico e mediático de mistificar a realidade, de gratificar o ego dos destinatários de uma mensagem, até os levar a crer que o sucedâneo de realidade que observam é a própria realidade.
    O recurso ao sucedâneo está cada vez mais presente em todos os aspectos da vida humana, e é vivido pela maioria das pessoas como algo inovador, ecológico, emancipador, saudável, melhorador, seguro.
    Os animais domésticos, os robôs, as bonecas de silicone são usados como sucedâneos de filhos, maridos, mulheres, amantes e netos; a cirurgia plástica é usada para produzir corpos e identidades sexuais sucedâneas; a pornografia e o sexo protegido permitem substituir o próprio acto sexual; os alimentos sintéticos, vegan, as barras nutricionais, os medicamentos que permitem obter desempenho em todos os âmbitos: os próprios seres humanos são sucedâneos de si mesmos.
    Para os espaços mais íntimos e fundamentais da nossa existência são promovidos produtos, ideias e comportamentos que procuram afastar-nos da vida real, rumo a uma vida fictícia, virtual, sintética, na qual a experiência interior é substituída pela imagem mistificada que a sociedade tem de nós.
    Uma mentira repetida ao infinito não se torna verdadeira, mas torna a mistificação uma prática socialmente aceitável; o sentido do verdadeiro perde-se atrás da consciência de que qualquer verdade poderia conter, no todo ou em parte, uma mistificação.
    A pessoa mais hábil e generosa pode parecer, neste contexto, boa demais para ser verdade; a pessoa mais desprezível pode parecer santificada por verdades inventadas.
    Ao aceitarmos delegar o poder de definir a verdade ao sistema tecnológico e mediático, aceitamos viver num turbilhão de informação produzida para sustentar uma mistificação em vez de outra.
    O pandemónio causado pelo coronavírus tornou ainda mais apreciável a ideia de uma experiência de vida sucedânea, mascarada, na qual procuramos o reconhecimento do grupo sem termos de encontrar os indivíduos.
    A história dos nossos dias será ainda escrita pelos vencedores de uma guerra feita de mentiras, mas as capacidades tecnológicas a que chegámos permitir-nos-ão criar mistificações de proporções nunca vistas.
    Mentimos a nós próprios, e cada dia é mais difícil apanharmo-nos a fazê-lo; a vida sucedânea fagocita a real.

    Fica — Cona
    A pornografia substituiu e suplantou a sexualidade; o porno é também o primeiro campo de aplicação das novas tecnologias, que se afirmam e encontram os seus padrões neste âmbito, em razão dos altos orçamentos disponíveis.
    A indústria pornográfica hoje concentra-se, por um lado, na categorização maníaca dos diversos géneros pornográficos — incluindo, além da raça, as proporções corporais, o número de participantes, a idade, a cor do cabelo, a orientação sexual, etc. —; por outro, na possibilidade de tornar mais imersiva a experiência de fruição dos conteúdos a um custo acessível a todos.
    O objectivo é criar um perfeito sucedâneo do acto sexual eliminando o acto em si, através da eliminação do outro, substituído por um monitor, uns óculos, uma boneca, um robô: a experiência da sexualidade não deve ser partilhada e pode responder às expectativas específicas do utilizador.
    O utilizador pode escolher exactamente o que deve acontecer ou a que quer assistir; não há surpresas nem riscos de espécie alguma.
    A sexualidade como profunda união com outro ser humano, e como instante de beatitude, quer ser substituída por um acto realista e mecânico, essencialmente falso mas mais próximo das nossas preferências, mais fácil, mais seguro.
    O sexo como função primária e irrenunciável da experiência humana pode ser arrumado a um canto e substituído por uma mistificação que satisfaça a pulsão sem comprometer a nossa asséptica solidão.
    O contacto com outro ser humano é vivido como potencialmente perigoso a nível físico e psicológico; a satisfação das nossas pulsões primárias deve acontecer sem consequências e sem sentimentos de culpa, interagindo com uma máquina que não tem consciência, que não pode escolher nem sofrer. Os órgãos sexuais, outrora venerados e usados como símbolo de virilidade e abundância, já perderam parte da sua função e da consequente importância: o acto sexual, a presença de um sexo masculino e de um feminino, a fertilidade de ambas as pessoas envolvidas, já não são necessários para a concepção.
    O acto em si transferiu-se da zona genital para a zona cerebral; o sexo dos anos vinte é metafísica pura.

    aZione — Acção
    O artista dos anos vinte tem de GRITAR que pelo menos UM não está disposto a espelhar-se nas mentiras que nos contam todos os dias.
    Roma · 2020 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  3. 58. D'IO Terminado de explorar o mundo próximo que o rodeia, a criança volta pela primeira vez o olhar para si mesma.
    Na poça funda criada por Némesis ou no espelho da casa de banho,
    põe os olhos dentro dos próprios olhos para descobrir que está a olhar para outro alguém: Deus.
    Por um instante fica perplexa, a observar-se invertida na cor da sua íris.
    A paisagem para sempre mutável em redor da própria pupila fala-lhe de paisagens extraterrestres.
    Distraída por um animal atrás dos arbustos, ou pelo telefone a tocar no corredor,
    a criança regressa ao mundo esquecendo o que acabou de ver.
    Um Deus amigo tão próximo parece demasiado fácil de encontrar, e não pode ser verdade.
    A criança destrói e constrói, procurando Deus nos olhos dos outros, e, tornada já homem, dá por si a olhar-se nos
    olhos, descobrindo na própria íris uma paisagem mudada por crateras, ofendida por colisões com outros corpos celestes, aquecida
    por sóis ou congelada pela morte de estrelas implodidas.
    De novo a criança tornada homem vê Deus e, com pele de galinha, começa a falar-lhe: quer saber quem é, e para onde deve ir.
    Deus fita-o estupidamente do espelho sem dar resposta alguma, e o adulto tem a sensação de falar sozinho.
    Uma criança que chora ou um despertador que toca trazem o adulto de volta ao mundo.
    Um Deus que não responde é um Deus surdo, um Deus mau, e um Deus que não existe.
    Até que o adulto tornado velho se encontra de manhã diante de si próprio a lavar a cara:
    a paisagem extraterrestre dos seus olhos, de onde provém e para onde está prestes a regressar, mudou outra vez;
    o Deus que nela habita espera-o impassível entre entrelaçados de flores, sombras de animais mitológicos, arco-íris de novelos coloridos.
    A criança tornada homem tornada velho partirá para encontrar nos seus olhos D'Io — Deus e o Eu.
    Alassio · 2008 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  4. 69. Life is a game — Texto de introdução à série "Anconette del cuore" A vida é um jogo independente da razão,
    atravessa os limites físicos da realidade para desaguar no espírito.
    A vida é um jogo livre, e a arte é um brinquedo
    que abandona o papel de fetiche
    para regressar à sua natureza lúdica e sacral,
    porque só o jogo "sério" (o jogo jogado pelas crianças)
    sabe elevar-nos àqueles cumes de beleza e santidade
    vedados à razão.

    Não devemos levá-la demasiado a sério, é apenas a nossa vida,
    uma dança com muitos tropeções,
    uma fúria cheia de carícias,
    um sublime jogo que não se pode perder.

    Se todo o nosso constructo social, cultural e artístico nasce em primeira instância como
    jogo, podemos imaginar que jogar e viver sejam a mesma coisa.

    A vida é o jogo de não saber nada,
    de onde se vem e para onde se vai,
    um jogo open world e open outcome.

    Jogar deveria ser o primeiro mandamento, a Itália deveria ser uma
    república fundada na coragem de jogar à vida.
    Em Toy Story 2, o Zé Prospector é um boneco velho garimpeiro que nunca foi tirado
    da sua caixa original, nunca viveu, e vê a sua exposição no museu
    de Tóquio como única possibilidade de redenção para a sua existência.

    Se não jogarmos a nossa vida,
    ninguém poderá gozá-la,
    nem sequer depois,
    mesmo se conservada em óptimo estado,
    nunca usada.

    O jogo e o brinquedo são uma metáfora do nosso poder sobre o mundo que nos rodeia, a lembrança de sermos omnipotentes e criadores do futuro que nos espera.
    Os pequenos retábulos que realizei são escrínios do nosso jogar passado, em perene lembrança de termos sido crianças, de nos termos criado a nós próprios em torno daquela criança que ainda habita em nós.
    Os pequenos retábulos são escrínios de memórias, janelas espácio-temporais capazes de parar o tempo num instante preciso, num momento de íntima contemplação e meditação.
    Podem prestar-se a conter objectos do proprietário ou ícones de um tempo que já não existe; são caixas do tempo passado, ícones imortais, votos a divindades profanas, bandeirinhas na linha do tempo, ex-votos, com imagens, música, perfumes, palavras, sussurros; são sugestões, evocações do tempo passado.
    A sua sacralidade está em nascerem fechados, secretos, ocultos aos olhos de todos excepto aos nossos. O seu interior, dourado e lacado, representa o coração, a criança dentro de nós, a música e o som daquele sopro de tempo da nossa vida.
    Os pequenos retábulos são cofres das memórias do coração.
    A caixa que contém o nosso coração sofreu as intempéries da vida, como a igreja românica; a caixa que contém o nosso coração não tem nada de belo, está enferrujada, e só com a chave certa é possível abri-la.

    O culto surgiu e cresceu como jogo sagrado, a poesia nasceu no jogo e continuou a viver em formas lúdicas, música e dança eram jogo puro, sabedoria e saber manifestaram-se em certames sagrados, as convenções da vida nobre baseavam-se em formas de jogo; a cultura nas suas fases originárias é jogada, a cultura desenvolve-se no jogo e como jogo.
    Johan Huizinga

    Depois de terdes tido o vosso filho nos braços amorosamente, sereis capazes de olhar em profundidade.
    Thich Nhat Hanh

    Visualizai-vos como uma criança de cinco anos, e convidai essa criança a estar convosco, aquele menino ou menina que ainda está vivo em vós
    Thich Nhat Hanh

    Uma coisa que não contém nem utilidade nem verdade, nem um valor de comparação, e que também não tem faculdades danosas, deve ser julgada do melhor modo segundo a graça que tem e o prazer que dá.
    Um tal prazer é o jogo.
    Platão

    No diálogo platónico Nomoi (As leis) diz-se: […] o homem […] é apenas um brinquedo fabricado pelos deuses, e na verdade esta é a sua melhor parte. Em consequência desta concepção, todo o homem e toda a mulher devem viver jogando o melhor possível este jogo.
    Platão

    Onde quer que se trabalhe e se produza, não estamos junto das divindades e não somos nós próprios divinos. Os deuses não produzem, nem trabalham.
    Byung-Chul Han

    No meio da crise financeira, na Grécia aconteceu algo que parece um sinal vindo do futuro. Umas crianças descobriram um grande maço de notas numa casa em ruínas e deram-lhe um uso completamente novo: puseram-se a brincar com elas e a rasgá-las.
    Estas crianças anteciparam de certo modo o nosso futuro: o mundo está em ruínas. Entre estas ruínas, nós brincamos — como aquelas crianças — com notas, e rasgamo-las. Aquelas crianças gregas profanam o dinheiro, o capital, o novo ídolo, dando-lhe um uso totalmente outro, ou seja, brincando com ele. A profanação transforma de repente o dinheiro, hoje tão fetichizado, num brinquedo.
    Byung-Chul Han

    Qui nolet fieri desidiosus, amet.
    (Quem não quiser tornar-se indolente, ame.)
    Torino · 2018 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024 PDF
  5. 75. Megamix O caleidoscópio das imagens imaginadas

    Há, no meu cérebro, uma quantidade imensa de imagens armazenadas, mais ou menos utilmente, que saltam cá para fora nos momentos mais imprevistos: são apontamentos visuais arquivados na vã tentativa de saciar a minha necessidade de conhecer as coisas. Imagens deformadas, gastas pelo tempo, revistas e reconsideradas à luz de acontecimentos posteriores, dissociadas, isoladas do contexto, distorcidas pela inevitável amnésia que a vida traz, pelo perene assalto e saque dos míticos camelinhos da memória. Imagens da minha vida, dos filmes e dos programas de televisão, dos videoclipes musicais, das exposições e dos museus, dos anúncios publicitários, dos ícones do género humano, dos livros e das histórias, até às imagens dos meus sonhos.
    Os elementos dissonantes reencontram o seu acorde visual e conceptual, cromático e formal, cómico, cósmico e surreal, no fruto pictórico.
    Personagens e paisagens, interiores e espaços, de um grande episódio crossover, nascido da minha "volupté de voir", do meu passear pelos quartos secretos do meu cérebro, como um flâneur dentro da viagem alucinante de Asimov.
    Através deste jogo de procura, a colagem das referências visuais torna-se uma contínua sublimação intelectual cheia de especulações sobre o valor icónico das imagens e dos símbolos que interagem entre si, criando uma narrativa que não pode prescindir da colocação natural das próprias imagens, mas que também não pode deixar de traçar novas
    narrações e novos percursos de sentido. O caleidoscópio das imagens imaginadas por nós próprios e pelos outros reflecte num espelho deformante a imagem daquilo que vimos, daquilo que julgámos ver, daquilo que vemos passado algum tempo, num contínuo olhar-experimentar-considerar-reinventar-voltar a olhar, ao infinito. Criamos a partir daquilo que vimos e experimentámos, recriando ao infinito o mundo no qual imaginamos querer viver.
    Bari · 2021 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  6. 81. Kitty die Katze Julgava que gostava de dormir.
    Afinal gosto é de adormecer, e se puder fazê-lo várias vezes na mesma noite, melhor ainda.
    A minha viagem ideal é num veículo conduzido por outros, de noite: a maravilha de se deixar transportar.
    Abrindo os olhos por um instante, entrevêem-se lampejos.
    No sonho vê-se a viagem nocturna do inconsciente.
    De hoje em diante deslocar-me-ei sempre assim; até a Suíça parece mais bonita, até a Alemanha, que em Itália é considerada o pior país juntamente com a França, creio que por ódio futebolístico, ou por causa dos filmes sobre a Segunda Guerra Mundial, ou por inveja.
    Basta olhar a Itália de fora para perceber que é um país de pastores governados por porcos; ao invés, mal se entra em Itália somos presa de um encantamento especial que a faz parecer um país normal.
    Frankfurt parece Milão, que, sempre por inveja, é a cidade mais odiada por todos os italianos não milaneses e até por algum milanês da Juve.
    Tive de esperar dois anos de pandemónio para vir preparar esta exposição; tive de aguardar o santo sossego dos Senhores "Mais vale ficar em casa" e das Senhoras "Lavemos as mãos" para retomar a minha normal vida apocalíptica e integrada. Saí daí menos revolucionário e mais uscoque, mais magro, e com a convicção de que há no mundo escravos e estúpidos mais felizes do que eu.
    Finalmente volto a mexer-me no centro do meu próprio quadro; há dois anos que observo um quadro vazio com uma moldura feia.
    O Banco Central Europeu ergue-se acima do espaço expositivo, bela coincidência, julgava-o noutro sítio. Já sabia que a minha seria uma exposição centrada no jogo da vida; e o Banco, no fim de contas, é o jogo mais vendido dos últimos cem anos. Antes ia muito o jogo de Deus e do Papa; hoje o jogo das finanças contagiou toda a gente: os ricos que jogam a ficar mais ricos, e também os pobres, que jogam como quem joga ao Monopólio sem dinheiro, esperando ter sorte e cair só nas casas de Sorte.
    Esta enxurrada de perdedores é a única a garantir que haja um único supervencedor.
    Como se os dados fossem uma variável aleatória do jogo, como se a longo prazo não saísse o mesmo número o mesmo número de vezes. Sabemos que o acaso não existe nem sequer num lançamento de dados, mas fazemos de conta que nada.
    Também eu, como Gundam, odeio os estúpidos: atrasam-me. Repito cá dentro que não tenho medo, não tenho vergonha e não tenho pressa, mas no meu coração entra um pouco de dor juntamente com toda esta cor.
    Nunca se tem suficientemente em conta que a vida é um jogo de soma zero.
    Para chegar à Kunstverein Familie Montez passei por Bahnhofsviertel, o bairro da luz vermelha de Frankfurt; entre nós é coisa inconcebível, seria como admitir que existem as putas. Sabemos que existem há duzentos mil anos, mas há setenta anos para cá metemos também isto na categoria das coisas que fingimos que não existem.
    Outro jogo em voga há algum tempo são os sextoys: brinquedos para adultos à procura do entusiasmo que tinham em jovens. O aumento da pornografia é inversamente proporcional ao desejo; também para isto precisamos de novos estímulos.
    Também os jovens e os muito jovens começaram a usar sextoys, e o design destes jogos do amor é cada vez mais parecido com o dos brinquedos de crianças de doze anos.
    No filme Toy Story da Pixar, os brinquedos, na ausência do Andy (o seu dono), ganham vida, tecendo entre si relações de amizade, amor e ódio; no quarto de um pré-adolescente fluido de hoje misturam-se brinquedos e brinquedos sexuais: os bonecos caminham por florestas de vibradores, aparelhos de massagem, anéis fálicos, vaginas artificiais e dildos, como astronautas num planeta desconhecido à procura do caminho perdido que leva à identidade do seu dono.
    A Hello Kitty é um ícone tanto infantil como erótico. Criada em Tóquio pela designer Yuko Shimizu em 1974, o merchandising da Hello Kitty, licenciado e não licenciado, factura mil milhões de dólares por ano: da papelaria aos aviões, dos brinquedos à roupa, aos preservativos, à vodca, à roupa interior, até aos vibradores.
    Para um italiano que não saiba alemão, "Kitty die Katze" (Kitty a gata) soa ironicamente como "Kitty il cazzo" — Kitty a piça.
    Francoforte sul Meno · 2022 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  7. 60. A112 O Autobianchi A-112 tem um motor preparado de quatro cilindros em linha com árvore de cames lateral,
    903 centímetros cúbicos de cilindrada e 44 cavalos de potência máxima.
    Leva 13,7 segundos a passar de 0 a 100 quilómetros por hora.
    Daí se deduz que o propulsor pode ter uma potência superior à declarada pela casa-mãe, talvez 47 cavalos.
    Tem uma caixa manual de 4 velocidades que o empurra a roçar os 140 quilómetros por hora, mas acima dos 100 consome exageradamente, e a super está a 1.510 liras o litro.
    Por isso o Aldo decidiu que amanhã nos levantaremos cedo e voltaremos à estrada nacional.
    São agora 19:00, estamos sentados num banco do parque, acabei de visitar todos os stands da Bienal de Veneza.
    Desde as 10:00 desta manhã o Aldo espera-me aqui; leu o jornal da primeira à última página e encontrou uma solução para evitar gastar uma fortuna em combustível: tem uma cara muito satisfeita.
    O consumo exagerado não é o único problema do A112: os 47 cavalos geram uma vibração que adormece o passageiro e entorpece os braços do condutor.
    Por essa razão, durante a viagem pela nacional, paramos a cada 100 km para um café, um Gitanes sem filtro e uma leitura rápida dos jornais locais.
    Escolhemos cafés de aspecto aristocrático mas baratos.
    Cada café tem a sua esplanada com cinzeiros, o seu dialecto e a sua história.
    O Aldo conta-me tudo o que sabe destes sítios.
    Parece-nos que o facto de ter uma história torna mais aceitável a existência desta infinita série de aldeias de nomes absurdos.
    Ca' Sabbioni, Fiesso, Selvazzano Dentro, Oppeano, Trevenzuolo, Goito, Acquanegra, Pizzighettone…
    Casas nobres cruzadas entre si que deram origem a invejas e guerras, aparições de presumíveis madonas fulminadas, terras invadidas pelos alemães, retomadas pelos garibaldinos, ocupadas pelos partisans.
    Aldeias sede de fábricas mastodônticas, palco de guerras napoleónicas, centrais de mercadores, traficantes, fugitivos, exilados istrianos.
    O Aldo continua a contar-me porque existe aquilo que nos rodeia; eu vou observando o mundo que se constrói à minha volta através do deflector de curiosa forma triangular; tudo se me mistura na cabeça enquanto me deixo embalar pelos 47 cavalos, a galope dentro de um sonho.
    No futuro evitarei sempre as auto-estradas da vida.
    Obrigado, Aldo.
    Milano · 2016 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  8. 64. Zoolatria Os seres que pinto, em cenários e roupas de selfie glamoroso, são pessoas estereotipadas e trituradas pelas engrenagens do sistema para o qual desempenham uma função: funcionários entusiastas do mesmo sistema que os pisa.
    O carácter animalesco da cabeça representa uma deminutio do ser humano, em favor de uma "qualidade" animal.
    Uma mistura terrível entre os vogons de Douglas Adams e os pequenos burocratas de Dostoiévski, em triplicado, que obstruem constantemente a passagem dos outros.
    Balem, grunhem, roncam e gritam, todos juntos em uníssono.
    Venezia · 2017 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  9. 73. Pombos itálicos Obcecava-me o mistério dos pombos e da sua vinda à terra, do seu propósito.
    Supunha que pudessem ser criaturas multidimensionais, espectros incorpóreos impossíveis de agarrar;
    depois compreendi que se tratava de animais alienígenas que se reproduzem através de uma auto-explosão que deixa o corpo do pombo velho esmagado na estrada, e um pombo novo, idêntico mas jovem, a esvoaçar pela cidade.

    É esta a razão pela qual ninguém alguma vez viu crias de pombo.
    Falta perceber qual seja a sua função, visto que ninguém os come nem os comeria, e que não representam vantagem estética nenhuma para as nossas varandas.
    A única hipótese prende-se com o facto de na antiguidade as populações terem grandes problemas com a eliminação das migalhas de pão.
    Ao longo da história, algumas cabras, pombos, porcos e macacos "evoluíram" para uma aparência de seres humanos, e vestiram-se de funcionários deste sistema em decomposição.
    São as zelosas engrenagens de um sistema de contínuos e burocratas de toda a espécie.
    São os lastros que tentam pendurar-se em cada projecto nosso e em cada impulso rumo ao futuro.
    São seres profundamente estúpidos, involuídos no cérebro e na alma, pequenos por dentro e largos por fora; o seu único fim é fazer sobreviver o sistema ao qual se agarraram para sobreviver.
    Em vez de servirem, comem as migalhas do poder e cagam ladainhas de lamentos.
    São uma mistura terrível entre os vogons de Douglas Adams e os pequenos burocratas de Dostoiévski,
    em triplicado, que obstruem constantemente a passagem dos outros.
    Balem, grunhem, roncam e gritam, todos juntos em uníssono.

    Nós não somos engrenagens de sistema nenhum, não vimos nem vamos a lado nenhum, não defendemos o passado dos falecidos, as suas fronteiras e as suas alfândegas; escrevemos o futuro tapando os ouvidos e desviando-nos das vossas merdas voadoras que chovem do céu.
    Torino · 2022 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  10. 65. Fotocracia (Artigo para a revista Effetto Arte) Verão.
    O tempo em que abandonamos a nossa morada por um lugar outro, qualquer.
    Também o artista viaja, no meio dos outros fugitivos, e observa o êxodo pós-atómico.
    Pelas belas vielas itálicas é tudo um cenário de homens e mulheres que se fotografam uns aos outros pondo-se em pose à força de gritos; as imagens assim produzidas partem dos telemóveis para alcançar os aparelhos de outras pessoas, presumivelmente ocupadas, por sua vez, a imortalizar parentes diante de paisagens exóticas.
    Se se pudesse traçar este tráfego de recordações visuais, descobrir-se-ia que estamos acidentalmente presentes nas fotos de férias de muitas outras pessoas e que as nossas imagens são usadas para descrever as férias imaginárias de empregados de call centers.
    Dos Alpes às pirâmides o rapto instantâneo contagia toda a gente: temos de produzir a prova provada de termos estado realmente neste lugar hoje; todos têm de saber que estamos a gozar a vida, hoje.
    Entupimos as nossas memórias digitais, enchemos os nossos discos rígidos de imagens da nossa felicidade mundana!
    Embora seja certo que tudo já foi fotografado pelo menos uma vez, estamos certos de que não foi fotografado por nós, e isso basta-nos.
    Documentamos para a posteridade, para a história, a futura memória digital.
    Nascem espaços virtuais de partilha nos quais podemos contar a nossa vida de férias por imagens, as nossas proezas, as nossas conquistas, o nosso olhar sobre o mundo em pausa; vendemos a nossa imagem imaginária de nós próprios.
    Procuramos mostrá-la a quantos mais pudermos, partilhamos, promovemos as imagens das nossas férias como se fossem produtos, enfeitiçamos os desconhecidos a fim de os tornar nossos seguidores: quem me ama que me siga.
    A minha felicidade, a minha diversão, o meu gozo, vendo-os ao preço de um instante do teu tempo, aquele de que precisas para dizer que gostas, que aprecias, que gostarias de me conhecer.
    O que resta deste imenso tráfego de informação visual de péssimo gosto?
    Nada.
    Somos nós próprios a apagar a maior parte das fotografias que nos tinham parecido fantásticas: numa vê-se que engordámos, noutra a sobrinha fez os cornos, e nesta um artista cretino passou à frente do sol que se põe.
    Apenas uma parte mínima acabará nas nossas redes sociais, onde permanecerá pelos séculos dos séculos, indelével, Ámen.
    Mais do que os quinze minutos de popularidade, é uma vida inteira passada a descrever como gostaríamos de ser, como gostaríamos de viver, como quereríamos que os outros nos vissem.
    Noutros tempos podia-se empestar a existência de amigos e parentes com a projecção de vinte carregadores de diapositivos; os mais arrojados tinham produzido nas férias um vídeo em formato VHS, com comentário sonoro lido pelo guia turístico; hoje a fotografia e o vídeo documental são grátis, como a democracia.
    Todos podem fotografar, filmar, votar, formar partidos políticos, e fazem-no realmente, sem vergonha, independentemente da sua cultura ou competência.
    O artista observador, analisando a fundo a situação, dá-se conta de que só existem quatro soluções para gozar um panorama ou visitar um monumento neste período:
    A) Procurar a foto do panorama ou do monumento na internet.
    B) Levantarmo-nos às cinco da manhã — e alguém o faz, mas não os artistas, que são demasiado preguiçosos.
    C) Ir ao café ler um bom livro de ficção científica.
    D) Ir viver para a Coreia do Norte.
    Enquanto meditamos sobre o que fazer, uma rapariga tira uma foto a uma amiga que se está a fotografar sozinha; os sinos tocam a rebate; hoje morreu outra arte, e os fotógrafos juntam-se aos pintores no éden dos inúteis maravilhosos teimosos de outrora.
    Chegará uma jovem virgem a repensar de raiz a própria ideia de fotografia?
    Uma providencial chuva solar destruirá o mundo digital devolvendo a dignidade ao artista fotógrafo?
    Podemos simplesmente sossegar-nos com a certeza de que a memória digital na qual guardamos as nossas imagens não chegará íntegra aos arqueólogos do ano 4000, impedindo os historiadores de marcar a nossa época como a mais patética de todas.
    Na escola somos obrigados a engolir leituras dilacerantes e visões aberrantes de épocas sepultadas, e isso apenas por causa da imortalidade do papel e do papiro; a nossa época, pelo contrário, produz quantidades desproporcionadas de informação inútil que se autodestrói num
    inconsciente acto de ecologia profunda.
    Siracusa · 2017 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  11. 66. Spam (Artigo para a revista Effetto Arte) Há dias em que o "jovem" artista verifica a sua caixa de correio electrónico para a limpar das 8.723 mensagens de supostos galeristas, promotores, organizadores, excipientes e intensificadores de sabor.
    A ecologia profunda começa também por aqui.
    Por cada pessoa que nos propõe uma iniciativa interessante para promover o nosso trabalho, há 8.722 que propõem grosserias impronunciáveis a preços hiperbólicos.
    É neste contexto que o "jovem" artista tem de se transformar num novo garimpeiro, passando pelo crivo e devolvendo ao pântano lamacento do far west da arte as propostas indizíveis, e metendo ao bolso as pepitas e os fragmentos que farão a sua fortuna.
    Com paciência, o nosso herói tem de deixar o amado cavalete e deixar-se inundar por este denso rio de informação promocional retumbante, também chamada spam.
    A prática do spam consiste no envio de mensagens indesejadas através de qualquer sistema de comunicação. O termo tem origem num sketch cómico do Monty Python's Flying Circus, passado num estabelecimento em que qualquer prato proposto pela empregada continha um ingrediente indeterminado chamado Spam, correspondente a uma marca de carne enlatada produzida pela americana Hormel Foods Corp.
    A lata de Spam representa, pois, a sopa Campbell deste início de século.
    Não seria caso de nos subtrairmos a este martírio destruindo de uma só vez todos os emails indesejados e os provenientes de remetentes desconhecidos?
    Absolutamente NÃO.
    O artista, enquanto tal, tem de se violentar à curiosidade, tem de aprofundar, tem de sujar as mãos, tem de cumprir o processo alquímico que transforma a merda em ouro, Manzoni dixit.
    Ao longo dos anos, no correio indesejado encontrei os melhores colaboradores, as melhores oportunidades de trabalho e as namoradas mais desinibidas.
    Portanto o trabalho de crivo deve prosseguir, começando pela eliminação dos emails que trazem no assunto propostas sexuais explícitas — trata-se de remetentes meretrizes — e daqueles que nos comunicam com entusiasmo que GANHASTE! um concurso em que não tínhamos participado.
    Por último ficam os emails que poderiam conter algo de interessante.
    O nosso garimpeiro tem de os abrir e, lendo-os na diagonal no menor tempo possível, avaliar a sua fiabilidade e decidir se responde ou deita fora.
    Últimos dias para aderir a … PARA O LIXO, os artistas não gostam de trabalhar à pressa.
    Excepcional oportunidade expositiva em… PARA O LIXO, demasiado ostensivo.
    Já pensou em expor no Louvre por apenas … PARA O LIXO, boa noite.
    Caro "jovem" artista, visionámos o seu trabalho e gostaríamos de o inserir nesta iniciativa comissariada pelo famoso crítico … na famosa cidade de … durante o famoso festival de … RESPONDO.
    Passam poucos minutos e o nosso herói recebe o telefonema de uma suposta Doutora promotora que, elogiando o trabalho artístico que viu juntamente com o famoso crítico (nos dois minutos anteriores, imaginamos), o convida a não hesitar porque restam apenas poucos lugares.
    Do telefone percebe-se apenas que a Doutora Promotora é milanesa, tem boa lábia, está a propor a oportunidade da vida, está muito maquilhada e perfumada.
    Quanto mais não fosse pelo perfume, o "jovem" aceita receber um email, que chega ao fim de três segundos, com todas as informações do caso.
    Exmo. Jovem Artista,
    conforme os acordos telefónicos, venho por este meio enviar-lhe a proposta para expor as suas obras na cidade de … durante a manifestação comissariada pelo famoso crítico … Os serviços que lhe forneceremos são os seguintes:
    1) Organização geral e secretariado;
    2) Apresentação do famoso crítico de arte;
    3) Participação na inauguração de conhecidos intelectuais e críticos de arte;
    4) Presença, durante o Evento, de personalidades do mundo da cultura e da televisão;
    5) Montagem e desmontagem;
    6) Vigilância;
    7) Seguros das Obras no local;
    8) Redacção do texto crítico do famoso Crítico de Arte que será inserido no catálogo da Exposição;
    9) Impressão de arte do catálogo do Festival;
    10) Concepção gráfica e impressão de convites e cartazes;
    11) Promoção dos eventos na web;
    12) Concepção e impressão do roll up;
    13) Pedido de vários patrocínios;
    14) Concepção gráfica e impressão da sua biografia e do colofão, que serão expostos durante a mostra em painéis de forex;
    15) Distribuição do material promocional;
    16) Gabinete de imprensa;
    17) Coordenação dos contactos com as Autoridades (Ministério dos Bens e Actividades Culturais, Região, Província e Município);
    18) Organização do cocktail para a noite inaugural;
    19) Convites a coleccionadores e peritos do sector;
    20) Operador de câmara profissional para as filmagens do vernissage;
    21) Organização de uma conferência de imprensa com a participação de jornais, rádios e televisões;
    22) Espaços publicitários da manifestação em revistas especializadas;
    23) Fotógrafo profissional para a noite de inauguração e entrega de um cd com as fotos;
    24) Realização e montagem de um vídeo da abertura;
    25) Jantar de gala após a inauguração da Exposição;
    26) Quarto de Hotel para a noite da inauguração.

    Por este pacote de serviços é pedido um reembolso de despesas de € 28.000,00 + IVA, mais uma obra sua à nossa escolha de entre as expostas no Festival.
    Certa de que compreenderá a interessante ocasião, e ficando a aguardar uma amável resposta, envio cordiais cumprimentos.
    Doutora Promotora
    O nosso artista dá-se conta de imediato de que, sendo "jovem", não possui sequer uma mínima parte da quantia pedida a título de "reembolso de despesas"; e interrogando-se sobre o próprio significado do termo, dá-se conta também de que está a desperdiçar tempo com a análise de um email inútil quando podia dedicar-se mais proveitosamente ao envio dos seus 20.000 emails para comunicar a todos que o seu novo quadro está quase pronto.
    Cumpre-se assim o ciclo natural que gera aquela constante produção de informação-lixo que, lentamente, macerando, gera o húmus sobre o qual germina e cresce inexorável a Arte.
    Torino · 2017 PDF
  12. 63. Distracções de arte (Artigo para a revista Effetto Arte) Talvez os poetas e os escritores trabalhem em silêncio. A dizer a verdade, também eu: quando escrevo para vós ou para mim costumo fazê-lo sem distracções visuais nem acústicas; mas por que estranho motivo o artista visual, no acto de levar a sua ideia para a tela ou para a matéria, sente a necessidade inata de se distrair?
    Deveria conduzir-se uma investigação científica para perceber os motivos: talvez a ansiedade de ver um bom resultado se transforme no medo de acabar depressa demais; talvez sejamos tomados pelo hábito infantil de fazer os trabalhos de casa a ver os desenhos animados; ou talvez, simplesmente, trabalhar canse.
    De qualquer modo, nos ateliês de arte podem observar-se diversas modalidades com que o artista gosta de se distrair, das mais clássicas às mais arrojadas e criativas.
    O café representa certamente a primeira e universal distracção de qualquer ateliê; o essencial é usar a cafeteira italiana e não as modernas máquinas de cápsulas: o tempo necessário para a água passar da caldeira através do café até às chávenas permite-nos um breve descanso e duas conversas com assistentes, galeristas, visitantes ou, na falta destes, com personagens imaginárias; além disso, ficamos certos de que depois de um bom café o nosso trabalho avançará mais depressa.
    Na realidade, ao oitavo café do dia o corpo habituado não recebe benefício algum; além disso, muitos gostam de fumar charutos intermináveis logo a seguir a um bom café, o que torna os ateliês bastante enfumarados e quase totalmente privados de oxigénio, coisa que contribui para uma ligeira sonolência difusa.
    Mas então o café não serve para nada, dá-nos que pensar.
    O telefone, tal como o café, é uma contínua e bendita fonte de distracção: pia a cada mensagem, cada partilha no facebook, cada mensagem da operadora, cada compromisso e lembrete; grita anunciando amigos, parentes, colegas e números desconhecidos que nos querem encantar com ofertas e histórias incríveis, evidentemente inspirados por um anjo que se apiedou da nossa entediada condição de executores da nossa própria ideia criativa.
    O último motivo clássico de distracção são as perguntas dos vossos assistentes e colaboradores, perguntas quase sempre pertinentes e devidas ao facto de não lhes terdes explicado de propósito bem o trabalho a realizar, de modo a que vos pudessem incomodar quanto antes;
    para dirimir as dúvidas sobre o tom do gesso a estender nas telas ou sobre o tom do monocromático a utilizar, nada melhor do que parar um instante e, antes de mais, preparar um bom café.
    E eis que o ciclo recomeça.
    Mas para muitos tudo isto não basta, e eis que nascem, ao lado dos cavaletes, palafitas semoventes feitas de livros de arte, que acolhem no seu cimo televisores de sessenta polegadas, sistemas surround com subwoofers amplificados capazes de entornar ou fazer explodir todos os copos do bairro, sistemas mais ou menos elaborados para ouvir música, audiolivros, conferências, ver jogos de futebol, ditar memórias, tecer relações de amor e de trabalho.
    Tudo para se distrair um bocadinho e não ter aquela terrível sensação de se estar a trabalhar.
    A necessidade de distracção é uma patologia que, mais tarde ou mais cedo, atinge qualquer artista e criativo; mais vale resignar-se e escolher a distracção que preferirdes. Eu aconselho leituras de clássicos e música ao vivo: ter alguém às vossas costas a ler, a tocar ou a falar também vos ajudará a avançar com o vosso trabalho, quanto mais não seja por uma questão de ego.
    O atroz preço que se paga por esta síndrome consiste, naturalmente, em passar o sábado e o domingo sozinho no ateliê, a acabar o trabalho que se foi arrastando molemente durante toda a semana — um preço que, no fundo, se paga de bom grado, porque nos faz sentir verdadeiramente apaixonados pelo nosso trabalho.
    Torino · 2017 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025 PDF
  13. 79. Dataísmo O presente é calculado continuamente.
    Diz Byung-Chul Han em "A salvação do belo"

    Os dados têm algo de pornográfico e obsceno: não possuem interioridade alguma, nenhum reverso, nenhum fundo falso, e nisso distinguem-se da linguagem, que não admite uma determinação total.
    Tal como a informação é uma forma pornográfica do saber: falta-lhe aquela interioridade que caracteriza o saber.

    *Numerandia é a pátria do dataísmo, o país onde os gráficos governam as existências.
    Tudo tem de ser medido e comparado para alcançar algum objectivo estabelecido.
    O Deus do mérito quantifica numericamente até aquilo que não pode ser medido.
    Indicadores numéricos com acrónimos anglófonos tentam explicar a realidade e parar o instante, com cores e grandes impulsos para cima seguidos de imensos tombos no abismo.
    Um electroencefalograma, uma síncope coronária, um enfarte e um novo cume conquistado, uma série de velas, um quantum, uma performance, uma classificação, um pódio, um vencedor, um novo grande objectivo alcançado, uma sequência de números que se perdem no nada da ferrugem do tempo.
    O dataísmo mede a superfície do nada.
    O gráfico já é velho enquanto está a ser desenhado: máquinas contam e medem operações de outras máquinas que obedecem a ordens de homens que consultam máquinas que contam e medem outras máquinas para saber o que aconselhar a encomendar.
    O dataísmo conta.
    Seria preciso inventar um valor que não valha nada, nem sequer 0, um valor que não possa valer valor nenhum. Um valor para avaliar aquilo que não pode e não deve ser avaliado.
    Um valor que valha exactamente: "estou-me nas tintas para saber quanto vale".
    Os seres humanos enriquecem e empobrecem, tentando prever os gráficos dos minutos, dias, meses, anos e décadas futuros. O valor das coisas no tempo futuro determina o seu estatuto económico imaginário.
    Joga-se na previsão dos números que virão, dos resultados, da valorização ou desvalorização de um bem, de uma performance, de uma ideia que dará dinheiro, de um recurso que escasseará aumentando o próprio valor e esfomeando quem dele precisa.

    *Numerandia é o nome que, num vídeo realizado em 2007, o meu filho Mattia, aos seis anos, dava à terra.
    Torino · 2020 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024
  14. 80. Um pensamento desconhecido do silício A máquina de 2023 é "inteligente".
    Pode criar mesmo que não possa dizer porque o está a fazer.
    A máquina é um fantoche nosso ao qual queremos atribuir inteligência; queremos poder dizer que fomos tão bons que insuflámos numa criação nossa uma inteligência superior à nossa.
    A "inteligência" artificial do Instagram discrimina as publicações em função dos símbolos nelas contidos; aconteceu recentemente a uma publicação que reproduzia um quadro meu.
    O paradoxo número um da questão é que a publicação obscurecida (censurada) pretendia fazer reflectir sobre o papel dos media na história recente e sobre a sua capacidade de manipular a verdade em favor do poder.
    A obra representa o Super Mario da Toei, com um boné nazi, pintado a óleo sobre uma página original do Corriere della Sera de 13 de Abril de 1945.
    Naquele período histórico a Itália rendera-se aos aliados havia dois anos, mas o nosso principal diário titulava: "Férrea vontade de combater até à vitória", ao lado de uma foto de Hitler e Mussolini a planear os seus movimentos militares sobre um mapa.
    Os artigos da página contam uma realidade de fantasia hiperbólica, na qual se dá por garantido que os fascistas conseguirão em breve ganhar a guerra na Itália e nas colónias, juntamente com o aliado alemão.
    Na excelente série passada numa realidade paralela à nossa, "O homem do castelo alto", dirigida por David Semel (Amazon Prime Video), o eixo ganhou a guerra, a Alemanha e o Japão repartiram o mundo; os fascistas italianos não são citados em nenhum dos 40 episódios. O título do Corriere de 45 não encontra eco nem sequer numa obra de ficção distópica oitenta anos depois.
    Na realidade, a 13 de Abril de 1945 os alemães estavam a perder Viena para as tropas de Estaline; doze dias depois a Itália seria libertada pelos americanos e quinze dias depois Mussolini seria executado pelos partisans.
    O director do Corriere, Ermanno Amicucci, escolheu naqueles dias manipular a realidade porque o poder estava ainda nas mãos dos nazis (que tinham ocupado Milão) e dos fascistas da República Social Italiana.


    Hoje mais do que em 45, o único poder que move todos os outros é o económico; por essa razão a internet já não é o lugar de liberdade de expressão e de livre circulação da informação que tínhamos contribuído para construir no início do milénio: o kraken económico apoderou-se do nosso brinquedo, mudando-o numa máquina de fazer dinheiro.
    O Instagram e as outras redes não são excepção: não servem para nos conhecermos, partilharmos ou comunicarmos, mas para criar um mercado.
    A censura, neste contexto, é operada por anónimas "inteligências" artificiais, com o fim de favorecer as trocas e a consequente criação de valor económico.
    A tentativa é reduzir o mais possível o material controverso, as discriminações, as informações alternativas, a violência, etc., de modo a criar um espaço o mais inclusivo possível, no qual se possa vender e comprar em total confiança e segurança; a cultura e a arte deveriam portanto dobrar-se a este imperativo.
    Vende-se melhor entretendo, falando de banalidades, mantendo o nível da narrativa compreensível para todos; por essa razão a maior parte das publicações que vemos contam acidentes tragicómicos, mulheres sedutoras e, naturalmente, produtos compráveis com um só toque dos dedos.
    Quem nasceu nos anos setenta em Itália, como quem escreve, recorda entre as várias porcarias de que fomos testemunhas o nascimento das televisões privadas, nas quais pela primeira vez a estupidez, as banalidades e os grandes seios representavam o tema dominante da maioria dos programas. A angariação publicitária funcionava tão bem com estes temas que a Rai teve de render-se à evidência, ao ponto de hoje não haver diferença alguma entre as duas emissoras, a não ser a taxa.
    Pode dizer-se que Berlusconi foi o primeiro a percebê-lo, portanto o melhor do ponto de vista empresarial, consequentemente o mais rico, e depois também o mais votado.
    Presidente do Conselho de Ministros da República Italiana, apontado para vir a ser Presidente da República — se ao menos se tivesse dado conta de que o eleitorado adora banalidades e grandes seios, tolera as prostitutas, mas não perdoa os putanheiros.


    Um segundo paradoxo da internet em 2023 é a burocratização do seu uso.
    Hoje, para aceder ao Instagram temos de fornecer os nossos dados e aceitar todas as cláusulas, que podem mudar ao sabor da rede; para pedir a revisão de uma decisão de censura de um conteúdo nosso temos de especificar o número da reclamação; se a nossa reclamação não for tomada em consideração — não sabemos se por um ser humano ou por outra "inteligência" artificial — podemos recorrer junto do "Conselho de Supervisão" (Oversight Board), um grupo que se declara terceiro em relação ao Instagram, fornecendo de novo o número de um novo pedido de revisão.
    O conselho faz notar que só toma em consideração algumas dos pedidos que recebe, e pede-nos que aceitemos outras cláusulas sobre os nossos dados pessoais.
    No romance "À boleia pela galáxia" de Douglas Adams, os vogons são uma raça de alienígenas burocratas: um vogon que visse a própria avó atacada por uma besta feroz não moveria um dedo em sua defesa sem uma ordem escrita, contra-assinada em triplicado, enviada, devolvida, reclamada, extraviada, encontrada, submetida a inquérito público, extraviada de novo e finalmente sepultada três meses na turfa antes de ser reciclada como acendalha.



    O futebol é outro mercado a que teimamos em chamar de outro modo (jogo), para satisfazer o poder económico que se apoderou do brinquedo; a "inteligência" artificial procura reduzir a margem do erro humano (erro que poderia causar avultadas perdas económicas aos proprietários das equipas-jogo) através de mecanismos automatizados. O erro humano faz parte do jogo e quem o comete assume-o em primeira pessoa, ao passo que quando confiamos à máquina a tarefa de decidir assistimos ao paradoxo do inconcebível erro da máquina, ou do árbitro humano que desmente a máquina e confirma a sua avaliação errada. O único erro é o de fundo: considerar um jogo à maneira de um jogo de azar, uma diversão à maneira de um trabalho, um certame à maneira de um espectáculo.


    A "inteligência" artificial deduz, de um símbolo presente na obra, que a obra em questão tem de algum modo a ver com o nazismo; reconhece o símbolo e compara-o com o mesmo símbolo presente numa base de dados relacional compilada por humanos, na qual a suástica é posta em relação com termos como nazismo, violência, antissemitismo, Segunda Guerra Mundial, etc.
    Para decidir se o símbolo exalta o nazismo, condena o nazismo, ridiculariza o nazismo, ou se se trata da suástica budista (praticamente idêntica mas com significados totalmente diferentes), a máquina deveria conhecer a história italiana, ler o artigo, conhecer o autor, conhecer o significado de Super Mario para o autor, mas sobretudo dar um salto quântico hoje impossível para uma máquina: deveria pensar.
    A única esperança neste âmbito de estudos é que o nível do pensamento crítico humano se reduza a tal ponto, graças ao controlo da tecnologia, que se aproxime do não-pensamento artificial, tornando as duas "inteligências" quase idênticas.
    O processo está em curso há anos e os resultados estão bem documentados; seria porém mais oportuno falar de estupidez natural mais do que de inteligência artificial, por mais que os dois termos estejam destinados a tornar-se sinónimos.
    Santo Stefano Roero, CN · 2022 · de Luca Motolese, Umano Disumano Vol II, Nulla die, 2025
  15. 76. Quarantined A quarentena, como estado de isolamento e de exclusão cautelar, é o estado mental de base das sociedades ocidentais.
    Da difusão da sida (1981) aos atentados das Torres gémeas (2001) até à Covid 19, as pessoas foram-se, gradual mas inexoravelmente, auto-excluindo da vida social, a fim de não correrem riscos para a própria sobrevivência.
    Os seres humanos, nesta parte do mundo, escolheram viver dentro das suas casas, dentro dos seus portões, atrás dos seus muros, dentro do seu cérebro, elaborando extraordinárias fantasias sobre aquilo que magicamente deveria acontecer no futuro, entregando-se à vã possibilidade de que a tecnologia possa preencher o vazio de sentido e de calor nos corações.
    O meu trabalho, e em especial a série Quarantined, centra-se na visão do ser humano contemporâneo na opulenta civilização ocidental: um ser que, por medo de morrer ou de não viver o suficiente, prefere imaginar que vive, rodeando-se de sucedâneos tranquilizadores e seguros da vida real.
    Este estado mental procura excluir o corpo em favor da mente.
    A experiência da vida torna-se virtual, deslocada, dirigida sobretudo ao sentido da vista e ao único órgão cerebral.
    Represento as minhas modelos acéfalas, com uma grande esfera no lugar da cabeça, uma esfera a transbordar de desejos indizíveis e irrealizáveis, de medos e esperanças depositados num futuro maravilhoso no qual será de novo possível viver verdadeiramente.
    Num estado semelhante à reclusão, numa situação em que a nossa liberdade de movimento é limitada, seja qual for a razão, a nossa mente tem uma única possibilidade: viajar através da imaginação, rumo a novos mundos, para continuar a permanecer no seu estado natural de liberdade.
    Torino · 2020 · de Luca Motolese, Umano Disumano, Nulla die, 2024